Gli studenti del Paleocapa ospiti di Gori al Parlamento europeo: un confronto tra storia, attualità e un docufilm sull’Ucraina

Il 22 aprile si è concluso il percorso Epas che ha portato la 5 IA a diventare ambasciatori junior dell’Unione Europea, tra i palazzi dove si decidono gli equilibri del continente e un dialogo sui temi del presente. In programma anche “Così matti da restare” di Olmo Parenti, racconto della vita quotidiana in Ucraina sotto le bombe, con l’intervento del Cesvi e della presidente Ilaria Dallatana
Domande precise, ascolto autentico, curiosità concreta su temi complessi come la guerra, l’economia, il futuro dell’Europa. È questo l’aspetto che più ha colpito della giornata vissuta il 22 aprile, a Bruxelles, dagli studenti della 5 IA dell’Istituto Paleocapa di Bergamo. Ragazzi di diciott’anni capaci di confrontarsi con attenzione e maturità su questioni decisive del presente: un segnale chiaro di quanto la scuola, quando sa intercettare i temi giusti, resti uno strumento essenziale di crescita e comprensione.
Nel corso della visita gli studenti hanno raggiunto la sede del Parlamento europeo, uno dei luoghi centrali in cui si costruiscono le decisioni dell’Europa, vivendo un confronto diretto con la realtà comunitaria. La trasferta ha rappresentato il momento conclusivo del percorso Epas (European Parliament Ambassador School), il progetto che li ha portati a diventare young ambassador dell’Unione Europea, attraverso mesi di studio, approfondimento e attività dedicate ai temi della cittadinanza europea. Ad accoglierli nel corso della visita anche l’europarlamentare Giorgio Gori, che ha dialogato con gli studenti rispondendo alle loro domande sui principali temi dell’attualità europea e internazionale.
Il progetto era nato nell’ottobre 2024, quando la professoressa Claudia Caccia, referente della Commissione Internazionalizzazione dell’istituto, aveva proposto alla professoressa Chiara Cornelia Spanio di candidare la classe. Da lì è iniziato un lavoro fatto di approfondimenti sulle istituzioni europee, sul funzionamento democratico dell’Unione, sulle opportunità offerte ai giovani e sul tema della sostenibilità, sempre più centrale nel dibattito internazionale. Il percorso ha compreso visite formative, tra cui quella al Parlamento di Milano e al centro di ricerca di Ispra, oltre a un costante lavoro in lingua inglese. L’esperienza ha spinto gli studenti a guardare con maggiore consapevolezza anche a strumenti come Erasmus+, comprendendo come proprio attraverso questi progetti i giovani possano conoscere altre culture, aprirsi al confronto e maturare un’idea più concreta di cittadinanza europea.
La giornata al Parlamento europeo
A Bruxelles la giornata si è aperta con la visita al Parlamentarium, il museo del Parlamento europeo, dove i ragazzi hanno ripercorso la storia del continente attraverso immagini, testimonianze e i passaggi che hanno condotto alla costruzione europea. Un itinerario utile a comprendere come l’Europa contemporanea sia nata anche dalla volontà di superare divisioni storiche profonde.
Successivamente gli studenti hanno visitato il complesso dellaCommissione europea, uno dei luoghi centrali del potere decisionale europeo. L’imponenza degli spazi, sospesa tra il peso della storia continentale e la concretezza delle scelte attuali, ha offerto ai ragazzi la misura reale di ciò che spesso viene percepito soltanto in astratto. Grande curiosità ha suscitato l’aula delle commissioni, con le postazioni organizzate secondo i gruppi politici di appartenenza e, a fare da contorno, le ventiquattro cabine riservate agli interpreti. In quello spazio tutto ciò che viene detto è tradotto simultaneamente nelle ventiquattro lingue ufficiali dell’Unione: un meccanismo complesso che rende evidente, più di molte definizioni teoriche, il significato quotidiano del pluralismo europeo.
