Il comitato contro la Paladina-Sedrina: “Progetto sbagliato fin dall’inizio, ora serve un’alternativa”
Il gruppo “Salviamo il parco dei Colli di Bergamo” da più di vent’anni si oppone all’opera: “Non intercetta il traffico e rovina una delle aree più belle della Lombardia. Si pensi all’allargamento a quattro corsie della Statale 470”
Dopo anni di polemiche e milioni di euro spesi senza risultati concreti, il progetto del terzo lotto della Tangenziale Sud di Bergamo – la variante Paladina-Sedrina della Statale 470 – torna al centro del dibattito. Le ultime richieste di approfondimento avanzate da Anas, in particolare sui possibili rischi ambientali legati all’ex discarica Monte Bianco di Sorisole, riaccendono le critiche del comitato “Salviamo il Parco dei Colli di Bergamo”, da tempo contrario al progetto.
Secondo il gruppo, i nuovi dubbi tecnici confermerebbero i limiti di un’opera considerata costosa, impattante e incapace di risolvere realmente i problemi del traffico della Valle Brembana. “Le ultime bocciature di Anas – sostiene il Comitato – danno l’idea che ci sia finalmente un cambio di rotta ed una presa di coscienza: non si può più sprecare denaro pubblico per progetti sbagliati”.
“Salviamo il Parco dei Colli di Bergamo” è un gruppo spontaneo di cittadini e associazioni nato per opporsi alla realizzazione della Paladina-Sedrina. “Un progetto assurdo, totalmente sbagliato dal punto di vista viabilistico e ingegneristico – osservano -. Oltre a non risolvere i problemi del traffico, l’opera distruggerebbe una delle aree più belle e vincolate della Lombardia”.
La scorsa settimana Anas ha chiesto ufficialmente alla Provincia e alla Comunità Montana Valle Brembana nuovi rilievi per escludere il ritrovamento di sostanze tossiche o materiali pericolosi durante gli scavi legati al segmento di tracciato che, in trincea, si interseca con l’ex discarica di Sorisole.
“Le critiche sono state sollevate fin dalla fine degli anni Novanta – ricorda il comitato -. Nei primi anni Duemila il progetto era già stato bocciato dal Tar e dal Consiglio di Stato, ma la politica ha continuato a insistere su una proposta sbagliata, sostenendo che fosse meglio andare avanti piuttosto che ripartire da zero. I 25 anni persi e i 6 milioni di euro spesi non sono imputabili a chi si è opposto, ma alla cecità di amministratori che non hanno mai voluto ammettere i propri errori e hanno continuato a promettere la realizzazione della strada, pur conoscendo le difficoltà nel reperire i fondi e i limiti del progetto”.
Secondo il gruppo, i dubbi sollevati da Anas dovrebbero portare a un ripensamento complessivo dell’opera. “La nuova strada sarebbe a una sola corsia per senso di marcia e intercetterebbe solo una quota minoritaria del traffico: gli abitanti della Valle Imagna, degli Almenno, di Villa, Almè e Paladina continuerebbero infatti a utilizzare la vecchia Statale 470, perché gli accessi più vicini alla tangenziale sarebbero a Botta di Sedrina o a Petosino”.
Il comitato torna poi a puntare l’attenzione sui rischi ambientali: “Il territorio interessato presenta una conformazione idrogeologica complessa, che comporta costi di realizzazione elevatissimi e possibili aumenti di spesa difficilmente prevedibili. La discarica segnalata da Anas è solo uno degli esempi: anche la tipologia del terreno, le falde nella zona di Petosino e i vincoli paleontologici rappresentano criticità molto serie. Dopo la tragedia del Monte Bianco, il tema della sicurezza nelle gallerie naturali è diventato centrale. Un tratto così lungo in galleria comporterebbe costi enormi non solo per la costruzione, ma anche per la gestione della sicurezza e la manutenzione. La SS36 Lecco-Colico dimostra quanto possa essere oneroso mantenere nel tempo infrastrutture di questo tipo”.
“Confidiamo quindi – conclude il comitato – che questa nuova bocciatura porti finalmente allo studio di un’alternativa concreta e seria. La soluzione più semplice è quella proposta 25 anni fa dall’ingegnere Coluzzi: l’allargamento a quattro corsie dell’attuale Statale 470, con interramenti selettivi nei punti di intersezione con altre arterie. Un intervento che permetterebbe di procedere più rapidamente, per piccoli lotti funzionali, intercettando tutto il traffico della Valle Imagna e degli Almenni e favorendo al tempo stesso una ricucitura territoriale, con costi e tempi di realizzazione inferiori”.



