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Alle 2 di notte fuori dal cimitero chiuso per lavori: l’uomo del video controllava se gli operai avessero scoperto la profanazione?

Tra il 16 e il 18 marzo erano in corso le estumulazioni: l’ipotesi del sopralluogo

Strozza. Che cosa faceva l’uomo ripreso dalle telecamere fuori dal cimitero, alle 2 di notte, pochi giorni prima che venisse scoperta la profanazione della tomba di Pamela Genini? L’interrogativo apre a molteplici scenari.

Le immagini collocherebbero la presenza dell’uomo nella notte tra lunedì 16 e mercoledì 18 marzo. L’orario è insolito, il contesto ancor di più: un cimitero buio, chiuso, in piena settimana lavorativa.

Proprio in quei giorni, il camposanto era interdetto al pubblico per consentire i lavori di esumazione ed estumulazioni. Interventi inizialmente previsti per novembre, rinviati dal Comune per evitare sovrapposizioni con le commemorazioni dei defunti e quindi calendarizzati tra il 16 e il 18 marzo. A garantirsi l’appalto la ditta Eco Fly di Esine, nel bresciano.

Letti insieme, gli elementi delineano una coincidenza potenzialmente significativa. Tra le ipotesi da non scartare, c’è anche quella che l’uomo potesse trovarsi lì per verificare se durante i lavori fosse emerso qualcosa di compromettente. In altre parole, per capire se le operazioni potessero aver interessato anche il loculo di Pamela.

Allo stato, non è altro che una chiave di lettura. Tuttavia, dall’analisi dei filmati, il comportamento dell’uomo sembra compatibile con questa ipotesi. Il soggetto si ferma per alcuni minuti vicino al cancello. La distanza e la scarsa nitidezza delle immagini non consentono di stabilire con precisione cosa stia facendo. Di sicuro non tenta di aprire l’ingresso (il pulsante interno, ora coperto da una lamiera, si trova sulla sinistra) ma resta spostato verso destra, posizione che potrebbe garantirgli una visuale più ampia sul loculo di Pamela. Poco dopo si allontana, dirigendosi verso il parcheggio. La profanazione sarà scoperta qualche giorno dopo, il 23 marzo.

L’uomo all’esterno del cancello sarebbe “all’80-90%” Francesco Dolci, è trapelato da fonti investigative. Il che non prova in alcun modo un suo coinvolgimento, visto che il danneggiamento della tomba risalirebbe ai primi di novembre, poco dopo i funerali della ragazza a cui lui era molto legato.

Dolci, tornato in tv dopo 48 ore di assenza, non ricorda di essere mai stato a quell’ora fuori dal cimitero. Tende a escluderlo ma, osserva, anche se fosse non sarebbe di certo un reato. Vero. L’avvocato Eleonora Prandi  ha parlato di una “vera e propria caccia alle streghe” nei confronti del suo assistito, nemmeno indagato e in questi giorni impegnato a mettere insieme del materiale che secondo lui potrebbe aiutare gli inquirenti a svelare il mistero. Una prima parte di questo materiale è stata depositata dal legale mercoledì in procura.

Giovedì pomeriggio, il piccolo cimitero di Strozza è quieto e silenzioso. I pochi visitatori non credono alla pista di un uomo ossessionato a tal punto da compiere un’azione del genere. “Ma figuriamoci”, è il commento di un anziano. “Nemmeno io ci credo – gli fa eco la donna al suo fianco -. Qui dev’esserci sotto altro”.

Nei prossimi giorni sono previste nuove audizioni e l’acquisizione di ulteriori testimonianze al Comando provinciale dei Carabinieri di Bergamo. Le indagini proseguono nel massimo riserbo. E quel video resta uno dei principali elementi a disposizione.