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Pamela, la profanazione a inizio novembre. L’amica in caserma: “È stato qualcuno che non ha saputo gestire il distacco”
Al centro Pamela Genini, nel riquadro l'amica Elisa Bortolotti e l'imprenditore Francesco Dolci

Altro giro di audizioni in via delle Valli: domande sulla relazione tra la vittima e Francesco Dolci, che si presenta spontaneamente in procura. La pista dell’ossessionato e quella economica: non è escluso possano intrecciarsi

Come nel finale di una soap aveva lasciato tutti in sospeso, alimentando l’attesa per la puntata successiva e annunciando la sua imminente comparsa in procura, dove – a suo dire – avrebbe consegnato materiale utile alle indagini.

Lunedì mattina, in procura, Francesco Dolci è andato assistito dall’avvocato Eleonora Prandi, ma non ha trovato alcun pubblico ministero ad attenderlo. Una proverbiale toccata e fuga. E, per la prima volta, una fuga anche dalle telecamere che fin dalle prime ore del giorno stazionavano all’esterno di piazza Dante, in attesa dello show di giornata.

Nessuna parola all’uscita dagli uffici. Nessuna dichiarazione. Niente. Tanto che, alla fine, non è nemmeno chiaro se abbia effettivamente depositato qualcosa: una memoria, foto, video, estratti conto, contatti di persone sospette vicine a Pamela – come annunciato – a sostegno della sua tesi. Ovvero che, dietro la profanazione della tomba e l’asportazione della testa della 29enne, ci sarebbero persone che l’avrebbero usata per riciclare denaro sporco. Le stesse che avrebbero compiuto lo scempio per intimidire lui e la cerchia di amici della ragazza, oggi – sostiene – in silenzio per timore di ritorsioni.

Nel pomeriggio, però, il classico coup de théâtre. Le amiche e gli amici di Pamela sono stati ascoltati in via delle Valli, al comando provinciale dei carabinieri di Bergamo. In caserma sono arrivati Elisabetta Bartolotti, Nicole Limonta e Andrea Lunghi, ex fidanzato della giovane uccisa la sera del 14 ottobre 2025 dall’ex compagno Gianluca Soncin, già con precedenti per truffa e maltrattamenti.

Bartolotti, che con Pamela aveva provato a lanciare un brand di bikini, è stata ascoltata per circa un’ora. All’esterno, ad attenderla, c’era Gualtiero Nicolini dell’associazione Scarpetta Rossa, che segue la donna dai giorni successivi al femminicidio dell’amica. L’associazione, spiega, ha avuto contatti anche con Francesco Dolci, per aiutarlo ad elaborare il lutto.

Le domande rivolte dagli investigatori a Elisa Bartolotti avrebbero riguardato sia Soncin sia Dolci, la cui figura resta centrale nell’inchiesta per vilipendio di cadavere e furto, anche per le sue continue dichiarazioni in tv, compresi quei 400 mila euro spesi per Pamela. I carabinieri avrebbero chiesto riscontri su queste dichiarazioni. E sul rapporto tra lui e la giovane: erano davvero fidanzati, come sostiene Dolci; oppure no, come afferma la madre della ragazza, che senza giri di parole lo ha definito “ossessionato”?

“Si sono frequentati nel 2020 – racconta Elisa -. Hanno provato a intraprendere una relazione. Non saprei se definirlo ‘ossessionato’, ma sicuramente era una persona che si imponeva molto”. Geloso? “Anche”. Le sue teorie? “Non mi risulta nulla, sono cose di cui non sono a conoscenza. So però che Pamela è stata importante per tutti noi. Ha lasciato un segno nelle nostre vite e vorrei vederla finalmente riposare in pace”. Chi può averle fatto una cosa del genere? “Non lo so. Di sicuro, qualcuno che non ha accettato il distacco. Qualcuno che voleva mantenerne il controllo, anche dopo la morte”.

Gli investigatori non possono trascurare la pista del cosiddetto “ossessionato”. In criminologia esiste una definizione estrema, piuttosto singolare: “necrofilo romantico”. Termini che, messi l’uno accanto all’altro, sembrano quasi un ossimoro, ma che indicano un soggetto incapace di accettare la perdita, restando legato idealmente o fisicamente alla vittima. È questo il caso?

Quel che pare certo, ormai, è che la profanazione sia avvenuta a breve distanza dai funerali. Una simulazione del taglio eseguita dagli esperti suggerisce un’azione compiuta in tempi molto stretti, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Un gesto che suggerisce una certa urgenza nell’appropriarsi di una parte di Pamela? La parte che più di ogni altra ne rappresenta l’identità?

Se così fosse, perché nei cinque mesi successivi – la scoperta risale al 23 marzo – non è stata avanzata con altrettanta urgenza una richiesta di riscatto? Ad ogni modo, la pista economica non sembra affatto tramontare. Attorno a Pamela giravano comunque parecchi soldi e non è escluso che questa ipotesi e quella dell’ossessionato possano in qualche modo sovrapporsi, intrecciarsi. Sessualità e denaro, del resto, corrodono spesso le logiche della società contemporanea.

Nel frattempo, durante la trasmissione “Dentro la Notizia”, in onda su Canale 5, è stato riferito che l’uomo ripreso in un video mentre si aggira nei pressi del cimitero, pochi giorni prima della scoperta della profanazione, sarebbe proprio Francesco Dolci. Il che, ad ogni modo, non significa nella maniera più assoluta che sia lui l’autore del vilipendio. Al momento nessuna conferma da parte degli inquirenti, che sottolineano come l’imprenditore valdimagnino non sia nemmeno indagato. Lui ha sempre rigettato questa ipotesi, dicendo che se fosse lui gli investigatori se ne sarebbero accorti perché ha una “lieve scoliosi”.

Lunedì abbiamo provato a contattarlo, passando anche dalla sua abitazione a Sant’Omobono Terme, in questi giorni invasa dalle troupe televisive pronte a filmare ogni presunta stranezza, ogni presunta bizzarria.

Dalla villa sui pendii, nessuna risposta. Solo qualche voce indistinta filtrata dalle finestre illuminate al calar della sera. Con il nome di Pamela, ancora una volta, che si erge dal flebile vociare.