Tre giornate per… Ecco per cosa corre l’Atalanta in questo finale di campionato
Con il 6° posto del Como quasi irraggiungibile e la Lazio alle calcagna, la Dea deve difendere il 7° posto. Ma non solo: dalla miglior difesa da mantenere al peggior attacco dell’ultimo decennio, gli obiettivi nei numeri per cui i nerazzurri devono lottare
Tre partite, tre weekend per 270 minuti (più abbondante recupero) di calcio. L’Atalanta si avvia verso la coda di una stagione memorabile per certi versi, dimenticabile per altri, destinata a concludersi salvo ribaltoni al massimo con il raggiungimento di un posto in Conference League senza dipendere neanche integralmente da sé stessa. Ma il 7° posto non è l’unico obiettivo, se tale può essere definito, per cui i nerazzurri corrono in questo finale di campionato per dare un senso alla stagione. Anche se resta il principale, ovviamente.
La Conference League
Perdendo con il Cagliari e pareggiando con il Genoa nelle ultime due giornate, l’Atalanta si è matematicamente preclusa la possibilità di raggiungere il quarto posto distante 10 punti della Juventus e di fatto pure il 5°, in mano alla Roma a 64 punti contro i 55 della squadra di Palladino. Anche il 6° del Como sembra ormai essere troppo distante, visto il gap di 7 lunghezze da tappare con soli 9 punti a destinazione. Insomma, i due posti validi per l’Europa League non sembrano più poter essere un affare bergamasco.
Resta solo il 7°, quello che varrebbe la sopracitata Conference League, che si attiverebbe soltanto se la Lazio non dovesse vincere la finale di Coppa Italia contro l’Inter. Ma attenzione ai biancocelesti, protagonisti di una notevole risalita nelle ultime giornate e arrivati ora a quota 51 punti, soltanto a -4 dalla Dea. Che, scivolando all’8° posto, rinuncerebbe ad ogni velleità d’Europa e si ritroverebbe a ripartire soltanto dal campionato nella prossima stagione, perdendo così la possibilità di correre per vincere un trofeo internazionale.

I numeri del decennio
L’8° posto complessivo sarebbe tra l’altro il peggior risultato dell’ultimo decennio, bissando la stagione 2021/22, nella quale tra l’altro è stato ottenuto il record negativo di punti dal 2016/17 in avanti (59). Ne bastano 5 per evitare di peggiorare o eguagliare questo dato, gli stessi che tra l’altro garantirebbero la sicurezza di non essere sorpassati dalla Lazio (in virtù degli scontri diretti).
Ma non è tutto: in questo momento l’attacco nerazzurro ha prodotto soltanto 47 gol, ben 10 in meno rispetto alla peggior stagione sempre dell’ultimo decennio, ovvero la 2017/18, chiusa sempre al 7° posto con 60 punti all’attivo. Le due stagioni sopracitate sono peraltro anche quelle con il minor numero di vittorie (16), mentre al momento quelle ottenute sono 14. È già un dato record quello dei pareggi, 13.

La miglior difesa
A far da contraltare ad un attacco che non ha carburato come negli anni passati, c’è una difesa che si è rivelata tra le migliori della Serie A con 32 gol subiti fino a questo momento, in linea con quanto fatto da chi le sta davanti: Como 28, Milan e Roma 29, Juventus 30, Roma 29, Inter 31, Napoli 33 e Lazio 34. Tutte molto vicine, come a far capire che è in generale la tendenza di tutto il campionato quella di concedere decisamente meno reti.
Se però tutte le altre hanno avuto stagioni migliori nell’ultimo trentennio o giù di lì, l’Atalanta per registrare un dato simile deve tornare a quasi quarant’anni fa, quando il calcio era qualcosa di ben diverso rispetto ad oggi: nelle stagioni 1991/92 e 1988/89, i gol subiti erano stati appena 32, ma con 4 giornate in meno, visto che la Serie A era a 18 squadre e non a 20 come ora. Insomma, in questo rush finale la porta di Carnesecchi dovrà rimanere il più sigillata possibile.


