La triste notizia
|Addio ad Alex Zanardi, pilota e campione paralimpico. Quando parlò agli studenti dell’UniBg: “Il segreto è non sentirsi mai arrivati”
Ci ha lasciati a 59 anni, dopo una vita vissuta al’insegna della resilienza. Lo ha annunciato la famiglia con un nota: “Sì è spento serenamente”. Aveva lasciato il segno anche a Bergamo, nell’ottobre del 2019, quando parlò ai ragazzi in Aula Magna
Un uomo speciale, capace di trasformare ogni ostacolo in un nuovo punto di partenza. Alex Zanardi ci ha lasciati a 59 anni. A comunicarlo è stata la famiglia con una nota ufficiale: “È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio. Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari. La famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto”.
Un ricordo che riporta anche a Bergamo, dove nell’ottobre 2019, ospite dell’Università, nell’Aula Magna, aveva incontrato studenti e cittadini. Un confronto diretto, senza filtri, in cui aveva raccontato la sua esperienza, il suo modo di affrontare la vita e quella determinazione unica che lo ha sempre contraddistinto, entrando in sintonia con chi lo ascoltava: “Il segreto è non sentirsi mai arrivati, riconoscere che c’è dell’altro è bellissimo: sta a noi pilotare il nostro destino”.
La vita di Zanardi
Nato a Bologna, Zanardi aveva costruito il suo percorso partendo dai kart, per poi arrivare fino alla Formula 1. Il debutto nel 1991 con il team di Eddie Jordan, quindi le esperienze con Minardi, Lotus e Williams: stagioni complesse, in una categoria dove talento e risultati non sempre coincidono. La svolta arriva negli Stati Uniti, nella IndyCar (all’epoca CART), dove trova la sua dimensione. Vince, convince, diventa protagonista assoluto e si guadagna un posto nella memoria degli appassionati, anche grazie a sorpassi iconici come quello di Laguna Seca.
Nel 2001 la sua vita cambia radicalmente. Durante una gara in Germania, un incidente violentissimo — con l’impatto della vettura di Alex Tagliani — gli provoca l’amputazione di entrambe le gambe. Un momento che avrebbe potuto chiudere tutto, ma che per lui diventa un nuovo inizio. Zanardi sceglie di non fermarsi. Torna a guidare grazie a soluzioni tecniche sviluppate su misura, si sottopone a numerosi interventi, ricostruisce passo dopo passo una nuova normalità. Poi trova una seconda vita nello sport paralimpico, nel paraciclismo, dove lascia un segno profondo: due ori e un argento ai Giochi di Londra 2012, altri due ori e un argento a Rio 2016, oltre a titoli mondiali e risultati in tutto il mondo.
Ma la sua eredità va oltre le medaglie. Zanardi diventa un punto di riferimento, un esempio concreto di resilienza. Promuove lo sport tra le persone con disabilità, si impegna nello sviluppo di protesi e ausili, organizza iniziative benefiche, avvicina tante persone all’attività sportiva. Nel giugno 2020 un altro incidente, sulle strade del Senese, durante una manifestazione in handbike. Un impatto durissimo, nuove operazioni, un lungo percorso di recupero affrontato ancora una volta con determinazione, sostenuto dalla famiglia. Zanardi non è stato solo un campione. È stato un esempio concreto di come affrontare gli imprevisti senza arretrare, lasciando un segno che va oltre lo sport.
Il cordoglio dell’Atalanta: “Atalanta BC esprime il proprio profondo cordoglio per la scomparsa di Alex Zanardi, leggenda dello sport italiano ed esempio universale di resilienza. Il Club si stringe con solidarietà e rispetto alla famiglia in questo momento di dolore“.
Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Come l’intera Italia avverto profondo dolore per la morte di Alex Zanardi. Sportivo di eccelse qualità, ha dimostrato straordinaria personalità anche dopo il gravissimo incidente che ha subito. Divenuto campione paralimpico, è stato per tutti questi anni punto di riferimento di tutto lo sport, amato e ammirato anche per il coraggio, la resilienza e la capacità di trasmettere entusiasmo.
La sua figura ha rappresentato punto di riferimento anche oltre il mondo dello sport e lo rimarrà nel ricordo degli italiani. Esprimo alla famiglia la vicinanza della Repubblica”.