Uno dei momenti più significativi è stato l’incontro con Giorgio Gori, ex sindaco di Bergamo, che ha dialogato a lungo con gli studenti rispondendo alle loro domande. Gori ha scelto di partire da un tema oggi decisivo: la competitività economica dell’Europa. “È il dato che emerge in modo più chiaro nel confronto con gli altri grandi soggetti internazionali”, ha spiegato, osservando come il continente abbia accumulato negli anni un ritardo che oggi si traduce in minore autonomia e maggiore fragilità. Allo stesso tempo ha ricordato che l’Europa possiede ancora tutte le risorse per colmare quel divario, se solo “riuscisse a fare quel passo politico necessario per sfruttare appieno le potenzialità del mercato unico”. Il confronto si è allargato così ai dazi, agli equilibri commerciali globali e al ruolo della Cina, indicata come esempio di strategia industriale coerente e di lungo periodo. Lo stesso Gori è apparso sinceramente colpito dalla qualità delle domande ricevute. Non era scontato vedere studenti così giovani confrontarsi con temi delicati e complessi con tale preparazione, attenzione e desiderio di capire.
Così matti da restare
La seconda parte della giornata si è concentrata sulla guerra in Ucraina, attraverso la proiezione del docufilm “Così matti da restare”, diretto dal regista 32enne e originario della provincia di Milano, Olmo Parenti, già autore di lavori di particolare rilevanza, come il documentario “One Day One Day”, in cui aveva raccontato invece la condizione dei braccianti sfruttati nelle campagne di Foggia.
“Così matti da restare” nasce da un viaggio compiuto nel quarto anno dell’invasione russa: un treno fino alla frontiera polacca e poi dentro il Paese, fino a Kharkiv, città simbolo della resistenza ucraina e a lungo colpita da bombardamenti continui. Ne emerge un racconto asciutto, privo di enfasi, fatto di case distrutte, paesaggi feriti, vite sospese e persone che continuano comunque a cercare una normalità possibile. “Le persone che prendono quel treno sembrano matte: scelgono di andare da un posto sicuro a uno pericoloso. – osserva il regista -. Poi quando parli con loro capisci che non sono matte. Sono persone più coraggiose di noi”.
Rivolgendosi agli studenti, Parenti ha aggiunto una riflessione sul senso del racconto contemporaneo: “Una fetta sempre più grande di quello che sappiamo del mondo arriva dal racconto di altri”. Per questo, ha spiegato, un documentario “dovrebbe essere soprattutto un punto di partenza, non una verità da accettare passivamente, ma un invito a costruirsi uno sguardo personale sui fatti”.
Accanto al film è emerso il ruolo delCesvi, storica realtà bergamasca tra le più attive nel campo dell’emergenza e della cooperazione internazionale, rappresentata dalla presidente Ilaria Dallatana, la quale ha sottolineato il senso dell’impegno dell’organizzazione, attiva tra emergenza umanitaria, sviluppo e sostegno sociale: “Il nostro spirito è quello di esserci sempre, qualsiasi cosa accada”, ha chiosato Dallatana.
Il Cesvi è stata tra le prime Ong a entrare in terra ucriana fin dall’inizio della guerra. L’organizzazione è rimasta sul territorio offrendo assistenza sanitaria, rifugi temporanei, punti riscaldati dove la popolazione potesse trovare riparo, sostegno alle persone più vulnerabili e interventi di ricostruzione. Dallatana ha ricordato anche progetti come Save Step, legati alla messa in sicurezza di aree contaminate da mine e ordigni inesplosi, una delle emergenze più pesanti lasciate dal conflitto. il Cesvi continua a esserci e vuole restare, perché il lavoro da compiere è ancora enorme, come si può evincere dalle parole della presidente: “Non è il momento di abbassare la guardia. Serve un’Europa unita e determinata davanti a questa crisi”.
Per i giovani studenti la giornata trascorsa al Parlamento europeo si è chiusa con una consapevolezza in più: l’Europa non è soltanto un insieme di norme, palazzi o procedure, ma uno spazio politico complesso che richiede partecipazione, conoscenza e capacità di interrogarsi sul presente.





