Palladino: “Siamo scarichi e ci manca brillantezza. Scamacca deve fare di più”
Il tecnico dopo lo 0-0 con il Genoa: “Le due punte di peso sono state una scelta tattica. Raspadori si è scaldato dal 15’ per mandare un messaggio a chi era in campo. Facciamo valutazioni anche sull’anno prossimo”
Bergamo. Un punto che non muove particolarmente la classifica e quindi serve a poco. Un pareggio che non risolleva il morale e nemmeno l’entusiasmo dopo la sconfitta di Cagliari, per un finale di stagione che non sembra poter regalare grosse emozioni o soddisfazioni, quando mancano 270 minuti al termine del campionato.
L’Atalanta si ferma di fronte al Genoa, alla traversa e a Bijlow. E per Raffaele Palladino al termine dei 90 minuti c’è del rammarico per non avere più reali obiettivi. Il tecnico a caldo analizza i temi del match, parla di Krstovic e Scamacca insieme e del momento generale della squadra.
Atalanta-Genoa 0-0, le parole di Palladino
Il momento – “Penso alla rincorsa che abbiamo fatto, alle tante partite… Ho chiesto tanto a questi ragazzi e ora siamo un po’ scarichi, meno lucidi di come eravamo un mese e mezzo fa. Siamo arrivati più scarichi, non vedo la squadra brillante, ma è un aspetto anche mentale e non solo fisico, io al gruppo non posso rimproverare niente. Io sto vedendo tante partite ed è fisiologico che sia così nei minuti finali delle partita. Questo è evidente. Credo che non ci stia girando bene, nell’ultimo mese abbiamo fatto buone prestazioni, creiamo tanto, ma concludiamo meno e concretizziamo meno di quanto meritiamo. Volevamo riscattare la partita di Cagliari, dobbiamo insistere di più per avere più di qualità, capire dove entrare, dobbiamo migliorare sotto questo aspetto. Manchiamo negli ultimi metri”.
Krstovic e Scamacca insieme – “Ho cercato di mettere due punte di peso, sapevo che il Genoa avrebbe giocato sui duelli, perché è in salute, è coraggioso. Volevamo isolare i loro difensori. Gianluca si è fatto anticipare troppe volte, ci aspettiamo sicuramente di più. Nikola si è mosso bene. Le combinazioni le abbiamo prodotte. Nel secondo tempo con i due trequartisti siamo andati meglio, siamo stati più pericolosi e tecnicamente più puliti”.
Raspadori e le scelte dalla panchina – “Giacomo si è scaldato dal 15’ per mandare un messaggio a chi era in campo, ho bisogno di gente che vada forte. Le valutazioni sono fatte anche in funzione del prossimo anno. Se non vedo ciò che serve, questo mi fa arrabbiare e prendo subito provvedimenti. Nessuno deve sentirsi titolare, questa è una squadra con tanti ruoli doppi. Ho messo Pasalic perché ha il gol nel sangue, abbiamo chiuso con 5 attaccanti, ci abbiamo provato in tutti i modi”.
Andare in vantaggio – “Vincere andando in vantaggio in Serie A è più semplice, perché hai il potere di gestire meglio la partita, andare di rincorsa non mi fa piacere, è qualcosa su cui dobbiamo lavorare, dobbiamo cercare di sbloccarle perché poi si fanno dure da riprendere. Questo gruppo ha dato tanto da quando sono arrivato, abbiamo raggiunto la finale di Coppa Italia, fatto un grande percorso in Champions, abbiamo fatto ottime prestazioni. Contro il Cagliari abbiamo sbagliato la prima mezz’ora, oggi ci è mancato solo il gol”.
La classifica – “Dobbiamo difendere questo settimo posto, abbiamo tre belle partite contro Milan, Bologna e Fiorentina, cercheremo di giocare come sempre cercando di migliorare l’aspetto del gol. Sono felice del percorso fatto con questi ragazzi. Ricordo la preoccupazione quando sono arrivato, abbiamo ripreso una situazione difficile. Non sono felice del 7° posto, puntavo a qualcosa in più, ma questa ambizione mi resta dentro”.
Le parole di Scalvini
Il momento della squadra – “Abbiamo dovuto fare una grande rincorsa dopo un inizio un po’ così, una serie di buoni risultati, ora forse stiamo pagando stanchezza fisica e mentale. La sconfitta con la Juve, nella quale meritavamo tre punti e che ci ha allontanati dalla zona Champions, ci ha un po’ tagliato le gambe. C’è qualcos’altro che non va, dobbiamo analizzarlo. Ma l’atteggiamento è sempre ottimo. Io vedo sempre grande voglia, poi commettiamo errori in situazioni in cui possiamo fare meglio”.
La classifica – “Sì, ma noi pensiamo a noi stessi. Rispetto all’anno scorso abbiamo trovato più difficoltà, ci riescono meno cose. Ora pensiamo a finire nel migliore dei modi, per noi e per i tifosi che ci incitano sempre. Giocare in casa è sempre un dovere”.



