Buone pratiche
|Spreco di cibo, a Bergamo 760mila pasti salvati con l’app Too Good To Go: in provincia 450 negozi aderenti
Alimenti prossimi alla scadenza venduti a prezzi vantaggiosi da panettieri, forni e negozi di ortofrutta, ma anche gastronomie, macellerie, ristoranti e supermercati: tramite il più grande marketplace al mondo per le eccedenze alimentati, arrivato in Bergamasca nell’ottobre 2019, si è contribuito a recuperare oltre 750 tonnellate di cibo
Secondo uno degli ultimi rapporti stilati dalla FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, oltre un terzo del cibo prodotto al mondo non viene consumato: succede a ogni fermata intermedia lungo la catena di approvvigionamento alimentare, dall’azienda agricola a quelle di trasformazione o lavorazione, nei negozi e nei ristoranti, fino all’ambito domestico, purtroppo quello dove si concentra la maggior quantità di alimenti sprecati. Un impatto significativo che, oltre a non trovare un punto di equilibrio, porta con sé anche risvolti etici legati alle forti difficoltà di accesso al cibo che ancora oggi continuano ad affliggere certe zone del nostro pianeta.
Nel 2025, a dieci anni dall’approvazione dell’agenda Onu 2030 e a 9 dall’introduzione della Legge Gadda sullo spreco di cibo, l’Italia è risultata ancora sopra la media europea, in leggero miglioramento, ma comunque responsabile di uno spreco alimentare pari a 555,8 grammi a persona ogni settimana: attenzione e consapevolezza dei risvolti ambientali, secondo l’osservatorio specializzato “Waste Watcher “, sono in aumento, ma rimane molto distante l’obiettivo dei 369,7 grammi settimanali pro capite fissato per il 2030.
Frutta, verdura e pane rappresentano la top tre dei cibi più sprecati: a trainare il cambiamento sono i ragazzi della generazione Z, più inclini ad adottare comportamenti virtuosi rispetto alle fasce di popolazione più adulte, ma sono diverse le opportunità e le iniziative attivate per dare la possibilità a chiunque di fare la propria parte.
A Bergamo, dove il Comune da tempo ha aderito alla rete Sprecozero, un dato che infonde ottimismo è quello legato all’andamento della raccolta organizzata dalla Dispensa Sociale, progetto di Namasté cooperativa sociale e Ridò Organizzazione di Volontariato, che nel 2025 ha fatto segnare il sesto anno consecutivo di crescita riuscendo a salvare 204 tonnellate di cibo, utili a sostenere 73 organizzazioni del territorio e centinaia di persone che per 4.194 volte hanno fatto la spesa gratuitamente alla bottega Dispensa Re-Store di via Mozzi. In aumento i chili di prodotti salvanti dai supermercati (+25%) e dalle imprese alimentari (+14%), ma il fornitore principale rimane l’Ortomercato cittadino, dal quale sono state recuperate 78 tonnellate: il 48% degli alimenti è stato ridistribuito sul territorio della città, mentre lil 38% ha preso le strade della bassa e media Valle Seriana, da Torre Boldone a Gazzaniga. Anche a livello educativo il cambio culturale è stato netto: per la prima volta lo scorso anno i laboratori anti-spreco hanno coinvolto quasi mille studenti di ogni ordine e grado, dall’infanzia all’Università.
Un filone nel quale, dal 2019, si è inserita con successo anche Too Good To Go, azienda a impatto sociale che con la sua app per dispositivi mobili rappresenta il più grande marketplace al mondo per le eccedenze alimentati: presente in 21 Paesi e 4 Continenti, in Italia ha già contribuito a salvare più di 34 milioni di pasti grazie a una community composta da oltre 26mila negozi partner e più di 12 milioni di utenti.
Il suo funzionamento è semplice: ogni giorno gli esercenti aderenti, piccoli negozi, supermercati e ristoranti, mettono a disposizione cibo vicino alla scadenza all’interno di una “Surprise bag” che gli utenti possono acquistare a prezzi vantaggiosi (si può risparmiare fino a due terzi del valore effettivo) senza poter scegliere ne conoscere il contenuto.
Un sistema che complessivamente in tutta la provincia di Bergamo (dove la rete dei commercianti che hanno sposato il progetto ha raggiunto le 450 unità) ha permesso di salvare dallo spreco circa 760mila pasti, di cui oltre 180mila solo lo scorso anno, equivalenti a più di 750 tonnellate di cibo e oltre due milioni di chili di CO2 non emessi, evitato anche l’utilizzo non necessario di 616.600.000 di litri d’acqua.
Numeri che posizionano la provincia di Bergamo al settimo posto in Italia tra quelle più attive sull’app Too Good To Go, seconda in Lombardia solo a Milano. Tra le attività preferite dagli utenti troviamo panetterie, forni, pasticcerie, negozi di ortofrutta, gastronomie, macellerie e ristoranti, ma sono diverse anche le insegne della grande distribuzione che partecipano, come Iper, Esselunga, Bennet, Penny, Carrefour, Conad e Unes.
A livello numerico è la città che fa la parte del leone, con oltre 120 attività aderenti e 230mila pasti salvati in sei anni e mezzo (dall’ottobre 2019), di cui 40mila nel 2025.
“Bergamo e provincia rappresentano una delle realtà più attive nel contrasto allo spreco – sottolinea Mirco Cerisola, Country Director Italia di Too Good To Go -. Fin dal nostro arrivo abbiamo riscontrato una crescente consapevolezza sul tema, accompagnata da un’attenzione concreta sia da parte degli utenti sia dei negozi aderenti. Questo impegno diffuso si traduce in comportamenti sempre più responsabili e in una partecipazione attiva alle iniziative contro lo spreco. Sappiamo che, a livello nazionale, i dati sullo spreco alimentare restano ancora elevati, ma i segnali che emergono dal territorio sono incoraggianti e indicano un cambiamento culturale in atto”.


