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Il sogno di Ruggeri si ferma ad un passo dalla finale: a Budapest va l’Arsenal, Atlético eliminato
Foto Getty

La semifinale di ritorno a Londra si risolve con la vittoria per 1-0 dei Gunners con gol di Saka. Per il terzino di Zogno 90 minuti in campo. Deludente Lookman, sostituito a inizio ripresa senza mai lasciare il segno

Poteva essere il primo bergamasco dai tempi di Roberto Donadoni a giocare titolare una finale di Champions League, invece il sogno di Matteo Ruggeri si è infranto di fronte all’Arsenal nella semifinale di ritorno, con la sconfitta per 1-0 che, unita al pareggio per 1-1 nella gara d’andata di una settimana fa, è costata l’eliminazione all’Atlético Madrid.

L’esterno classe 2002 di Zogno è ormai un intoccabile nella formazione del Cholo Simeone e anche un idolo della tifoseria, tanto che gli è stata anche dedicata una canzone pubblicata sulle piattaforme musicali da una fanpage.

E anche all’Emirates è stato nell’undici titolare, ma la sua nottata non è stata proprio delle migliori. Il numero 3 è stato infatti sfortunato protagonista nell’unico gol della serata dell’Emirates Stadium, quello di Saka al 45′, tenendo in gioco in mezzo all’area il diretto avversario, che lo ha fatto sudare per un’ora abbondante.

Ruggeri ha comunque concluso la partita in campo, anche con qualche buona sortita offensiva nel finale, ma masticando amaro per l’eliminazione ad un passo dal sogno.

Sperava di andare a Budapest insieme alla sua squadra e diventare uno dei pochissimi giocatori orobici a disputare una partita così importante: da titolari ci erano riusciti soltanto Facchetti e Domenghini con l’Inter negli anni ’60 e il sopracitato Donadoni col Milan negli anni ’90. Invece la finalissima contro una tra Psg e Bayern la disputerà l’Arsenal.

In campo all’Emirates si è visto anche un altro ex atalantino come Ademola Lookman, sostituito a inizio ripresa dopo un primo tempo senza mai lasciare il segno. In panchina invece Juan Musso, che ha lasciato spazio al titolare Jan Oblak.