Logo

Temi del giorno:

Quindicenne palpeggiata in stazione a Treviglio, il sindaco: “Servono regole severe e certezza della pena”

Il commento del sindaco dopo l’episodio in stazione Centrale. Indagini supportate dalla videosorveglianza

Treviglio. Dopo l’episodio avvenuto nella mattinata alla stazione Centrale, dove una 15enne è stata palpeggiata da un marocchino di 22 anni, interviene il sindaco di TreviglioJuri Imeri. In un post sui social il primo cittadino ha espresso vicinanza alla ragazza e alla famiglia.

“Quanto avvenuto – scrive il primo cittadino – ricorda a tutti quanto sia determinante la tempestività della denuncia: la prontezza della ragazza ha infatti permesso alla Polizia di Stato di intervenire con efficacia, assicurando il colpevole alla giustizia e confermando il valore di un presidio capillare del territorio. Un contributo fondamentale alle indagini – dice – è arrivato inoltre dal sistema di videosorveglianza, rivelatosi ancora una volta uno strumento tecnologico indispensabile e nel quale continuiamo a investire”.

Imeri, poi, aggiunge: “Davanti a fatti di tale gravità, è necessario evitare facili generalizzazioni. Occorre piuttosto ancora più forza nel chiedere regole severe e chiare, e la certezza della pena: la sicurezza dei cittadini non può prescindere da un quadro normativo coerente, e in questo serve recuperare anni di eccessivo ‘buonismo’”. Infine il riferimento al lavoro sul territorio e agli interventi nelle aree della stazione, con il richiamo alla collaborazione con le forze dell’ordine.

“Non alziamo però l’attenzione (soprattutto mediatica) solo quando accadono questi episodi, fortunatamente sporadici e sui quali si è intervenuti prontamente. Il nostro dialogo proficuo con il Commissariato e tutte le Forze dell’Ordine – aggiunge il sindaco – che ringrazio per la collaborazione e dedizione, è costante. Siamo convinti anche che la sicurezza urbana passi attraverso la rigenerazione degli spazi: gli investimenti strategici sulla Fiera, il Centro per l’Impiego e la palazzina della Stazione Ovest nascono proprio per questo. Portare nuove funzioni, illuminazione, videosorveglianza e presidio sociale in queste aree significa – conclude Imeri – viverle e restituirle, sicure, alla cittadinanza”.