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L’ex Principe di Napoli galoppa verso l’apertura e svela tesori che attraversano cinque secoli di storia

Entro fine 2026 spazi in mano alla Rinascimento Holding di Ferrara: la direzione artistica del nuovo polo culturale affidata a Nicola Ricciardi. Niente installazione di Mastrovito, al posto dell’area espositiva una scuola d’arte con 15 studenti italiani laureati nelle Accademie

Bergamo. Entro la fine del 2026 i quasi duemila metri quadrati dell’ex Principe di Napoli saranno consegnati alla Rinascimento Holding, che in pochi mesi dovrà allestire gli spazi per dare finalmente nuova vita allo storico edificio affacciato su via Pignolo.

Nel cantiere dell’ex asilo, aperto ormai da due anni, si intrecciano cinque secoli di storia, visibili nei diversi blocchi su cui stanno lavorando i 25 operai dell’impresa Edil3. Il complesso nasce nel Quattrocento, come testimoniano le colonne della prima corte, poi riutilizzate nell’impianto architettonico cinquecentesco. “L’edificio ha attraversato una continua trasformazione: siamo al sesto secolo di interventi”, spiega il direttore dei lavori, l’architetto Leonardo Angelini.

Il secondo blocco risale al Seicento, mentre il portico del giardino interno è ottocentesco, anche se ha subito ulteriori modifiche nel Novecento. “Ogni parte è oggetto di restauro e recupero conservativo”, continua Angelini. In una delle sale è emersa una decorazione ottocentesca: tre restauratrici hanno lavorato per 48 giorni per riportare alla luce lo strato oggi visibile.

La riqualificazione è legata all’operazione ‘Parco Ovest 2’ di via Moroni, promossa da Ferretticasa, ed è sostenuta da un investimento complessivo di circa 4,3 milioni, tra contributi a scomputo, fondi privati della società e circa 700 mila euro messi a disposizione dalla Fondazione Zaninoni. Quest’ultima è entrata nel progetto in corso d’opera per insediare alcune delle proprie attività, tra cui due abitazioni per donne vittime di violenza – affidate all’associazione Aiuto Donna – e le sedi cittadine del Movimento Federalista Europeo e del Centro Culturale Nuovo Progetto.

“Un valore aggiunto – commenta l’assessore alla Rigenerazione Urbana Francesco Valesini -. Con i lavori è emersa la straordinaria qualità dell’edificio in tutti i suoi aspetti”. Per la sindaca Elena Carnevali, invece, “si tratta di una straordinaria opportunità per la città: un nuovo spazio della cultura, con attenzione anche al bisogno abitativo e sociale”.

Durante gli interventi sono riemerse tracce di un passato dimenticato, come le boiserie in legno del primo blocco e le decorazioni incise sulle pareti. “I fregi settecenteschi sembravano finti, coperti da uno strato di smalto lucido”, racconta ancora Angelini -. La pulitura ha invece rivelato un prezioso ornamento floreale”. Secondo il cronoprogramma, l’ultima fase riguarderà la facciata, che sarà rifatta utilizzando polvere di marmo di Zandobbio dalle tonalità bianco caldo.

cantiere ex principe di napoliLa decorazione floreale riportata alla luce

Rispetto alle precedenti previsioni, si registra una lieve accelerazione: il complesso dovrebbe riaprire al pubblico nella primavera del 2027. Per i successivi 15 anni l’immobile, di proprietà comunale, sarà affidato in concessione alla Rinascimento Holding, costituita da Luigi Ferrara, amministratore delegato di Sicuritalia, e dal figlio Pietro, oggi amministratore unico della società. La holding investirà 800 mila euro per la personalizzazione degli ambienti e pagherà un canone iniziale agevolato di 65 mila euro annui per il primo triennio, destinato poi a salire fino a 90 mila euro.

La progettazione interna è stata affidata a 2050+, studio fondato da Ippolito Pestellini Laparelli, mentre la direzione artistica sarà curata da Nicola Ricciardi, già alla guida per sei anni di miart – la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano – e curatore delle Ogr, Officine Grandi Riparazioni di Torino. Trasferitosi a Bergamo nel 2019, Ricciardi definisce l’ex Principe di Napoli “un’opportunità per restituire qualcosa alla città, attraverso un progetto ambizioso capace di racchiudere anime diverse”. L’obiettivo, aggiunge, è creare “un luogo che i residenti sentano proprio, ma capace anche di attrarre un pubblico internazionale”.

Al primo piano, negli spazi affacciati su via Pignolo, non sorgerà più l’area espositiva inizialmente prevista, che avrebbe dovuto ospitare anche un’installazione di Andrea Mastrovito. Al suo posto nascerà Afterclass, una scuola d’arte che ogni anno accoglierà 15 studenti italiani selezionati nel calderone dei 9 mila giovani laureati nelle Accademie delle Belle Arti del Paese. “Uno spazio dove formare gli artisti del futuro, con docenti stabili e visiting professor di primo livello – spiega Ricciardi, che ne sarà il direttore -. Il corso inizierà a settembre e terminerà a giugno. L’iscrizione sarà a pagamento, ma sono già previste borse di studio”.

Al piano terra, sempre sul lato di via Pignolo, troveranno spazio due negozi di quartiere. La partita non è ancora chiusa come sembrava alcuni mesi fa, con il liutaio del borgo pronto a trasferirsi: la società è ancora alla ricerca di realtà che “leghino l’offerta commerciale con un’anima laboratoriale”.

Il centro ospiterà inoltre un nuovo polo culturale dedicato ad arte, teatro, musica e lettura (qui il progetto nel dettaglio) -, mentre la Rinascimento deve ancora individuare l’operatore che gestirà la ristorazione. “Ci saranno un’osteria contemporanea e un bar aperto tutto il giorno – spiega Pietro Ferrara, amministratore unico della società -. Nella seconda corte storica verrà allestito un dehors e il giardino interno ospiterà eventi durante la bella stagione”.

Sul lato interno sono ancora in corso le interlocuzioni con i proprietari del condominio che separa l’ex Principe di Napoli dal parco Marenzi, con cui il complesso sarà collegato tramite una passerella sopraelevata. “L’ipotesi di un sottopasso non era praticabile – chiarisce l’assessore Valesini -. Con ogni probabilità arriveremo alla sottoscrizione di una servitù aerea”.