L’Atalanta non si sblocca: contro il Genoa pari senza reti
Le migliori occasioni sono nerazzurre: Bijlow ha il suo bel da farsi, Raspadori coglie una traversa, ma la Dea non sfonda. La squadra di De Rossi porta a casa un punto. Atalanta che sale a quota 55, col 7° posto sempre più cristallizzato
Bergamo. Quinta partita consecutiva tra tutte le competizioni senza fare risultato pieno, la decima dall’inizio del mese di marzo: negli ultimi 12 incontri, l’Atalanta ha battuto soltanto Verona e Lecce. Il momento non è dei migliori e si vede dallo 0-0 contro un Genoa coriaceo, duro e convinto dei propri mezzi, che rispecchia lo spirito del suo allenatore.
Pari senza reti, per un’Atalanta bloccata non tanto nel gioco o nelle occasioni prodotte, ma nel conto dei gol quando bisogna incidere. Solo tre volte è riuscita ad andare in vantaggio negli ultimi due mesi: nelle due partite vinte e contro la Roma.
La buona volontà non manca, soprattutto in un secondo tempo largamente dominato. Ma il conto non si smuove dallo zero. Un po’ come capitava spesso all’inizio del campionato con Juric. E in effetti, a giudicare dagli umori e dai dubbi sul domani, sembra davvero un finale di stagione che somiglia un po’ sinistramente a quello che era il principio.

Le scelte
“Hanno fatto più gol di tutti”: così Raffaele Palladino nel prepartita a Dazn motiva la scelta di schierare dal primo minuto insieme Gianluca Scamacca e Nikola Krstovic come tandem offensivo, per la seconda volta dal primo minuto dopo Atalanta-Bayern 1-6 — partita che per ovvi motivi e a maggior ragione col senno del poi fa testo proprio il giusto. L’attacco resta comunque con i tre in linea, con il montenegrino più aperto a sinistra e De Ketelaere a destra, in un tridente iper-offensivo.
Dal lato del numero 90 c’è spazio per Zalewski, che torna a fare il quinto di sinistra dopo tante settimane sotto le punte (ma con la stessa proiezione offensiva), con Zappacosta sulla corsia destra e un poco convincente Bellanova in panchina. Ederson e De Roon tornano a comporre la diga, mentre in difesa con Scalvini e Djimsiti c’è il grande ex Ahanor. “Avrebbero meritato tutti, è stato difficile fare la formazione” ha aggiunto il tecnico nerazzurro. Dea d’attacco, Genoa idem: De Rossi manda in campo tutti insieme Vitinha, Colombo ed Ekhator in un 3-4-3 spregiudicato.
La partita
C’è intensità, c’è fisicità, ma divertimento e tecnica latitano. Anche se un attivissimo Vitinha dopo 70 secondi impegna subito Carnesecchi alla parata a terra, ce ne vuole prima che la partita si stappi un minimo. Il Genoa spinge soprattutto cercando di ripartire velocemente, anche con le rimesse dirette di Bijlow che talvolta colgono di sorpresa una retroguardia orobica che si regge soprattutto su un Djimsiti che nei primi 45 minuti è l’unico ad andare al di sopra della sufficienza netta, insieme al solito De Ketelaere, principale (se non unica) fonte offensiva di occasioni nerazzurre.
La migliore di tutte capita sul suo sinistro e viene tenuta con qualche difficoltà da Bijlow, che viene poi chiamato in causa anche da un Krstovic propositivo, al contrario di Scamacca, piuttosto assente perso nelle pieghe di un match che non sembra il suo. Al contrario degli avanti del Genoa, che fisicamente stanno dentro la partita e mettono pure paura ai nerazzurri con Ekhator, che tenta una botta dal limite respinta da Scalvini.

Ahanor con un paio di inserimenti prova a dare ritmo all’offensiva nerazzurra, che spesso ristagna quando arriva sulla trequarti. Così Palladino cerca soluzioni dalla panchina pescando Raspadori per uno Scamacca che non riesce proprio a cambiare passo, mentre Hien entra con la consegna di contenere la fisicità di Ekuban, subentrato dall’altra parte. Proprio il numero 18 ha sul piede due volte il pallone del vantaggio: la prima dopo una corta respinta di Bijlow su Ederson su cui incredibilmente da due passi calcia addosso al portiere olandese, poi su un’iniziativa (tanto per cambiare) di De Ketelaere con chiusura del bergamasco Marcandalli in corner.
De Rossi si gioca anche la carta dell’ex Malinovskyi, applaudito dal pubblico della New Balance Arena al suo ingresso in campo. Ma in campo è quasi un monologo nerazzurro, che continua a spingere impegnando ancora il portiere ospite con Krstovic e poi cogliendo anche una traversa con Raspadori. Le ultime mosse dalla panchina non sortiscono gli effetti sperati: verso il triplice fischio si va con sterilità offensiva per un punto che non piace granché ai quasi 23mila. Perchè non stacca Bologna e Lazio e nemmeno avvicina a Como (bloccato dal Napoli) e Roma. Insipido.
Atalanta-Genoa 0-0
Atalanta (3-4-3): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti (57′ Hien), Ahanor; Zappacosta (85′ Musah), De Roon (76′ Pasalic), Ederson, Zalewski; De Ketelaere (76′ Samardzic), Scamacca (57′ Raspadori), Krstovic. A disp. Sportiello, Rossi, Kossounou, Kolasinac, Bakker, Bellanova, Kamaldeen. All. Palladino
Genoa (3-4-3): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Ellertsson, Frendrup, Amorim (69′ Malinovskyi), Sabelli (85′ Martin); Vitinha (85′ Masini), Colombo (56′ Ekuban), Ekhator (69′ Messias). A disp. Leali, Sommariva, Zatterstrom, Otoa, Ouedraogo, Onana, Cornet. All. De Rossi
Arbitro: Pezzuto
Ammoniti: Amorim (19′), Ederson (63′), Krstovic (78′) per gioco falloso
Espulsi: –
Note: 22.861 spettatori, incasso di € 532.123,46. Recupero tempo: pt 1′, st 5′



