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Treni, 25 linee Trenord a indennizzo a gennaio e 17 a febbraio: “Mai così male lo scorso anno”

Tra le direttrici più complicate anche la Bergamo-Carnate-Milano e la Cremona-Treviglio. I consiglieri regionali bergamaschi Casati e Scandella (Pd): “Dati allarmanti, un anno fa solo tre linee avevano performance così”

Ben diciassette linee di Trenord su quarantadue a febbraio 2026 danno diritto all’indennizzo agli abbonati, erano state addirittura venticinque il mese precedente, due valori ben più alti rispetto a tutto il 2025. Sono numeri allarmanti, se si tiene conto che l’indennizzo, a differenza del “bonus”, cancellato dalla Regione a inizio 2024, prende in considerazione i ritardi sopra i quindici minuti, mentre lo standard di riferimento è ai cinque minuti. Nella comunicazione ufficiale, Trenord cita gli scioperi come causa principale, ma questa spiegazione non soddisfa i consiglieri regionali del PD Davide Casati e Jacopo Scandella.

“Sono dati allarmanti – dichiarano gli esponenti dem – che segnano un inizio 2026 disastroso per i pendolari e gli utenti di Trenord. A gennaio venticinque linee hanno avuto performance sotto un livello accettabile, quando dodici mesi prima erano state solo tre. Così a febbraio, diciassette linee a indennizzo quest’anno, tre l’anno scorso. Evidentemente qualcosa non sta funzionando, e non basta additare gli scioperi che, comunque, si sono risolti in una o due giornate: il problema è persistente e l’assessore Lucente deve spiegare che cosa sta succedendo. Chiediamo che assessore e azienda vengano in commissione trasporti a illustrare tutti i dati, in modo chiaro e trasparente, e magari a spiegare come mai dal sito di Trenord siano sparite le tabelle relative a ritardi e soppressioni delle singole linee. Sarà l’occasione anche per dare dettaglio su che cosa sia effettivamente accaduto il 20 aprile a Pavia, quando la linea Milano – Genova è rimasta bloccata tutta la mattina, e nel pomeriggio del 28 aprile a Rogoredo, quando i disagi hanno coinvolto molte linee. Certo, fa sorridere che le comunicazioni alla stampa di Trenord facciano sempre riferimento al presunto miglioramento del tasso di puntualità, peraltro ben al di sotto della media nazionale, quando i dati degli indennizzi poi sono questi. Serve chiarezza”.

Secondo i dati elaborati dal gruppo regionale del Partito Democratico, basati sulle comunicazioni ufficiali di Trenord, tra gennaio 2025 e febbraio 2026, nell’arco quindi di quattordici mesi, sono state 113 le linee critiche, andate a indennizzo. Tra queste spiccano la Asso-Seveso-Milano, 9 volte sotto gli standard di affidabilità, la Tirano-Sondrio-Lecco-Milano, 8 volte, le Mariano/Camnago-Seveso-Milano, Bergamo-Carnate-Milano, Treviglio-Milano Passante-Milano e Alessandria-Mortara-Milano con sei. Più di un terzo dei mesi a indennizzo, con 5 inserimenti nella lista delle linee problematiche, anche la Cremona-Treviglio, la Brescia-Piadena-Parma, la Brescia-Iseo-Edolo e la Mortara-Novara.

Il diritto all’indennizzo scatta quando più del 10% dei treni di una linea, nell’arco di un mese, è soppresso o arriva a destinazione con un ritardo superiore a 15 minuti.

linee trenord a indennizzo 2026
linee trenord a indennizzo 2026

Non si è fatta attendere la replica dell’assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile, Franco Lucente: “Nonostante gli scioperi, tra gennaio e febbraio sono state 131.000 le corse del servizio ferroviario garantite in Lombardia. A causa delle astensioni dei lavoratori, in quei mesi, Trenord ha dovuto sopprimere, totalmente e parzialmente, oltre 6.000 corse. È evidente che eventi di tale portata abbiano influito notevolmente sull’andamento del servizio ferroviario in quel periodo. Voglio ricordare che ogni giorno offriamo ben 2.400 corse ai viaggiatori, in un periodo in cui gli interventi infrastrutturali impattano notevolmente sull’intero territorio. Uno sforzo notevole che vede anche le performance in miglioramento. E a chi vuole fare polemiche sterili, ricordo che questi sono i dati di fatto e che le notizie vanno raccontate nella loro interezza. Da sempre riconosco che bisogna lavorare ancora con maggior impegno per alzare il livello del servizio e della puntualità: molto è stato fatto, molto c’è ancora da fare. L’impegno di Regione Lombardia prosegue nel quadro di una visione concreta e attenta ai bisogni dei cittadini, evitando dibattiti sterili”.