Pensieri
Non è solo un animale: quando il lutto per un amico a quattro zampe fa davvero male
La riflessione dello Psicologo Clinico Aiden Miragliotta
Torniamo a casa, apriamo la porta e nessuno ci corre incontro scodinzolando o con la coda alzata facendo le fusa. La ciotola resta vuota, l’ombra che continuiamo a vedere non è quella del nostro amico a quattro zampe, il posto sul divano è deserto, nessun cinguettio, nessun balletto nell’acquario, nessuna ruota che gira durante la notte…Per chi ha amato un animale, quella casa improvvisamente vuota fa davvero male; e il dolore che si prova è difficile da spiegare a chi non c’è passato, perché spesso viene minimizzato o addirittura deriso. Eppure, non è “solo un animale” ciò che perdiamo, ma una parte di noi stessi, di quello che eravamo e di quello che siamo. Perdiamo una routine quotidiana, un confidente
silenzioso, a volte l’unico vero amico, soprattutto per chi vive da solo o è anziano. Secondo uno studio condotto nel 2026 dall’irlandese Maynooth University, il 7,5% di chi perde un animale domestico sviluppa un Disturbo da Lutto Prolungato (PGD), una percentuale simile a quella che si registra per la perdita di un amico o di un nonno; e i sintomi sono gli stessi, indipendentemente dalla specie del defunto.
Il Pgd è la condizione clinica in cui il dolore per la perdita persiste in modo intenso per oltre dodici mesi. Questo dolore non è meno reale solo perché riguarda un animale, è un lutto legittimo, che merita di essere riconosciuto e accolto, esattamente come qualsiasi altro. Affrontarlo non è facile. C’è chi sceglie di donare gli oggetti del proprio amico, tenendo solo quelli più cari. Altri invece decidono di adottare subito un nuovo compagno, scelta che però dovrebbe essere fatta quando si è davvero pronti, non per riempire un vuoto o per accontentare la famiglia. Se si adotta troppo presto, si rischia di proiettare sul nuovo animale il dolore ancora attuale e di continuare a fare paragoni, anche inconsapevoli. Nessun nuovo compagno potrà mai sostituire chi abbiamo perso, e pretendere che lo faccia è ingiusto verso entrambi.
Uno dei primi passi è permettersi di sentire tutto, senza minimizzare: tristezza, senso di colpa, rabbia, rimpianto. Parlarne con qualcuno che capisce, anche con un professionista, può aiutare a rendere il carico più leggero. Anche il veterinario può fare la differenza: quando ci si sente ascoltati e coinvolti nelle scelte, il rimpianto e i sensi di colpa diminuiscono sensibilmente. Molte persone trovano anche conforto nei rituali: fare una piccola cerimonia, piantare un albero in memoria, creare un album di foto, conservare le ceneri o un oggetto significativo. Si tratta di modi per
trasformare il legame senza interromperlo o dimenticare, fino a quando arriva il momento giusto per avere un nuovo animale.
Il dolore per una perdita non ha una scadenza e ognuno lo vive a modo suo. In questi casi può essere molto utile avere uno spazio dove poter parlare liberamente, senza doversi giustificare o minimizzare per la paura di essere giudicati. Un supporto psicologico specifico per il lutto da perdita animale aiuta a elaborare la tristezza, il senso di colpa e i
rimpianti in modo che non diventino un peso troppo grande da portare da soli, perché anche quando si tratta di un animale, il dolore merita di essere preso sul serio.

Dottor Aiden Miragliotta, Psicologo Clinico


