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L’Atalanta Primavera spezza la maledizione: vince la Coppa Italia dopo 23 anni
Foto Atalanta.it

I giovani nerazzurri battono la Juve con un finale al cardiopalma: segnano il gol dell’1-1 di Isoa a 8 secondi dalla fine e poi ai rigori completano l’opera con le due parate di Anelli

Milano. A 23 anni di distanza dall’ultima volta, l’Atalanta Primavera torna ad alzare al cielo la Coppa Italia di categoria. Sotto il cielo di Milano all’Arena Civica i giovani nerazzurri conquistano la vittoria ai calci di rigore, battendo la Juventus con un finale incredibile, trovando il gol del pareggio a 8 secondi dalla fine dei regolamentari, per poi avere la meglio dagli undici metri. Si tratta del quarto successo nella storia della competizione dopo quelli del 2000, 2001 e 2003: in mezzo anche due finali perse, contro la Sampdoria nel 2008 e contro la Fiorentina nel 2022. L’ultimo successo in assoluto risaliva al 2021 in Supercoppa Italiana.

La partita

Tra i circa tremila presenti sui gradoni del Brera c’è una buona rappresentanza di tifosi nerazzurri, circa quattrocento, di cui un centinaio della Curva che fanno sentire la propria voce in sostegno dei ragazzi. Dall’altra parte, nella tribuna ‘vip’, tra i tantissimi ragazzi del settore giovanile e dell’Under 23 nerazzurra fa capolino anche Sead Kolasinac (seduto vicino all’ex arbitro Orsato). Lo stato maggiore orobico è rappresentato dall’ad Luca Percassi, dal responsabile del settore giovanile Roberto Samaden e dai dg Andrea Fabris e Umberto Marino: non rintracciati mister Raffaele Palladino e il ds Tony D’Amico, mentre lato Juventus il corpo dirigenziale è al completo, con Chiellini, Comolli e mister Spalletti — oltre a Massimo Brambilla, ora all’U23 della Juventus (presente anche Salvatore Bocchetti, alla guida dell’U23 nerazzurra) e ultimo tecnico a vincere un trofeo sulla panchina della Primavera nerazzurra.

Giovanni Bosi aspira alla sua prima coppa, ma la finale deve guardarla dalle tribune dell’arena distante dal campo a causa di una squalifica rimediata in semifinale. Al suo posto c’è il vice Zanchi, bergamasco cresciuto nell’Atalanta, come ex è anche il tecnico della Juventus Primavera, Simone Padoin, che nel 2003 era titolare nella doppia finale contro la Lazio.

Pronti-via e la Juve prova a farsi vedere dalle parti di Anelli con qualche conclusione, mentre l’Atalanta costruisce, fraseggia, ma negli ultimi venti metri non è incisiva. E così verso la mezz’ora a sbloccare il conto sono i bianconeri, con un sinistro all’incrocio del classe 2007 Rizzo da dentro l’area da dopo un tentativo di rinvio rivedibile da parte di Arrigoni, che gli consegna la palla. Durmisi va vicinissimo al raddoppio con un colpo di testa su cross di Merola che Anelli in qualche modo tiene fuori dalla porta con un miracolo, mentre dall’altra parte anche il suo collega Radu è impegnato da Camara, che ha sulla testa la prima, grande occasione nerazzurra innescato da un traversone di Idele.

In avvio di ripresa la coppia Bosi-Zanchi opra per due cambi inserendo Ruiz e Mouisse: quest’ultimo va per due volte al tiro, anche se la miglior occasione ce l’ha Baldo che sbatte sulla traversa dopo 10 minuti. Anche dalle parti dell’area della Dea c’è movimento — e neanche poco: Anelli è chiamato ad un’altra super parata su Montero, poi Durmisi si divora due gol a porta praticamente sguarnita e pure Grenalud va vicino al 2-0. L’Atalanta cerca dalla panchina le risorse per risalire fino al pareggio: Gasparello cerca la soluzione col destro all’angolino basso, messa in corner da Radu. La Juve non la chiude e così l’Atalanta la pareggia incredibilmente a 8 secondi dalla fine: con anche il portiere Anelli a riempire l’area, è Isoa a svettare sopra tutti e girare in torsione in porta un cross quasi disperato di Camara.

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— Atalanta B.C. (@Atalanta_BC) April 29, 2026

Il primo rigore è di Mouisse, che incrocia sotto al sette di potenza. Anelli respinge la conclusione di Verde indovinando il lato alla sua sinistra e così Gasparello con precisione chirurgica fa 2-0. Lopez calcia centralmente trovando un’altra parata di Anelli, mentre Baldo incrocia di potenza portando la Dea in vantaggio 3-0. Elimoghale trova il primo gol bianconero, ma Ruiz chiude i conti con la quarta rete in altrettanti penalty, portando il trofeo a Bergamo, con il bresciano classe 2008 Anelli inevitabilmente eletto mvp di uno storico pomeriggio. Si tratta del secondo successo dell’era Samaden, dopo il successo dell’Under 16 nel 2024, in cui in campo c’erano Isoa e Gasparello, con il primo in gol in quel pomeriggio. Segnali del destino.

Atalanta-Juventus 5-2 dcr, il tabellino

Marcatori: 28’ Rizzo, 90+4′ Isoa.

Sequenza rigori: Mouisse gol, Verde parato, Gasparello gol, Lopez parato, Baldo gol, Elimoghale gol, Ruiz gol.

Atalanta (3-4-2-1): Anelli; Isoa, Parmiggiani, Ramaj; Idele (80’ Bono), Arrigoni (46’ Mouisse), Pedretti (67’ Gasparello), Leandri (46’ Ruiz); Artesani (67’ Galafassi), Baldo; Camara. A disp. Zanchi, Cakolli, Cojocariu, Rinaldi, Aliprandi, Percassi. All. Zanchi

Juventus (3-4-2-1) Radu; Rizzo, Montero, Verde; Leone (63’ Keutgen), Milia, Makiobo (63’ Gnikpingo), Grelaud; Tiozzo (88′ Bellino), Merola (63’ Elimoghale); Durmisi (90+1′ Lopez). A disp. Huli, Ceppi, Borasio, Bracco, Gielen, Corigliano. All. Padoin

Arbitro: Striamo

Ammoniti: Parmiggiani (70’)

Espulsi: –

Note: recupero tempo pt 2’, st 6′

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