Ex-Colorificio Migliavacca, preoccupa il Morla e non ci sarà il collegamento della pista ciclabile con i giardini della Carrara
Tre palazzine residenziali, una con alloggi per l’edilizia convenzionata e spazi per la comunità, un parco di 2.500 metri quadri, un percorso ciclopedonale, e un nuovo parcheggio pubblico in via Baioni
Bergamo. Le sedie posizionate al centro della sala sono tutte occupate, sintomo di una grande volontà partecipativa da parte della comunità. Informare e confrontarsi con i cittadini sul progetto di riqualificazione dell’ex colorificio Migliavacca: questo l’obiettivo dell’incontro che si è tenuto giovedì 30 aprile nel Centro Risorse Educative Valtesse Valverde.
L’area centro del dibattito, di circa 9.000 metri quadri, si trova in Via Sauro in Conca Fiorita. Ad oggi, la proposta di Piano attuativo prevede: tre palazzine residenziali, un edificio con alloggi dedicati all’edilizia convenzionata e spazi per la comunità, con affaccio su un parco di 2.500 metri quadri che, una volta attrezzato, sarà ceduto al Comune, diventando interamente pubblico, un percorso ciclopedonale di circa 300 metri lungo il torrente Morla, per collegare via Sauro alla Greenway, e un nuovo parcheggio pubblico da circa 90 posti situato in via Baioni.
“Questa è una delle numerose aree dismesse in città – dichiara Francesco Valesini, Assessore alla rigenerazione urbana e pianificazione urbanistica -. Un’area ad alto grado di trasformabilità, come viene definita dal Piano di Governo Territorio approvato dall’amministrazione precedente ma che ha avuto una continuità anche nell’attuale amministrazione. Si tratta di un piano che ha assunto delle decisioni significative dal punto di vista urbanistico e dalla gestione del governo-territorio: andando da un lato a rafforzare la tutela delle aree verdi ancora libere e dall’altra a consentire la trasformazione delle aree dismesse.
Durante l’incontro sono intervenuti anche l’Assessora alla partecipazione e reti di quartiere ClaudiaLenzini, Giovanna Doneda dirigente dell’edilizia e i progettisti dell’opera di Studio Bau: gli architetti Bassani, Rossetta e Cornolti.
Gli edifici
Il progetto prevede la riqualificazione di un’area di circa 9000 metri quadrati su cui oggi insiste circa 5.300 mq di superficie edificata, tra cui capannoni, uffici e una casa del fine 800 che era parte dell’insediamento artigianale. “Il progetto presentato prevede la realizzazione di un complesso residenziale per circa 4300 mq di residenza libera -dichiara Valesini -, e 660 mq di edilizia convenzionata di cui circa 400 mq in vendita e 220 mq in locazione. Questo è un aspetto fondamentale per le politiche dell’abitare della nostra città, anche per renderla più attrattiva per alcune porzioni di popolazione, tra cui i giovani, con prezzi che risultino concorrenziali rispetto al mercato”.
“Si tratta di un progetto molto complesso – spiega Bassani -. È un’area che per anni è stata oggetto di numerose progettazioni mai andate a buon fine per cause diverse. È fondamentale che ci sia una sinergia con l’amministrazione per creare interventi vincenti”.
L’intervento prevede, come spiega l’architetto, di agire su un’area “piuttosto chiusa”. È stato quindi deciso di aprire una cortina sulla via Sauro, cedendo un parco che diventa pubblico. In fregio a via Sauro è stato quindi pensato un edificio dedicato all’housing, con gli appartamenti di due piani in convenzione in vendita e quelli di un piano in locazione. C’è poi anche una sala che potrebbe essere pensata come espositiva. Verranno costruiti anche tre edifici che diventeranno invece residenze private, disposti come a formare una piccola coorte, su quattro piani fuori terra più un attico “ridotto che sfocia in copertura – chiarisce Bassani -. Le altezze degli edifici rispecchiano quelle della zona, a nostro avviso non risultano impattanti”.
“Il progetto prevede anche la costruzione di un parcheggio interrato – chiarisce l’architetto Rossetta -. Parliamo di 87 box, circa uno e mezzo per unità immobiliare delle tre palazzine residenziali private “.
La gestione idrica
Per prevenire eventuali criticità legate a eventi meteorologici intensi, il progetto prevede specifiche misure.
