Pamela e il giallo della tomba profanata, Francesco Dolci indagato: “Vogliono tapparmi la bocca”
Possibile svolta nell’indagine sul vilipendio di cadavere: sei ore davanti al pm. Perquisizioni a Sant’Omobono Terme, la madre: “Mio figlio innocente”
Bergamo. La presenza dell’avvocato Eleonora Prandi e del pubblico ministero Giancarlo Mancusi erano un indizio molto chiaro: è cambiata la posizione di Francesco Dolci, da semplice persona informata sui fatti a indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla profanazione del corpo di Pamela Genini. Ora lo conferma anche la Procura di Bergamo in una nota stampa, dopo il lungo interrogatorio di mercoledì 6 maggio.
“Il signor Dolci ha risposto a tutte le domande – si legge -. Al termine dell’interrogatorio è stata ordinata ed eseguita una perquisizione domiciliare a carico del signor Dolci. Gli esiti dell’interrogatorio e della perquisizione sono coperti da segreto istruttorio e esigenze investigative. Il signor Francesco Dolci è stato iscritto nel registro degli indagati del presente procedimento penale per le ipotesi di reato previste e punite ai sensi dall’arti. 407 del codice penale (profanazione di sepolcro ) e att. 411 del codice penale (vilipendio di cadavere). Il signor Dolci non è sottoposto ad alcuna misura restrittiva. Al momento non ci sono altri indagati”.
Dolci, che si è sempre detto estraneo, è l’uomo che la 29enne ha chiamato lo scorso 14 ottobre prima di essere uccisa dall’ex fidanzato Gianluca Soncin. Sin dal primo momento, sulla sua figura si sono addensate ombre e sospetti, complici le numerose apparizioni in tv accompagnate da dichiarazioni allo stato prive di riscontri.
Il 41enne impresario di Sant’Omobono Terme era già stato sentito dagli inquirenti nelle scorse settimane, ma senza la presenza del suo legale e del pubblico ministero.
Dolci è arrivato in via delle Valli al volante della sua auto. Scortato da alcuni carabinieri in borghese, sarebbe entrato al comando provinciale intorno alle 11, dopo aver fumato una sigaretta nella vicina area di servizio. Alle 18 il pm e l’avvocato hanno lasciato la caserma. Pochi minuti dopo anche Dolci, diretto verso la sua abitazione a Sant’Omobono Terme dove sono previste perquisizioni.
“Non so a chi ho pestato i piedi per arrivare a questo punto – ha dichiarato Dolci ai giornalisti che lo attendevano fuori dalla sua proprietà -. Vogliono tapparmi la bocca”. La madre lo difende: “Mio figlio è innocente”.
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