Confcommercio
|Sostenibilità nel terziario bergamasco: 6 imprese su 10 hanno già cambiato modello aziendale
Forte spinta sull’efficienza energetica, ma ancora ritardi sul fronte sociale e welfare
Il percorso verso la sostenibilità nel terziario bergamasco è avviato, ma resta ancora incompleto. A fotografare la situazione è il report 2026 “Azioni per la transizione: le imprese del terziario e la sostenibilità”, realizzato da Confcommercio Lombardia insieme a Sostenibilità in Lombardia e Fondazione Lombardia per l’Ambiente nell’ambito del Protocollo Lombardo per lo Sviluppo Sostenibile.
Il dato più immediato riguarda il cambiamento dei modelli aziendali: il 60% delle imprese ha già introdotto elementi Esg (Environmental, Social, Governance) nella propria organizzazione. La sostenibilità viene sempre più percepita come un fattore competitivo, non solo reputazionale.
Gli investimenti seguono questa direzione. L’88% delle imprese ha investito in sostenibilità negli ultimi tre anni, mentre otto su dieci dichiarano l’intenzione di continuare nel prossimo biennio, concentrandosi in particolare su efficienza energetica, utilizzo di materiali ecologici e mobilità aziendale a basso impatto. Anche la percezione interna è positiva: le imprese si attribuiscono un punteggio medio di 7,7 su 10 rispetto al livello di sostenibilità raggiunto, che sale a 8 su 10 quando si guarda all’importanza futura del tema.
Accanto ai segnali di avanzamento emergono però alcune criticità. Una delle più evidenti riguarda la comunicazione: il 56% delle imprese che ha avviato iniziative Esg non le comunica all’esterno. In un contesto in cui la sensibilità dei consumatori, in particolare nella fascia tra i 26 e i 50 anni, è in crescita, si tratta di una mancanza che rischia di limitare il ritorno degli investimenti.
Il quadro è ancora più fragile sul fronte del welfare aziendale. Solo il 23% delle imprese dichiara di adottare politiche strutturate, mentre appena il 27% conosce gli strumenti del welfare contrattuale messi a disposizione dagli Enti Bilaterali. Un ritardo che evidenzia una scarsa diffusione di strumenti già disponibili, più che una mancanza di interesse.
Tra le imprese che non hanno ancora avviato un percorso Esg, le difficoltà dichiarate sono prevalentemente operative. Pesano la mancanza di risorse economiche, l’assenza di competenze tecniche adeguate e il timore legato al cambiamento. Non emerge una contrarietà di principio, quanto piuttosto una difficoltà ad affrontare il percorso in modo strutturato. Le richieste rivolte alle istituzioni vanno nella direzione di contributi a fondo perduto, semplificazione burocratica e maggiore formazione, mentre al sistema associativo viene chiesto supporto nell’accesso al credito e interventi normativi graduali.
“C’è uno scollamento tra le azioni virtuose e la loro valorizzazione sul mercato – sottolinea Luciano Patelli, vicepresidente vicario di Confcommercio Bergamo- . Su questo aspetto dovremo promuovere azioni collettive e sostenere le azioni individuali delle imprese, dato che la sostenibilità guida le scelte di acquisto dei clienti, in particolare dei più giovani. I veri freni sono operativi ed economici, non ideologici. I veri ostacoli sono l’indisponibilità di risorse da investire e la troppa burocrazia che appesantisce ogni cosa”.
Lo stesso Patelli richiama anche il ritardo sul welfare: “E’ ancora troppo bassa la percentuale di imprese a conoscenza del ruolo e delle azioni degli Enti Bilaterali, organismi paritetici che coinvolgono Confcommercio e rappresentanze sindacali”.
In questo contesto, Confcommercio Bergamo affianca le imprese nel percorso Esg anche attraverso il progetto Imprendigreen, sviluppato con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. L’iniziativa prevede un riconoscimento annuale per le aziende che adottano azioni di sostenibilità misurabili e sostenibili dal punto di vista economico, con l’assegnazione di un marchio di qualità ambientale. Il riconoscimento, oltre a certificare l’impegno delle imprese nella transizione ecologica, può tradursi in vantaggi concreti: migliori condizioni di accesso a bandi e agevolazioni fiscali, oltre a opportunità di finanziamento dedicate. Si tratta di elementi che incidono non solo sulla reputazione, ma anche sulla competitività. “La nostra Associazione è a disposizione e assiste le imprese nei processi di sviluppo in chiave ESG e della loro valorizzazione, a partire dalla semplice compilazione di un questionario” sottolinea Giulia Riccardi, responsabile dell’Area Ambiente, Sicurezza e Qualità Confcommercio Bergamo.
Le principali evidenze della ricerca
6 imprese su 10 hanno apportato modifiche al proprio modello aziendale in ottica Esg, realizzando iniziative e investimenti green, partecipando a iniziative sociali e introducendo nuovi modelli di organizzazione aziendale (smartworking, banca ore, orario flessibile, ecc.) . La principale motivazione dei cambiamenti effettuati è la volontà di avere un impatto positivo sull’ambiente e sulla società. La comunicazione di queste iniziative è avvenuta prevalentemente tramite internet/social/newsletter. Il 56% non l’ha comunicato. Le imprese che non hanno apportato cambiamenti sono state frenate soprattutto dalla mancanza di risorse economiche, di conoscenze adeguate e dal timore del cambiamento. Le imprese ritengono buono il proprio livello di sostenibilità (punteggio medio di 7.7 in una scala da 1 a 10).
Investimenti e prospettive future
Nell’ultimo triennio l’88% delle imprese ha investito in sostenibilità. 8 su 10 intendono fare investimenti nel prossimo biennio, soprattutto su efficienza energetica, utilizzo di materiali ecologici e acquisto di mezzi aziendali a basso impatto. Le principali ragioni di chi non intende fare investimenti nel prossimo biennio sono: mancanza di risorse, passata realizzazione degli investimenti. Nonostante il rallentamento dei vincoli di sostenibilità da parte dell’Unione Europea, le imprese ritengono comunque che la sostenibilità rimanga un elemento determinante per il futuro (punteggio medio di 8 su 10).
Clienti e fornitori
Per i clienti la sostenibilità è un parametro importante per la scelta di prodotti e servizi. La fascia di età più sensibile è quella tra i 36 e i 50 anni, seguita da quella tra i 26 e i 35 anni.
Welfare
Il 23% delle imprese adotta politiche di welfare aziendale, soprattutto convenzioni per sanità integrativa e voucher (es: buoni carburante, buoni spesa). Il 27% delle imprese è a conoscenza del supporto dato dal welfare contrattuale degli Enti Bilaterali.
Supporto delle Istituzioni e di Confcommercio
Le imprese ritengono che per supportare la transizione green delle imprese le istituzioni debbano concentrarsi soprattutto su contributi a fondo perduto, sburocratizzazione e formazione. Affiancamento per accesso al credito, sollecitazione di incentivi economici e di interventi normativi graduali sono le principali richieste delle imprese al sistema Confcommercio.


