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Idroelettrico, ancora bloccati i 205 milioni dei canoni. Scandella: “È la partita del secolo per la montagna”
La centrale idroelettrica di Gandellino di proprietà di Enel Green Power

Le società del Gruppo Enel devono versare le somme arretrate entro il 27 maggio: la Bergamasca attende 24 milioni. Sertori: “Pronti alla riscossione coattiva”. Le quattro concessioni scadute in provincia non sono ancora state messe a gara

Più di 200 milioni di euro di arretrati restano ancora non disponibili, con i pagamenti subordinati all’esito di contenziosi e all’effettiva riscossione. In Lombardia venti concessioni idroelettriche, quattro delle quali nella provincia orobica, sono scadute nel 2010: da allora non è ancora stato completato alcun rinnovo e, come confermato lo scorso febbraio dalla Corte di Cassazione, il Gruppo Enel deve ai territori 205 milioni di euro, di cui 24 milioni alla Bergamasca, tra canoni e obbligo di cessione gratuita di energia. Nella mattinata di martedì 5 maggio, rispondendo a un’interrogazione presentata dal consigliere bergamasco del Partito Democratico Jacopo Scandella, l’assessore regionale all’Utilizzo della risorsa idrica Massimo Sertori ha illustrato lo stato odierno delle procedure.

Le prime due gare, relative alle centrali di Resio (Brescia) e Codera Ratti-Dongo (Sondrio) e avviate a fine 2023, sono attualmente in fase di valutazione tecnica tramite due Conferenze di servizi distinte, incaricate di esaminare i progetti tecnici e acquisire i necessari pareri autorizzativi. Per la concessione di Resio la procedura si è conclusa a marzo 2026 con cinque operatori ammessi alla valutazione finale e uno ammesso con riserva, mentre per il raggruppamento Codera Ratti-Dongo la Conferenza è ancora in corso, con ultime sedute previste entro la fine di maggio.

Le concessioni scadute e non ancora messe a gara risultano invece 17. “Per 11 di queste – informa l’assessore Sertori -. si sta predisponendo la documentazione per avviare le procedure di evidenza pubblica”.

Sul fronte dei crediti arretrati, le due società del Gruppo Enel, Enel Green Power Italia ed Enel Produzione, sono state formalmente invitate a versare le somme dovute entro 30 giorni, con scadenza fissata al 27 maggio 2026. “In caso di mancato pagamento – chiarisce Sertori – prepareremo le ordinarie procedure di riscossione coattiva. La tempistica dei trasferimenti agli enti locali dipenderà quindi dal comportamento degli operatori”.

“Regione Lombardia deve darsi una mossa e prendere in mano la situazione – sostiene il consigliere regionale Jacopo Scandella (Pd) -. Per i territori montani questa è la partita del secolo. L’assessore Sertori ha confermato uno stato di inerzia rispetto a possibili indicazioni nazionali, ma il tema è di competenza regionale e il ritardo sta creando un danno significativo: i territori non stanno ricevendo risorse che dovrebbero già essere disponibili”.

Terzo Settore ed economia sociale, il Pd Lombardia illustra due progetti di legge regionaleIl consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella

Scandella richiama anche il modello adottato in Veneto, dove si è scelta la gestione delle concessioni idroelettriche tramite una società mista pubblico-privato. Oppure, in alternativa, l’opzione di nuove gare pubbliche. “L’importante – conclude – è decidere una strada: in gioco ci sono centinaia di milioni di euro di cui la montagna ha disperatamente bisogno”.