Paladina-Sedrina, la Val Brembana non ne può più: “Ci hanno umiliati, il 6 giugno in piazza”
La decisione dopo l’assemblea della Comunità Montana. L’affondo del vicesindaco di San Pellegrino, Vittorio Milesi: “Se le istituzioni non sono in grado di garantire il diritto alla mobilità a cittadini e imprese, dovranno essere i cittadini e le imprese a farsi sentire”
Luogo e modalità sono ancora da definire, ma la Val Brembana ha deciso: sabato 6 giugno in piazza per protestare contro le lungaggini burocratiche che stanno accompagnando anche in questa fase il progetto del terzo lotto della Tangenziale Sud di Bergamo, la Paladina-Sedrina.
Una scelta maturata nel corso dell’assemblea della Comunità Montana di giovedì 30 aprile, in accordo anche coi sindaci di Almè, Villa d’Almè, Paladina e della Valle Imagna, durante il quale il clima ha riflesso alla perfezione la tensione maturata nelle ultime settimane, vale a dire da quando Anas tramite mail ha comunicato l’ennesimo stop motivato dai dubbi sul passaggio del tracciato attraverso l’ex discarica Monte Bianco a Sorisole.
Il carteggio tra le parti è proseguito a ritmi serrati, tra richieste di nuovi approfondimenti (da parte di Anas) e repliche secche sulla correttezza dell’operato (da parte di Provincia e Comunità Montana): e se la società del Gruppo Ferrovie ha provato anche a lanciare l’ipotesi di un possibile percorso alternativo, dal territorio è arrivata una levata di scudi senza appello, nata dalla consapevolezza che una tale revisione avrebbe praticamente azzerato i piccoli passi avanti conquistati con sudore in 20 anni di paziente lavoro.
Tra i più agguerriti, da sempre, c’è Vittorio Milesi, già primo cittadino e oggi vicesindaco di San Pellegrino Terme, che sull’iter in corso ha presentato all’assemblea un’interpellanza urgente: “La Paladina-Sedrina è la priorità riconosciuta per il futuro del territorio della Valle Brembana – ha argomentato – Questa vicenda rappresenta un’umiliazione e un’offesa per tutti, a distanza di 40/50 anni siamo ancora in altissimo mare. Un monumento alla superficialità che Anas e Provincia hanno manifestato nella gestione di questa problematica”.
Ripercorrendo le tappe più recenti, a partire dall’incontro di fine gennaio con i rappresentanti del vice ministro alle Infrastrutture che avevano un po’ illuso circa un’evoluzione positiva e più rapida, Milesi ne ha avuto per tutti, criticando aspramente il rimpallo di responsabilità al quale si sta assistendo da tempo, focalizzato su una questione, quella del passaggio sulla ex discarica, che avrebbe già dovuto essere stata archiviata da tempo.
“Se le istituzioni non sono in grado di garantire il diritto alla mobilità a cittadini e imprese, dovranno essere i cittadini e le imprese a farsi sentire – ha attaccato Milesi – Credo che la Comunità Montana si debba fare parte attiva di una protesta pubblica rispetto al fatto che questo territorio è preso in giro da almeno 20 anni a questa parte. La gente non ne può più di passare una parte della propria giornata in coda a fronte di una viabilità che è insostenibile: è tempo e ora che questa Valle si faccia sentire come si deve e che non si limiti di fare periodicamente letterine di circostanza con risultati pari a zero. Bisogna passare ad altro”.
Dal canto suo il presidente della Comunità Montana Valeriano Bianchi ha replicato: “La lettera di Anas è stato un fulmine a ciel sereno. Dobbiamo decidere tutti assieme dove vogliamo andare”.


