Pamela, indagini per circoscrivere il giorno dello scempio. Altri testimoni in caserma: “Dolci mi parlò del suo memoriale, dubito sia d’aiuto”
Ascoltato dai carabinieri Gualtiero Nicolini, referente dell’associazione Scarpetta Rossa che seguì Dolci e le amiche della 29enne dopo il femminicidio. Prime mail dopo l’appello dei carabinieri a fornire foto e video del loculo
Bergamo. Individuare con precisione il giorno della profanazione è uno degli elementi chiave su cui si concentrano le indagini dei carabinieri, impegnati a risalire al responsabile – o ai responsabili – dello scempio ai danni della salma di Pamela Genini, la 29enne già vittima di femminicidio la cui tomba è stata violata e la testa portata via a inizio novembre, presume chi indaga.
Si spiega così l’appello lanciato nelle scorse ore alla cittadinanza: chiunque abbia foto o video del loculo è invitato a inviarli all’indirizzo indaginevilipendio@proton.me, indicando la data degli scatti, le generalità e un recapito telefonico. Una richiesta di collaborazione per raccogliere prove che nel tempo possano mostrare cambiamenti nel loculo. Il periodo considerato va dal 24 ottobre 2025, giorno della tumulazione, al 23 marzo. “È garantita la massima riservatezza”, assicurano i militari. Le prime mail sarebbero già arrivate. Parallelamente, si attendono gli esiti degli accertamenti sul feretro e sui campioni prelevati: tracce, muffe, pollini, residui metallici e altro.
Il cimitero blindato per lavori
Tra gli elementi al vaglio c’è anche il video che colloca un uomo fuori dal cimitero nella notte del 18 marzo, quando il camposanto era chiuso al pubblico per lavori di esumazione ed estumulazioni. Una circostanza ritenuta potenzialmente significativa. L’ipotesi è che la presenza dell’uomo possa essere legata a una verifica sulle operazioni in corso e su eventuali effetti sui loculi, compreso quello di Pamela. La profanazione verrà scoperta alcuni giorni dopo, il 23 marzo.
Secondo fonti investigative, l’uomo ripreso sarebbe Francesco Dolci con una compatibilità stimata “all’80-90%”. Circostanza che non implica alcuna responsabilità. Lo stesso Dolci ha dichiarato, pur senza escluderlo del tutto, di non ricordare di trovarsi lì quella notte, osservando che la sua presenza non costituirebbe reato. Ha inoltre ipotizzato che l’area potesse essere rimasta chiusa in altri periodi tra gennaio e febbraio, circostanza non confermata dagli uffici comunali.
Altre testimonianze in caserma
Nel frattempo, proseguono le audizioni. Sabato pomeriggio è stato ascoltato Gualtiero Nicolini, referente dell’associazione ‘Scarpetta Rossa’ di Milano, dove alcune amiche di Pamela hanno trovato supporto dopo il femminicidio coinvolgendo anche Dolci, a sua volta molto provato dalla perdita.
Nicolini è rimasto in caserma all’incirca un’ora e mezza. Entrato alle 14 in punto, ha lasciato via delle Valli alle 15,30. Avrebbe riferito dei contatti con Dolci, spiegando che si recava al centro quando ne sentiva il bisogno e che, soprattutto dopo il vilipendio, le comunicazioni tra i due si sarebbero intensificate. Telefonate frequenti in cui l’uomo si sfogava, avanzava ipotesi e sottoponeva ricostruzioni e ricerche al coordinatore dell’associazione, al quale mandava anche foto della bara. “Ci sentivamo quattro o cinque volte al giorno. Mi chiamava sempre, tranne il 18 e 19 marzo”. Una data, la prima, che ritorna nelle indagini.
Già a ottobre Dolci avrebbe parlato con Nicolini del suo memoriale, quello che l’avvocato Eleonora Prandi starebbe depositando in questi giorni in Procura. Un documento che, a suo dire, conterrebbe elementi utili alle indagini, ma che all’epoca il testimone non considerò particolarmente rilevanti. “A meno che – precisa Nicolini – non contenga nuove prove”. Nel corso dell’audizione, ritenuta preziosa dagli investigatori, il ‘tutor’ avrebbe confermato gli attriti con la famiglia della giovane, legati sia al mancato riconoscimento del rapporto con Pamela, sia a questioni economiche.
I contatti tra Nicolini e Dolci sarebbero fermi dal 28 aprile, quando il referente di ‘Scarpetta Rossa’ ha accompagnato in caserma a testimoniare un’amica di Pamela. In ogni caso, quella che riguarda l’impresario della Valle Imagna – allo stato nemmeno indagato – è solo una delle piste al vaglio degli investigatori, che non escludono scenari ben più complessi; forse quelli suggeriti dallo stesso Dolci, che non sembra darsi pace per quanto accaduto a Pamela e continua a dirsi preoccupato per la propria incolumità, dopo aver parlato di una presunta organizzazione che sfruttava la 29enne per fini criminali. Le audizioni proseguiranno lunedì.




