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Psicologo delle cure primarie, Schiavi e Baffi (Fdi): “Nel 2025 più di 2mila prestazioni in Bergamasca”
Da sinistra Alberto Mazzoleni; Cinzia Sacchelli; Paolo Cogliati; Carlo Maccari; Patrizia Baffi; Michele Schiavi; Francesco Locati - direttore generale Asst Papa Giovanni XXIII Marco Passaretta - direttore generale Asst Bergamo Est

La provincia di Bergamo si distingue come territorio all’avanguardia nell’implementazione della riforma dello psicologo delle cure primarie, rendendo operativa la Legge Regionale attraverso un servizio concreto, diffuso e facilmente accessibile

La provincia di Bergamo si conferma avamposto nell’attuazione della riforma dello psicologo delle cure primarie, trasformando la Legge Regionale n. 1/2024 in un servizio concreto, diffuso e accessibile. I dati relativi all’anno 2025, presentati in anteprima a Palazzo della Libertà di Bergamo, restituiscono la fotografia di un sistema che ha saputo intercettare una domanda crescente, erogando complessivamente 2.145 prestazioni e prendendo in carico 508 pazienti nel solo territorio bergamasco.

L’evento “Lo psicologo delle cure primarie: il modello lombardo guarda al futuro”, organizzato dal Consigliere regionale bergamasco Michele Schiavi è stato introdotto da Francesca Mamoli (Gioventù Nazionale Bergamo) e ha visto un confronto tra diversi attori territoriali, tra cui il consigliere regionale stesso e Patrizia Baffi, Presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia e prima firmataria della Legge. Al tavolo dei relatori hanno partecipato figure chiave delle istituzioni e del settore sanitario come il deputato Andrea Tremaglia, Carlo Maccari (Segretario Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati), Paolo Cogliati (Direttore del Distretto Media Pianura di Bergamo) e Cinzia Sacchelli (Ordine Psicologi Lombardia, referente del progetto “Psicologia delle cure primarie e casa di comunità”).

“Quella della cura della salute mentale è prima di tutto una sfida culturale e per questo è importante divulgare quanto abbiamo fatto e stiamo facendo a partire dalla Legge Regionale 1/2024, che ho fortemente voluto come prima firmataria proprio per dare risposte concrete ad un bisogno sempre crescente di attenzione e cura nell’ambito della sfera psicologica”, ha dichiarato Baffi. “L’istituzione del Servizio di Psicologia delle cure primarie nasce da un’esigenza che si rende evidente nei numeri: una persona su cinque in Italia soffre di disturbi legati alla mente e solo il 29% cerca davvero aiuto entro un anno dall’insorgenza del problema, in un quadro che colpisce anche e soprattutto gli adolescenti. È quindi fondamentale investire nella prevenzione, affinché questi disturbi vengano intercettati prima che la patologia sfoci in conseguenze gravi per le persone. Questa Legge avvicina la cura della mente alle persone in modo capillare, la rende accessibile e gratuita integrandola con la rete di assistenza socio-sanitaria territoriale. I numeri della prima annualità del Servizio ci dicono che siamo sulla strada giusta: il Servizio è stato già attivato in 110 Case di Comunità e alla fine del 2025 sono stati assunti 59 psicoterapeuti dedicati, mentre sono 5.679 le persone che in Lombardia l’anno scorso hanno usufruito del Servizio. Per questo, il nostro impegno è stabilizzare il Servizio affinché diventi presidio sempre più strutturato, riconosciuto dai cittadini, utile a erogare prestazioni sanitarie e a stimolare una nuova cultura della cura della mente, che deve avere pari dignità di qualsiasi altra cura”.

“I numeri del 2025 certificano che lo psicologo di base è un servizio conosciuto ai bergamaschi, anche se possiamo fare di più”, ha aggiunto Schiavi. “Siamo riusciti a strutturare un’offerta che si estende oltre le mura degli ambulatori delle Case di comunità per entrare nelle scuole e supportare attivamente i medici di famiglia. Grazie alla l.r. 1/2024 abbiamo deciso di investire sulla prossimità e la diffusione di questo servizio, portando lo specialista praticamente in tutte le Case di Comunità attualmente operative in Provincia di Bergamo. Questo monitoraggio capillare dei dati è fondamentale perché ci permette di leggere i bisogni reali del territorio: vedere che il servizio è utilizzato da bambini di un anno fino ad anziani di oltre 80 anni conferma che la fragilità non ha età e che la Lombardia ha saputo guardare avanti con una legge d’avanguardia. Non stiamo solo offrendo una prestazione, ma stiamo costruendo una rete di protezione che prima non esisteva, integrando la figura dello psicologo con quella del pediatra e del medico di medicina generale per una presa in carico che sia finalmente globale. L’obiettivo per il futuro è rendere questo presidio ancora più stabile e capillare, garantendo a ogni cittadino bergamasco un ascolto professionale e immediato a pochi passi da casa”.

L’attività nelle tre Asst bergamasche durante il 2025 evidenzia una copertura totale della provincia. L’Asst Papa Giovanni Xxiii ha garantito la presenza del servizio nelle Case di Comunità di Bergamo, Zogno, Strozza/Sant’Omobono Terme e Villa d’Almè, estendendo l’assistenza anche a Piazza Brembana su specifica richiesta del Distretto; in questo ambito i professionisti hanno effettuato 1.114 prestazioni per 221 utenti. L’Asst Bergamo Ovest, pienamente operativa nelle Case di Comunità di Dalmine, Martinengo, Ponte San Pietro e Treviglio, ha preso in carico 170 utenti erogando 559 prestazioni e dimostrando una grande capacità di intervento precoce che parte dai bambini di appena un anno di età. Infine, l’Asst Bergamo Est ha assicurato la copertura in tutte le Case di Comunità attive nel 2025, assicurando 472 prestazioni per 117 utenti assistiti.

L’impatto della legge regionale va ben oltre le singole sedute cliniche. Nel corso dell’anno sono state attivate progettualità strategiche come i servizi di consulenza back-office dedicati a medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, infermieri di famiglia e scuole, affiancati da specifiche attività formative per i professionisti.

Particolare attenzione è stata dedicata alla prevenzione attraverso la promozione del benessere psicologico negli istituti scolastici, la creazione di gruppi specifici per adolescenti e preadolescenti e un focus mirato alla tutela della cosiddetta “Silver Age”.

“Tengo molto a questa legge regionale che molte altre regioni italiane stanno oggi prendendo come modello, perché è un tassello fondamentale della risposta che le istituzioni devono dare al bisogno di salute mentale presente soprattutto tra i giovani e al dato spaventoso per cui oggi il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani italiani sotto i 25 anni. Anche per questo motivo proporrò una seduta specifica del Forum giovani di Regione Lombardia per confrontarci su questi dati e capire come rendere sempre più efficiente la nostra risposta a questo problema” conclude Michele Schiavi.

Psicologo delle cure primarie