Bergamo
|Videosorveglianza, nel 2026 la gara per il nuovo software da 650mila euro: “Immagini più precise e alert più rapidi”
In città attive 612 telecamere in 202 punti. In un anno +44% di richieste delle forze dell’ordine per accedere ai filmati. Angeloni: “Chieste alla Prefettura altre 35 postazioni. Sull’IA prudenza necessaria: il riconoscimento facciale è vietato e manca una normativa”
Bergamo. Con l’ultimo ampliamento, dallo scorso anno ogni quartiere della città ha almeno un punto di videosorveglianza. Ma il passaggio decisivo è atteso nel corso del 2026, con l’acquisto del nuovo software che gestirà il sistema. “Un gruppo di lavoro composto da dirigenti comunali e di Atb Mobilità sta preparando il bando”, annuncia l’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni.
Un investimento significativo: 650 mila euro interamente finanziati da fondi comunali. “L’obiettivo è rendere le telecamere più performanti, migliorare l’estrapolazione delle immagini e velocizzare l’invio degli alert”, spiega l’assessore, che invita alla prudenza sul tema dell’intelligenza artificiale. “Le nuove tecnologie sono già in grado di impiegarla – riconosce -, ma in Italia manca ancora una normativa specifica. Il riconoscimento facciale oggi è vietato: durante il Giubileo ci sono state alcune sperimentazioni autorizzate con un decreto ad hoc, ma servono regole chiare”.
Il tema della videosorveglianza è stato affrontato durante la seduta di Consiglio comunale di lunedì 27 aprile, quando è stato discusso un ordine del giorno depositato nel luglio 2024 dalla consigliera di minoranza Cristina Laganà. L’esponente di Fratelli d’Italia chiedeva alla giunta di comunicare il cronoprogramma per l’installazione dei nuovi punti in città, fino al raggiungimento dei 200 promessi dal Comune nel 2019.
“Un traguardo che avrebbe dovuto essere raggiunto già due anni fa, ma sul quale si sono accumulati ritardi – osserva Laganà -. Oggi il sistema andrebbe implementato in nuove zone della città. In via Fibonacci, a Monterosso, sabato scorso abbiamo messo in fuga dei ladri che cercavano di entrare in un’abitazione privata: in quell’area non c’è una sola telecamera. Sappiamo che la videosorveglianza non risolve il problema sicurezza, ma rappresenta comunque un deterrente”.
Secondo i dati forniti da Angeloni, in città risultano attive 612 telecamere distribuite in 202 punti diversi. “L’obiettivo è stato dunque raggiunto – replica -. Pochi giorni fa è stato sostituito un impianto ammalorato: spesso ci si dimentica che la manutenzione è fondamentale e che la tecnologia invecchia velocemente”.
L’ampliamento realizzato nel 2025 ha portato all’installazione di telecamere in 31 nuovi punti della città. “Abbiamo chiesto un parere alla Prefettura per ulteriori 35 postazioni, un numero maggiore rispetto alle previsioni iniziali – aggiunge Angeloni -. A questo si aggiunge un progetto appena approvato che prevede 11 nuovi punti specifici nei parchi “.
Nel frattempo cresce anche l’utilizzo delle immagini da parte delle forze dell’ordine. Lo scorso anno le richieste di accesso ai filmati per indagini sono aumentate del 44% rispetto al 2024. Per il nuovo ampliamento previsto nel 2026, l’amministrazione individua tre priorità: il contrasto alle spaccate nelle auto, il supporto alla ricostruzione degli incidenti stradali e l’attenzione alle segnalazioni dei cittadini sui luoghi più sensibili. “La dinamica dell’ultimo incidente mortale ai Propilei è stata ricostruita proprio grazie alle telecamere”, ricorda Angeloni.
“Valutiamo tutte le segnalazioni che arrivano dai cittadini, anche se non sempre è possibile intervenire – conclude l’assessore -. Con i nostri elettori ci siamo impegnati a realizzare un ampliamento ogni anno e siamo in linea con quanto promesso. Solo con le variazioni di bilancio approvate nel 2025 sono stati stanziati 780 mila euro per la videosorveglianza”.
Al termine del confronto, e in accordo con l’assessore, la consigliera Laganà decide di ritirare l’ordine del giorno. Nelle prossime settimane il tema tornerà in commissione, dove l’amministrazione presenterà un approfondimento sul lavoro svolto e sui nuovi interventi previsti per il 2026.



