La richiesta
|Parking Fara, Legambiente chiede dati e trasparenza: “Avviare una riflessione sugli effetti della struttura”
A due anni dall’inaugurazione, l’associazione ha inviato al Comune una richiesta formale di accesso agli atti per valutare l’impatto dell’opera sulla mobilità cittadina e sull’accesso veicolare a Città Alta
Bergamo. A due anni dall’inaugurazione del Parking Fara, Legambiente Bergamo ha inviato lunedì 4 maggio una richiesta formale di accesso agli atti a Palazzo Frizzoni. L’obiettivo è ottenere dati e informazioni sugli effetti concreti dell’opera sulla mobilità cittadina, sui conti pubblici e sull’accessibilità a Città Alta.
Il parcheggio alla Fara è stato uno degli interventi più rilevanti degli ultimi anni in materia di mobilità urbana e accesso al centro storico. Proprio per questo, sottolinea Legambiente, è necessario a distanza di tempo avviare una valutazione pubblica basata sui dati e non sulle percezioni. L’associazione chiede all’amministrazione comunale di rendere disponibili diversi elementi: i dati di utilizzo giornaliero del parcheggio, i costi definitivi dell’opera e l’eventuale presenza di penali, i risultati economici e operativi della gestione della sosta su strada affidata a Bergamo Parcheggi, e i dati sulle sanzioni relative alle Ztl di Città Alta e di Porta Garibaldi.
Tra le richieste figurano anche le valutazioni economiche legate alla convenzione con la società, i pareri tecnici che nel tempo hanno motivato sia l’immodificabilità dell’impianto sia una possibile revisione, oltre all’impatto delle nuove regolazioni del traffico e ai progetti del Comune sulle alternative di accesso a Città Alta, in coerenza con il Pgt vigente.
“Dopo due anni è il momento di avviare una riflessione sugli effetti della struttura”, dichiara Elena Ferrario, presidente di Legambiente Bergamo. “Al di là dell’affluenza in alcune giornate particolari, è importante valutare l’impatto complessivo sull’accessibilità di Città Alta e sulla mobilità cittadina – continua -. Non si tratta di riaprire polemiche, ma di costruire una valutazione pubblica fondata su dati oggettivi e discutere con trasparenza l’efficacia delle scelte politiche e la cultura che le ha generate”.



