La proposta
|Terzo Settore, Casati e Del Bono (Pd): “È fondamentale, la Regione lo valorizzi e sostenga”
I consiglieri regionali dem hanno illustrato due progetti di legge inerenti questo settore strategico per il presente e il futuro: “Svolge una funzione fondamentale sul territorio, soprattutto nel dare risposte alle fragilità”
Ha fatto tappa a Bergamo il tour con cui il Partito Democratico della Lombardia sta presentando due progetti di legge per valorizzare e sostenere il Terzo Settore e l’economia sociale e solidale. Le proposte, depositate dal Gruppo Pd lombardo con primo firmatario il consigliere regionale bergamasco dem Davide Casati, sono state illustrate nel corso di un’assemblea pubblica che si è tenuta all’Auditorium Gramsci, in via Furietti, 21.
Più precisamente, il primo progetto di legge è il n. 128 (“Norme per la valorizzazione, il sostegno, la promozione del Terzo Settore”), mentre il secondo è il n. 102 (“Norme per la valorizzazione, la promozione e il sostegno dell’economia sociale e solidale”).
Questo settore, ampio e variegato, include una molteplicità di soggetti, tra i quali: associazioni di volontariato, cooperative sociali, organizzazioni non governative, associazioni sportive dilettantistiche, imprese sociali, società di mutuo soccorso e fondazioni, ossia tutte le realtà che promuovono e realizzano attività d’interesse generale senza scopo di lucro.
“Il progetto di legge n. 128 – spiega Davide Casati – ha sei obiettivi. Il primo è quello di valorizzare il Terzo Settore, che in Lombardia conta quasi un milione e mezzo di volontari, il 30% circa del totale in tutta Italia. Il significato è duplice: da un lato vuol dire riconoscerlo come componente essenziale del sistema sociale lombardo e dall’altro impegnarsi a promuovere strumenti normativi e amministrativi che ne rafforzino l’azione. Stiamo parlando di un pilastro del nostro Paese e riteniamo che non sia sufficientemente attenzionato a livello regionale. In questi due anni e mezzo di legislatura in consiglio regionale non si è quasi mai parlato in modo concreto, salvo per pochi minuti in occasione della discussione di un ordine del giorno approvato all’unanimità per impegnare la giunta a stanziare delle risorse per la ricapitalizzazione delle cooperative. Non ci si è mai confrontati, quindi, sulla sua importanza e su cosa si possa fare per sostenerlo e rafforzarlo a livello legislativo. Il secondo obiettivo consiste nel superamento della contrapposizione tra pubblico e privato nell’erogazione di una molteplicità di servizi, soprattutto in campo sanitario e sociosanitario. Entrambi possono essere protagonisti di percorsi virtuosi ed è necessario riconoscere il valore fondamentale del privato no profit per le nostre comunità e per la stabilità del sistema. In questi due anni di legislatura ho cercato, insieme al gruppo consiliare regionale del Pd, di avanzare proposte concrete – ordini del giorno, mozioni, emendamenti – che sono sempre state respinte, venendo di fatto ad equiparare il settore privato, sia esso a scopo di lucro o meno, con un’applicazione meccanica di criteri che privilegiano lo standard della prestazione erogata rispetto alla natura dell’ente che la fornisce e allo spirito comunitario che vi sta alla base. Anche per questo, con la proposta di legge vorremmo introdurre la possibilità di prevedere nelle delibere di giunta attuative criteri di riconoscimento e premialità nelle future contrattualizzazioni e negli affidamenti a favore del privato no profit. La terza finalità è quella di sensibilizzare e incentivare la Regione e chi lavora per quest’ultima a favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate nei lavori e nei servizi che gestisce direttamente o in quelli esternalizzati, favorendo l’inserimento occupazionale anche tramite cooperative e imprese sociali. Il quarto obiettivo, invece, concerne l’istituzione di un fondo regionale per l’innovazione sociale e l’inserimento del tema dell’impatto sociale nell’ambito della premialità, in modo da considerare la qualità delle prestazioni erogate e non solo l’aspetto quantitativo. Oltre a tutto ciò, come indica il quinto obiettivo, viene prevista la costituzione di una Consulta del Terzo Settore, un luogo istituzionale dove le realtà che ne fanno parte siano formalmente rappresentate e possano dialogare con il consiglio regionale e la giunta entrando nel merito delle questioni che lo riguardano. Infine, il sesto scopo è il riordino in un unico testo di legge delle varie normative nazionali relativi agli aspetti fiscali, economici e urbanistico-edilizi in materia”.
La proposta di legge n. 102, invece, si concentra sull’economia sociale e solidale. Ripercorrendo la genesi di questo progetto Matteo Rossi, vicesegretario regionale del Pd Lombardia, specifica: “A marzo 2025 il gruppo consiliare del Pd in Regione ha ri-depositato la proposta di legge regionale d’iniziativa popolare per la promozione e il sostegno dell’economia sociale e solidale sottoscritta e depositata nella scorsa legislatura da oltre 9mila lombardi tra cui il compianto Claudio Bonfanti (storico esponente socialista, sindacalista nella Cgil, poi assessore regionale, ndr). Essendo stata depositata nella scorsa legislatura era scaduta e ci è stato chiesto di ri-depositarla per poterla discutere. Le motivazioni alla base di questa proposta sono molteplici: incrementare la sostenibilità sociale ed ecologica dei sistemi economico-produttivi; generare democrazia economica per tutelare i valori dell’impresa cooperativa e per promuovere l’agricoltura sociale; promuovere i beni comuni partendo dalle pratiche concrete e dalle esperienze già in essere; offrire un riconoscimento giuridico all’intero movimento dell’economia sociale e solidale; infine, creare spazi di confronto e progettazione per le varie componenti dell’economia solidale”.
