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“La scoperta del Carroccio”: in UniBg un convegno sull’entrata in scena della Lega Nord in politica negli anni ’90

L’appuntamento è per Il 14 e il 15 maggio nella sede di Via Salvecchio. L’iniziativa è organizzata da Paolo Barcella, professore di Storia contemporanea all’Università di Bergamo, insieme a Lucia Bonfreschi e Giovanni Mario Ceci dell’ateneo di Roma Tre: “Analizziamo come partiti, sindacati e mondo cattolico hanno letto e descritto il partito”. Il programma completo

Il 14 e il 15 aprile, nella sede di via Salvecchio dell’Università di Bergamo, si terrà il convegno “La scoperta del Carroccio. La politica italiana e la Lega Nord (1990-1993)”, dedicato a una fase decisiva della storia della Repubblica italiana. L’iniziativa è organizzata da Paolo Barcella, professore di Storia contemporanea all’Università di Bergamo e storico specializzato nello studio dell’emigrazione italiana e delle culture di destra, insieme a Lucia Bonfreschi e Giovanni Mario Ceci dell’Università Roma Tre.

“Il convegno – spiega Barcella –  prova a ricostruire e a riflettere su una fase della storia dell’Italia repubblicana, quella del collasso del sistema dei partiti della cosiddetta ‘Prima Repubblica’, a partire da una forza politica che all’inizio degli anni Novanta si impone all’attenzione generale: la Lega Nord. L’obiettivo è quindi analizzare come questo soggetto sia riuscito a emergere e a contribuire alla ridefinizione del quadro politico”.

Paolo Barcella professore

Al centro c’è infatti la crescita del movimento tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, fino al passaggio cruciale del 1992: “La Lega Lombarda, poi Lega Nord, conquista progressivamente spazio mediatico e accresce il suo consenso, fino al grande salto elettorale: dai due parlamentari del 1987 agli ottanta del 1992”, continua il professore. Un percorso di sviluppo “che si evidenza dalle elezioni europee del 1989, quando la Lega cresce ma resta ancora marginale, e si accentua con la crisi del sistema tra il 1990 e il 1991, fino all’impatto decisivo di Mani Pulite”.

L’obiettivo non è solo ricostruire i fatti, ma comprenderne il significato nel lungo periodo. “Questo convegno nasce dall’interesse per la storia dell’Italia degli ultimi quarant’anni e dalla necessità di risalire alle origini dei processi che hanno trasformato il Paese. – sottolinea -. L’Italia di oggi affonda le sue radici in quella fase e il nostro intento è metterle a fuoco con maggiore chiarezza”.

Una parte centrale del lavoro sarà dedicata alle reazioni del sistema politico, sociale e mediatico di fronte alla novità leghista. “Analizziamo come partiti, sindacati e mondo cattolico hanno letto e descritto la Lega Nord con interpretazioni che oscillano tra la percezione di una minaccia per la democrazia e quella di una possibile forza di rinnovamento in un contesto di crisi profonda”.

Il convegno si propone quindi come momento di confronto scientifico, aperto alla comunità e costruito con il contributo di studiosi che si occupano di storia politica e delle organizzazioni. Tra le questioni al centro del dibattito emerge anche un interrogativo più ampio: “Uno degli obiettivi è capire come la ‘questione meridionale’ sia uscita in quegli anni dai radar, per essere sostituita dalla ‘questione settentrionale’, proprio mentre si afferma il fenomeno leghista: un passaggio che aiuta a interpretare le trasformazioni del dibattito pubblico e politico italiano”.