“Nelle quote di progetto depositate è stato previsto che il terreno dell’intervento sia rialzato, con una pendenza costante dalla via Sauro fino a raggiungere circa 1,50 metri – chiarisce l’architetto Bassani -. Per i tre edifici privati sono state inoltre previste vasche di laminazione che, in caso di piogge particolarmente intense, consentono di raccogliere l’acqua e rilasciarla gradualmente nel torrente Morla, con una portata controllata. La verifica di questi aspetti è stata affidata a un tecnico idraulico incaricato di valutare nel dettaglio il sistema. Anche l’edificio lungo via Sauro è dotato di una vasca di laminazione dedicata”.
Per quanto riguarda il parcheggio su via Baioni, Bassani informa che anche per questo è stata prevista una vasca di circa 200 m², che consente un rilascio graduale delle acque nella fognatura antestante, e che sarà dotato di pavimentazioni in asfalto drenante.
Il paesaggio
Il progetto degli spazi aperti prende come riferimento il giardino preesistente, che richiama lo stile romantico-paesaggistico di fine Ottocento. “L’obiettivo – spiega Cornolti -, è conservarne il carattere originario adottando però soluzioni compatibili con le esigenze contemporanee”.
In quest’ottica si prevede di preservare tutte le alberature in buone condizioni e di mantenere l’impianto dei percorsi, evitando assi troppo rigidi o spazi eccessivamente chiusi. Le essenze esistenti saranno integrate con nuove piantumazioni ispirate al paesaggio del Parco dei Colli, selezionate per garantire coerenza paesaggistica, facilità di gestione e resistenza.
L’intervento contribuirà inoltre ad aumentare la biodiversità, grazie all’inserimento di arbusti e alberi ad alto fusto disposti in modo da favorire l’ombreggiamento di percorsi pedonali e ciclabili e, al contempo, rievocare l’impronta del giardino storico attraverso un’alternanza di zone d’ombra e spazi aperti. Lungo le sponde del Morla saranno anche realizzate aiuole a bassa manutenzione, caratterizzate da fioriture continue e ridotto fabbisogno idrico.
Le domande dei cittadini
A conclusione della presentazione del progetto, i partecipanti hanno sollevato diverse questioni. In particolare, è stata posta la possibilità di allargare il marciapiede in corrispondenza del ponte tra via Baioni e via Sauro. È un problema che ci siamo posti -, ha affermato l’assessore Valesini -, e per lo stato attuale è stato accolto nell’arretramento dell’edificio rispetto all’attuale giacitura dell’edificio”. Non è stato previsto alcun intervento per un eventuale ampliamento del ponte.
È stato inoltre escluso il collegamento della pista ciclabile con i giardini della Carrara, sia per l’andamento del terreno sia perché il tracciato interesserebbe proprietà private.
Alla domanda sui materiali che verranno utilizzati per la realizzazione degli edifici, anche in relazione alla tutela della biofauna locale, Bassani ha precisato che: “Ci si trova ancora in una prima fase urbanistica. Quando presenteremo le varie istanze relative agli edifici, valuteremo eventualmente di pensare a elementi in ferro o in vetro facilmente riconoscibili anche per tutelare la biofauna locale. È un tema che è sul tavolo”.
L’iter di realizzazione
In merito all’iter di realizzazione del progetto, la dirigente dell’edilizia Giovanna Doneda spiega che: “con l’avvio del processo partecipativo, prenderà forma la fase istruttoria del piano attuativo dell’ex colorificio Migliavacca. Questa prevede la convocazione della conferenza dei servizi, con l’acquisizione delle necessarie verifiche tecniche da parte di diversi enti, tra cui Regione Lombardia, la Soprintendenza, gli uffici comunali e le commissioni di competenza in materia di territorio e paesaggio. Al termine di questo percorso si potrà procedere alla sottoscrizione della convenzione, prevista per la fine dell’anno.
Bassani inoltre dichiara che l’avvio dei lavori potrebbe avvenire entro la metà del prossimo anno, con una durata stimata di circa 24 mesi, sottolineando la volontà di ridurre il più possibile i tempi di realizzazione.
“Credo che questa volta ci siano tutte le condizioni per concludere il progetto- afferma Valesini-. È un’operazione molto ben bilanciata tra legittimi interessi privati e luoghi pubblici e soprattutto positiva sotto numerosi punti di vista”.


