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Spari e Libertà

Alla fine la libertà vive se si risolvono i problemi, altrimenti, come disse l’unico sopravvissuto alla strage, Vittorio Meoni, la libertà è come l’aria, quando ti accorgi di soffocare può essere tardi

Le vicende mondiali, europee, italiane e locali ci hanno lasciato per molti mesi letteralmente senza parole. Speriamo che il 25 aprile apra una stagione di giusta reazione a tutto quello che è successo.

Le guerre. L’iniziativa Israelo-americana in Iran sembra avviata a non uscire presto da un tunnel oscuro. Non è stata breve, come qualcuno ipotizzava, perché l’Iran non è il Venezuela. Non è stata partecipata dagli alleati storici degli USA che si sono tenuti a giusta distanza. Non ha provocato una reazione dell’opposizione al regime, perché non organizzata. Ha creato al momento solo un incredibile sconquasso all’economia mondiale perché tutte le principali questioni energetiche, di primario interessare per noi, passano da lì. Oltre ad una tensione nei rapporti tra gli Stati e all’interno degli Stati Uniti, come gli spari di questi giorni hanno dimostrato.
Nel frattempo, di Gaza non si parla più, nel Libano sono attaccati i caschi blu, il popolo ucraino continua a subire una violenza inaccettabile, ma in pochi lo dicono.

L’Europa. A differenza di quanto titolano i giornali, Trump ha unito gli Stati Europei più di tanta attività dei nostri federalisti. Le divisioni su alcune questioni di bilancio e di approvvigionamenti energetici troveranno inevitabilmente una soluzione di compromesso, mentre la posizione sulle guerre e sulla necessità di aiuto reciproco in caso di possibile congiuntura negativa, sul modello del post Covid, potrebbero emergere nei prossimi mesi come ulteriore passo unitario. L’aria populista antieuropeista sembra sempre più un pianto infantile, una giustificazione da disco rotto, un lamento senza proposta.

L’Italia. Gli spari alla manifestazione del 25 aprile sono gravi. Del resto veniamo da un periodo impregnato di divisioni su tutto, fomentato da dibattiti ridicoli, in cui le forze conservatrici e in buona parte giustizialiste hanno usato gli argomenti più sbagliati per difendere con il referendum una riforma con connotati garantisti, tanto da essere considerati i veri sostenitori del “NO”, mentre lo slogan del NO “ difendiamo la Costituzione ” ha sicuramente “bucato” i piccoli schermi dei social dimenticando forse l’articolo 111 ,comma due, della Costituzione sulla terzietà dei giudici, obiettivo di liberali, socialisti e radicali da sempre. Oppure strappandosi i capelli per lo 0,1 % del deficit, dimenticandosi del fardello di debito che comunque lasceremo a chi verrà.

Bergamo. Dopo dieci anni di progetti, prevalentemente buoni, della amministrazione comunale, oggi è il momento più difficile: la realizzazione. Un’eredità pesante, difficile da gestire, piena di insidie burocratico-legali e finanziarie. Ecco allora che si è passati dal peana all’epicedio, celebrando quasi una morte di cose che invece con i giusti tempi si stanno realizzando. Tutti i cittadini dovrebbero fare il tifo perché si vada avanti alla massima velocità consentita.

Gli spari. La fortuna ha voluto che nel giorno della liberazione mi trovassi alle pendici del Montemaggio vicino a Colle Val d’Elsa dove il 28marzo del 1944 ci fu un eccidio da parte della Guardia Nazionale Repubblicana fascista di 17 giovanissimi partigiani. Questi ragazzi caddero per la nostra libertà. Nel viaggio in Toscana ho incontrato tanti giovani amministratori locali, impegnati oggi nel promuovere i loro paesi, le loro comunità con le attività economiche e con il “welfare culturale” come qualcuno di loro ha definito l’attività dei musei e di miglioramento paesaggistico del territorio. Questi giovani, veri eredi dei partigiani di Montemaggio, dovrebbero avere più spazio nella politica nazionale, dove concretezza e atteggiamenti post-ideologici sostituiscano la retorica nauseabonda.

Perché alla fine la libertà vive se si risolvono i problemi, altrimenti, come disse l’unico sopravvissuto alla strage, Vittorio Meoni, la libertà è come l’aria, quando ti accorgi di soffocare può essere tardi.


Andrea Moltrasio

Andrea Moltrasio

* Andrea Moltrasio, Industriale, già presidente di Confindustria Bergamo e del Consiglio di Sorveglianza di Ubi Banca. È presidente di BergamoScienza.