“Il progetto di legge – continua Matteo Rossi – prevede il riconoscimento da parte della Regione dei soggetti operanti nell’economia solidale e la promozione di interventi volti a sostenere lo sviluppo del modello di economia solidale e sociale; l’istituzione di un forum regionale dell’economia sociale e solidale, con il compito di elaborare pareri e proposte, organizzare attività di divulgazione e sensibilizzazione e fornire dati per le strategie di sviluppo; l’istituzione di un comitato scientifico dell’economia sociale e solidale, per svolgere ricerche e indagini di settore su richiesta del forum; infine, la creazione di distretti territoriali per favorire l’incontro tra le istanze della società civile e ciò che l’economia solidale offre in termini di beni e servizi per la collettività nel rapporto con gli enti locali, organizzare iniziative sui territori, interfacciarsi con le scuole e favorire l’emergere di un mercato del lavoro che indirizzi studenti e studentesse verso lavori o iniziative di autoimprenditorialità nell’ambito dell’economia solidale”.
Anche il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella evidenzia l’importanza del Terzo Settore per il territorio: “Bergamo e la Lombardia vantano una molteplicità di enti in grado di assicurare servizi di elevata qualità. Grazie al loro impegno e alle attività che mettono in campo ogni giorno, costituiscono una presenza preziosa sia in termini di cittadinanza attiva sia perché di fatto forniscono risposte a esigenze che lo Stato, la Regione e gli enti locali non riuscirebbero a soddisfare. Le ripetute crisi economiche e la pandemia da Covid-19 hanno accelerato il bisogno di modelli economici alternativi al capitalismo tradizionale. Ha preso sempre più piede un’economia basata sulla condivisione dei bisogni e delle risorse, caratterizzata da un forte orientamento alla redistribuzione e alla cooperazione piuttosto che al mero profitto. Il Terzo Settore è cresciuto e ha avuto un ruolo determinante nella risposta alle crisi, dimostrandosi una risorsa chiave per la prospettiva collettiva: per ridurre le disuguaglianze, promuovere la sostenibilità ambientale e creare reti solidale”.
Allargando lo sguardo al contesto socio-economico lombardo, il vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia Emilio Del Bono afferma: “Da ormai diverso tempo la nostra Regione si è infragilita. Non è più la Lombardia del passato, sia in termini di ricchezza sia di redistribuzione, come evidenziano gli ultimi dati che rilevano una povertà assoluta per l’8,6% delle famiglie, superando la media nazionale dell’8,4%. A loro si affiancano le persone a rischio di povertà, ossia tutti quei cittadini che versano in condizioni di vulnerabilità economica o esclusione sociale, pari al 14,1%. A fronte di queste criticità, la comunità lombarda ha saputo organizzarsi per rispondere alle crescenti esigenze del territorio, soprattutto alle fasce più deboli e il Terzo Settore svolge una funzione decisiva nel contrasto alle fragilità: senza le realtà che nei vari ambiti ne fanno parte la povertà non potrebbe che crescere. È necessario, quindi, rafforzare il welfare comunitario, che va valorizzato, riconosciuto e sostenuto”.
“Il Terzo Settore – sottolinea Del Bono – è una delle priorità su cui ci stiamo concentrando insieme alla sanità e alla formazione. Inoltre è fondamentale prestare una particolare attenzione al trasporto pubblico, perché a fronte dei tagli del governo a livello nazionale, della riduzione degli stanziamenti della Regione e delle limitate risorse dei Comuni si potrebbe verificare un cortocircuito, specialmente se consideriamo che grazie al PNRR ne sono stati aumentati i km”.
Gabriele Giudici, segretario provinciale del Partito Democratico afferma: “Il Terzo Settore costituisce una risorsa fondamentale per il nostro Paese, sia a livello nazionale sia sul piano regionale e locale. Nelle sue variegate forme, grazie all’attività che svolge e ai servizi che eroga può dare una spinta molto importante per una società più equa e giusta. Il nostro territorio annovera tantissimo capitale umano: riteniamo che vada sempre più valorizzato e riconosciuto, a ogni livello e le due proposte di legge presentate dal Partito Democratico in Regione hanno questo obiettivo”.
“Crediamo molto nel Terzo Settore – aggiunge Silvia Roggiani, deputata e segretaria regionale dem – e stiamo presentando i contenuti di queste due proposte di legge compiendo un tour in tutta la Regione. Quella di Bergamo è la seconda tappa di un percorso che ha preso il via a Varese e proseguirà nei vari territori. Entrambe le proposte sono legate da un principio: come si dice spesso, la Lombardia ha diverse eccellenze, da quelle in campo economico a quello ospedaliero, ma ne vanta parecchie anche nel Terzo Settore con i suoi 55mila enti. A livello regionale manca una programmazione che lo coinvolga in termini di visione e non a spot, pertanto siamo convinti che vada valorizzato e riconosciuto. Queste due proposte di legge sono state formulate coerentemente con la volontà di essere una forza politica che contesta quello che non va ma al tempo stesso esprime proposte per affrontare le problematiche”.
Infine, Davide Casati conclude: “Auspichiamo che il testo venga presto discusso nelle commissioni competenti per avviare l’iter legislativo. Qualora la maggioranza avesse una proposta diversa, ci piacerebbe che questi progetti siano il punto di partenza per avviare un confronto costruttivo che metta il Terzo Settore al centro dell’agenda regionale. Qualora non ricevessimo segnali dalla maggioranza, insisteremo e torneremo sull’argomento perché riteniamo che sia fondamentale per la nostra comunità”.






