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L’ex militante leghista denunciata per molestie da Invernizzi: “Il fatto non sussiste, fine di un incubo”

La vicenda nata dalle accuse dell’ex deputato bergamasco del Carroccio nel 2023. Il Tribunale di Roma esclude ogni responsabilità, la difesa: “Gogna mediatica che ha inciso sulla vita professionale e politica della militante”. Invernizzi non esclude di presentare appello

Assolta perché “il fatto non sussiste”. È la decisione presa lunedì mattina (4 maggio) dal Tribunale di Roma nella vicenda giudiziaria che ha contrapposto l’ex militante leghista Stella Bartolo all’ex deputato bergamasco Cristian Invernizzi.

A commentare l’esito è stato l’avvocato difensore di Bartolo, Emanuele Fierimonte, che ha sottolineato come “sin dalla lettura della documentazione emergesse la totale assenza di responsabilità penale” della sua assistita. Il legale ha parlato apertamente di una “ingiusta gogna mediatica” che avrebbe inciso pesantemente sulla vita professionale e politica della militante, definendo la vicenda “un attacco personale finalizzato a danneggiarne l’immagine”. Secondo Fierimonte, la scelta di intraprendere la via penale, invece di una soluzione privata, avrebbe contribuito ad aggravare le conseguenze per la sua cliente, che oggi — ha concluso — “esce da tre anni di inferno”.

Presente in aula al momento della sentenza, Bartolo ha affidato a poche parole il proprio commento: “Oggi la verità ha finalmente vinto”. Ha quindi ringraziato il suo avvocato per “professionalità e umanità” e tutte le persone che le sono state vicine, ribadendo la fiducia nelle istituzioni, “ripagata” dall’esito del processo.

La vicenda affonda le sue radici nel febbraio 2023, quando Invernizzi, esponente della Lega, denunciò pubblicamente sui social di essere vittima da oltre un anno di insulti, minacce e ricatti da parte di una persona con cui aveva inizialmente condiviso un rapporto di amicizia e militanza politica. Nel suo post parlava di una “persecuzione molesta” estesa anche alle persone a lui vicine, annunciando di aver dato mandato ai legali per tutelare la propria reputazione e sicurezza. A sua volta, Bartolo aveva attaccato Invernizzi sui social, accusandolo di averla offesa in modo denigratorio davanti ad altri colleghi.

Da allora, il confronto si è spostato dalle piattaforme digitali alle aule giudiziarie. Invernizzi si è detto “non informato” della sentenza. Tramite l’avvocato Mirko Brignoli, non esclude la possibilità di fare appello.