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Paladina-Sedrina, rimpallo di responsabilità tra istituzioni. Ma spunta l’alternativa di Anas

Regione addossa la colpa dello stop al progetto sulla Provincia. Anas garantirebbe l’opera con il rialzamento del tratto di strada che attraversa l’ex discarica di Sorisole

Nel tentativo di accertare le responsabilità che hanno portato al nuovo stop del progetto della Paladina-Sedrina, di certezze se ne trovano davvero poche. Dopo due settimane in cui il mondo politico è sembrato compatto al fine di offrire una risposta condivisa alle esigenze del territorio, iniziano ora a emergere le prime crepe. Martedì 5 maggio, Regione Lombardia si è in sostanza chiamata fuori dalla confusione seguita alla richiesta di Anas di nuovi rilievi sull’ex discarica Monte Bianco di Sorisole, scaricando le responsabilità dalle parti di via Tasso. “La presenza della discarica era nota alla Provincia, che nel progetto ha comunque previsto un tracciato che ne attraversa il corpo in trincea profonda – la posizione dell’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi riportata in Consiglio regionale dal sottosegretario Mauro Piazza -. Per garantire l’approvazione del progetto, Anas ha ritenuto opportune nuove indagini per avere maggiore conoscenza dei materiali attraversati e della loro pericolosità”.

Le indagini oggi disponibili sulla discarica risalgono agli anni Novanta. L’istruttoria condotta da Anas sul progetto, trasmesso dalla Provincia nel marzo 2025, avrebbe confermato la necessità di approfondire le criticità ambientali legate al passaggio del tracciato nell’ex Monte Bianco.

Netta la replica della Provincia. “Il progetto teneva conto sia della presenza dell’ex discarica sia della falda”, afferma Massimiliano Rizzi, responsabile dell’opera e dirigente dell’ufficio Viabilità di via Tasso. “Abbiamo sempre risposto alle osservazioni di Anas, inviando le relative integrazioni – continua l’ingegnere -. Per mesi siamo rimasti in attesa di nuove indicazioni: completare nuove indagini non sarebbe stato un problema, ma non abbiamo mai ricevuto alcuna richiesta in tal senso”.

Cerchiamo di fare un po’ di ordine. La Provincia, nel progetto della variante, è la stazione progettante, ovvero l’istituzione che ha portato avanti l’iter tecnico-amministrativo. Può essere considerata il motore politico dell’opera, ma non il soggetto in grado di finanziarla e realizzarla autonomamente. La Regione, invece, ha inserito l’intervento tra le infrastrutture strategiche per la mobilità bergamasca, partecipando ai tavoli istituzionali e spingendo affinché il progetto passasse sotto la gestione Anas, con l’obiettivo di intercettare maggiori fondi statali. Oggi sembra defilarsi dalle criticità emerse, pur avendo seguito da vicino l’impostazione dell’intero percorso progettuale.

La soluzione alternativa che Anas è disposta a valutare prevede un rialzamento del tracciato nel tratto interessato, così da evitare lo scavo in trincea previsto dal progetto attuale. Una modifica che potrebbe forse evitare di compromettere l’iter del terzo lotto della Tangenziale Sud. “Le valutazioni sulle modifiche potranno essere effettuate solo dopo nuove indagini – chiarisce l’assessore Terzi -. La posizione di Anas è finalizzata ad approfondire criticità oggettive, evidentemente non considerate dalla Provincia”.

Terzi ClaudiaL'assessore regionale Claudia Terzi

La possibile alternativa individuata da Anas è vista con favore dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Alberto Mazzoleni, Pietro Macconi e Michele Schiavi. “È fondamentale che Regione Lombardia continui a svolgere un ruolo di regia e di stimolo – dichiarano -. La continuità del progetto sembra garantita da Anas attraverso l’individuazione di una soluzione alternativa, una prospettiva che permetterebbe di non disperdere il lavoro già svolto”.

Per fare chiarezza sul futuro dell’opera ed evitare ulteriori rallentamenti, il consigliere Mazzoleni aveva presentato, insieme al collega di Forza Italia Jonathan Lobati, un’ interrogazione in Regione. “Restano le preoccupazioni per i tempi di un’opera nella programmazione regionale da oltre vent’anni – aggiunge Lobati -. La nota positiva è che Anas sembra voler mantenere il tracciato dell’attuale progetto prevedendo un cambio di livelletta”.

I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia hanno annunciato la loro partecipazione alla manifestazione in programma il 6 giugno, promossa dalla Comunità Montana. Al momento non sono ancora stati comunicati luogo e modalità della protesta.

Nel pomeriggio di martedì è arrivata anche la presa di posizione dei consiglieri regionali del Partito Democratico. “La Val Brembana merita una risposta chiara e non più rinviabile – dichiarano i dem bergamaschi Jacopo Scandella e Davide Casati -. Sul territorio mancano adeguati collegamenti infrastrutturali che sostengano lo sviluppo sociale ed economico. Serve chiarezza sulle precise volontà politiche di Ministero, Regione e Provincia: la valle non può più aspettare”.