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Mentre la città dorme, grazie a lavoratori da tutto il mondo in via Borgo Palazzo nasce la spesa dei bergamaschi e non solo. Ampliamento della struttura entro il 2029: la possibile svolta verso il diurno e la mano tesa per la gestione merci in Città Alta

Bergamo. Quando arriviamo al mercato, la città è immersa in un sonno profondo. Ogni notte i cancelli di via Borgo Palazzo si spalancano verso l’1. In colpevole ritardo, arriviamo a Celadina un’ora dopo: il via vai dei camion è continuo, nell’ufficio dei guardiani il sonno si combatte con caffè e una serie tv in sottofondo.

Ogni anno il mercato ortofrutticolo di Bergamo muove un milione di quintali di merce provienente da ogni angolo del mondo. Per rendere l’idea, è utile la metafora usata dal direttore Andrea Chiodi: per contenere una quantità simile servirebbe una colonna di camion lunga dal casello di Bergamo sull’A4 fino alla stazione di Verona.

Ogni prodotto segue un percorso preciso. I camion si posizionano sul retro dei punti vendita: la merce viene scaricata e preparata nelle aree espositive dei 16 operatori grossisti. I clienti più esigenti arrivano già verso le 3: le trattative si fanno veloci. Uno sguardo, una parola, e il prezzo è deciso. “Vedo l’ortomercato un po’ come una borsa – riflette Chiodi -. La merce che entra possiede un valore, ma il prezzo viene definito nel cuore della trattativa e nel rapporto tra domanda e offerta”.

Oumar Ndiaye è nato in Senegal, ma lavora al mercato di Bergamo da quasi quindici anni. “Lavoriamo sodo, ma ci divertiamo anche – confida sorridendo mentre impila delle cassette appena scaricate -. Qui è un po’ come una famiglia”. Dall’Africa all’Asia, passando per l’Est Europa e il Sud America: sono almeno una ventina le etnie che lavorano nel silenzio della notte.

mercato ortofrutticolo cassette fruttaLe aree espositive prendono forma

Dal mondo alla Bergamasca: 50 produttori locali ogni giorno offrono il raccolto del territorio. Uno di loro è Egidio Azzolin, dell’omonima azienda agricola di Bolgare: a settembre compirà 77 anni. “Le forze iniziano a diminuire – riconosce mentre attende paziente i clienti seduto accanto alla moglie, Giovanna -. L’agricoltura è il lavoro più bello che ci sia. Certo, oggi le persone comprano al supermercato e per i contadini sta diventando un po’ difficile”.

dietro le quinte mercato egidio azzolin giovannaEgidio Azzolin e la moglie, Giovanna

Membro del Cda di Bergamo Mercati, Carlo Garletti è uno degli storici operatori di una struttura che ha visto crescere e trasformarsi. “La grande distribuzione è un player che ha cambiato il settore – osserva -, ma sulle linee di vendita c’è ancora margine per operatori professionali”.

Il mercato cittadino non rifornisce solo il capoluogo e la provincia orobica, ma ha un bacino di utenza praticamente regionale con clienti dalla Bassa Lombardia, da Sondrio e dall’Aprica. Paolo Zuccolini è titolare di un negozio a Sesto Calende, borgo sulla sponda meridionale del Lago Maggiore. “Ho iniziato a frequentare il mercato di Bergamo per l’umanità che ancora si respira: a Milano non esiste più”, racconta.

Il futuro della struttura di Celadina è pieno di progetti. Il piano di ammodernamento di cui si discute da diversi anni ha finalmente una data concreta. “Il cronoprogramma prevede la consegna dell’opera a inizio 2029 – annuncia Chiodi -. Avremo a disposizione una superficie più ampia e una tecnologia migliore per la logistica e per il rispetto della catena del freddo”.

Andrea Chiodi Bergamo MercatiAndrea Chiodi, direttore di Bergamo Mercati Spa

L’ampliamento potrebbe essere il primo tassello verso una svolta epocale: la transizione verso un mercato diurno, già realtà a Roma e, da maggio, anche a Torino. “Solo allora potremo immaginare un cambiamento di questo genere – continua il direttore -. La nuova piattaforma potrebbe anche essere utilizzata anche per la logistica dell’ultimo miglio”.

La posizione del mercato, ai confini della città, potrebbe essere sfruttata per la creazione di un polo logistico esterno dove depositare i prodotti, da distribuire poi nei quartieri tramite veicoli sostenibili. Un sistema che, ad esempio, tende la mano alle difficoltà del carico e scarico merci in Città Alta.

Già oggi lo spreco dei prodotti è ridotto al minimo grazie al progetto Dispensa Sociale: ogni anno il mercato dona alla Cooperativa Namastè quasi ottanta tonnellate di merce. l sabato mattina i volontari hanno a disposizione un’area dedicata per recuperare i prodotti da destinare alle persone in difficoltà.

All’alba, la città si sveglia. Camion e furgoni ripartono, i punti vendita si svuotano. I negozi alzano le saracinesche: la frutta e la verdura è già lì, sugli scaffali. Il mercato di via Borgo Palazzo si spegne, ma è già ovunque.


Guarda l’ottava puntata integrale di “Dietro le quinte” nel video in apertura di articolo. Riprese e montaggio di Maurizio Bonfanti.