il fulmine a ciel sereno
“Ma sulla Paladina-Sedrina l’ANAS non può sfilarsi”
Dopo la la cancellazione della tratta bergamasca Pedemontana, stavolta il temporale si abbatte sul completamento della Tangenziale Sud, da Paladina a Sedrina
Un nubifragio dopo l’altro su due progetti portanti per il futuro della rete stradale della nostra provincia. Non ci si è ancora ripresi dalla botta per la cancellazione della tratta bergamasca Pedemontana e subito ecco il secondo temporalone, stavolta sul completamento della Tangenziale Sud, da Paladina a Sedrina. Qui il tragitto è di 6,5 km, 4,8 dei quali in galleria. Il fulmine a ciel sereno è arrivato dall’ANAS e ha colto di gran sorpresa Provincia, Comunità Montana della Valle Brembana, Comuni interessati, San Pellegrino Terme in testa, considerando quanto si è fin qui già investito, oltre 6 milioni (1,8 a carico dei Comuni della Valle). Inevitabile anche qui far partire la moviola sull’iter e su quanto accaduto. L’ANAS nel 2000, titolare del progetto finanziato, aveva avviato la procedura di realizzazione.
Voce storica della memoria è ancora una volta l’arch. Felice Sonzogni che all’epoca – dal 1999 al 2009 – era assessore alla pianificazione territoriale e alle Grandi Infrastrutture per la Provincia di Bergamo a guida di Valerio Bettoni.
Non usa perifrasi l’arch. Sonzogni, che interviene nel dibattito anche come presidente della Commissione Mobilità dell’ACI di Bergamo: “L’ANAS non può sfilarsi, non può chiedere quello che lei stessa aveva già affrontato e risolto, dopo che il progetto aveva superato tutte le verifiche e validazioni necessarie”.
Ripercorrendo il lungo iter a ritrovo, va detto – continua Sonzogni – che “la procedura di gara si è interruppe nel 2003 per decisione della stessa ANAS di fronte a 2 ricorsi che non riguardavano però la discarica oggi al centro della questione. Con accordo del 2006, la nostra Provincia si fece carico della rielaborazione del progetto valutando anche tracciati alternativi. Passano gli anni e ora la nuova versione ripropone dopo un quarto di secolo lo stesso corridoio del progetto di ANAS del 2000”.
Al punto in cui siamo, è d’obbligo chiedersi se sia praticabile una soluzione diversa. Qui Sonzogni è categorico: “No, questo è il tratto mancante per garantire continuità e fluidità da Dalmine verso la Valle Brembana. In particolare nello specifico non vi sono soluzioni alternative più efficaci e di maggior consenso territoriale e istituzionale rispetto a quello proposto”.
Visto che l’importante opera rientra nella programmazione regionale se ne vuole la conferma. In ogni modo è già bocciata l’ipotesi di variante al tracciato. Va detto chiaro e tondo che non può essere un aspetto già noto e risolto nel passato – come la presenza di una discarica – a pregiudicare il futuro di questa infrastruttura. Tradotto: si vuole la ripresa del progetto già approvato, stringendo peraltro sulla tempistica perché la realtà viabilistica è congestionata e l’infrastruttura deve essere mantenuta fra le priorità della Regione, come sollecitano la Provincia e la Comunità Montana, con i suoi 37 Comuni.

