Serial Minds
Margo’s Got Money Troubles, Elle Fanning sbarca su OnlyFans per Apple TV
Primi episodi di una commedia firmata David E. Kelley che prova a sondare il contemporaneo con scrittura brillante e grande cast
Stava cominciando a stupirmi il fatto che nessuna serie americana di alto profilo si fosse ancora gettata a pesce su OnlyFans, la controversa piattaforma di contenuti a pagamento (di solito piccanti), che ormai da tempo sta facendo parlare di sé nei toni più vari, a volte completamente opposti, nello spettro che va dalla più felice e redditizia emancipazione femminile, al becero sfruttamento di corpi e persone fragili.
Ebbene, in questi giorni, di serie importanti che parlano di OnlyFans ce ne sono ben due: una è Euphoria, per la quale OnlyFans non è un argomento centrale, ma è diventato terreno di coltura narrativa per un pezzo della terza stagione; è l’altra è Margo’s Got Money Troubles, serie di Apple TV creata da quel vecchio volpone di David E. Kelley (già creatore di Ally McBeal, Big Little Lies e un sacco di altra roba), che invece affronta di petto la questione, mettendola al centro di un racconto che però usa toni più leggeri e scanzonati rispetto a Euphoria. Almeno per ora…
I primi tre episodi di Margo’s Got Money Troubles, in realtà, si prendono tutto il tempo per preparare per benino una narrazione che sì, avrà al suo cuore lo sbarco della sua protagonista sulla famigerata piattaforma, ma in cui quella decisione viene presa praticamente alla fine del terzo episodio. Ed è una scelta giusta, perché le cose bisogna raccontarle dall’inizio.
E qui (vi dirò solo cose che si capiscono già dal trailer) troviamo Margo, una brillante studentessa di letteratura interpretata da Elle Fanning, che inizia una relazione clandestina con il proprio professore, rimanendo inavvertitamente incinta. Costretta a lasciare gli studi e a diventare una mamma single (perché il professore di letteratura si dilegua più velocemente di quanto potrebbe fare un professore di educazione fisica), Margo si fa aiutare dalla madre (Michelle Pfeiffer), ex cameriera ora in una relazione con un sacerdote (Greg Kinnear), e dal padre (Nick Offerman), ex lottatore di wrestling che si sta riprendendo da una dipendenza da antidolorifici.
La situazione familiare è precaria, un lavoro da neo-mamma è difficile trovarlo, una cosa tira l’altra, e Margo viene a sapere che online c’è tutto un mondo di piccole e grandi perversioni, che potrebbero essere un’inaspettata fonte di guadagno.
Per quanto mi riguarda, i primi tre episodi di Margo’s Got Money Troubles sono davvero buoni. Se non dico “ottimi”, è solo perché forse, visto il cast e il tema, mi aspettavo una mezza invenzione in più, una scivolata da fratelli Coen in un grottesco più sorprendente e simbolico, ma può essere che sia solo questione di aspettative.
Perché Margo’s Got Money Troubles, in effetti, è un orologio svizzero. La storia è dritta, chiara, per certi versi classica (Margo non è la prima ragazza madre del cinema e della tv), ma trattata in modo da tenere insieme con intelligenza una spiccata anima comica (che nasce dalle idiosincrasie dei personaggi, dal montaggio serrato, dal tono buffo di certe figure di contorno) con una precisa volontà di rappresentazione “seria” dei problemi di Margo.

In questo senso, il fatto che siamo di fronte a una serie da piattaforma e non da generalista si vede anche nel tono esplicito di certe immagini: non credo che Elle Fanning si sia mai vista più nuda di così, per così tanto tempo, ma il suo è un nudo pensato, che passa dalla freschezza della giovane donna eroticamente seducente, alla madre alle prese con pancioni ingombranti, schiene doloranti, seni gonfi di latte che il bambino non ha sempre voglia di poppare.
E poi questa è una buona serie familiare, in cui certe disfunzioni fra genitori e figli trovano uno sfogo commedioso che però non ne limita il potenziale psicologico. In questi primi tre episodi abbiamo di che ridere, sì, ma c’è spazio anche per riflessioni più serie e perfino per momenti di commozione.
Alla base di tutto c’è un’idea di vita che si stravolge, di errori e compromessi, ma anche di possibilità di crescita e di redenzione. Margo e i suoi genitori, già nel giro di tre episodi, sono costretti a un processo di crescita che in altre serie vediamo in due stagioni, e tutto senza nemmeno aver introdotto sul serio l’argomento teoricamente principale, cioè lo sbarco di Margo su OnlyFans.
Ma è proprio quella storia pregressa che rende quella scelta comprensibile. In tre episodi, della durata complessiva di un film, riusciamo a percepire bene lo stress a cui Margo è sottoposta, e che quindi prepara facilmente il terreno a decisioni dirompenti, ma vediamo anche una progressiva accettazione del fatto che la vita non va sempre come la pianifichi, e se questa è l’ineluttabile verità, allora scegliere di cavalcare il cambiamento, piuttosto che combatterlo, potrebbe essere la scelta giusta.
Ovviamente rimangono ancora degli importanti punti di domanda, diciamo almeno due. Il primo è positivo/ottimista: se questi tre episodi sono stati così ricchi di spunti e di divertimento, quando ancora non siamo arrivati (o quasi) al cuore della faccenda, non possiamo che fregarci le mani in previsione di quello che vedremo poi.
Il secondo invece è un punto di domanda più guardingo: se Margo’s Got Money Troubles affronta temi delicati già in questo esordio (per esempio parlando della scelta della protagonista di tenere o meno il bambino), ora ha di fronte una specie di montagna da scalare.
Come dicevamo all’inizio, OnlyFans è sì un calderone narrativo potenzialmente ricchissimo, ma è anche una bomba a mano difficile da gestire, proprio perché può essere visto da molti punti di vista, alcuni sorprendentemente luminosi, e altri parecchio più oscuri.
Una serie come questa, anche se è soprattutto una comedy, non potrà permettersi di non spingere a fondo le mani in questa pasta così complicata, e dobbiamo sperare che abbia la sensibilità giusta per non rimanere troppo in superficie (magari solo nel tentativo di non far arrabbiare nessuno).
Rimaniamo comunque fiduciosi, e nel frattempo permettetemi di chiudere con una nota più piccola. Elle Fanning è la protagonista di questa serie, ed è molto brava. Così come brava è Michelle Pfeiffer, che abbiamo apprezzato di recente in The Madison, e che qui interpreta con la stessa efficacia un personaggio radicalmente diverso.
Ma io l’amore vero devo spenderlo per Nick Offerman, che da queste parti adoriamo dai tempi del suo Ron Swanson di Parks & Recreation. Dopo averlo applaudito anche in Devs e nel suo meraviglioso episodio di The Last of Us, anche in Margo’s Got Money Troubles mostra un eclettismo senza pari. Ha una presenza scenica fortissima, un carisma che buca lo schermo anche rimanendo completamente zitto e fermo, e ha una capacità rara di modellare le scene in cui recita in comiche oppure drammatico/commoventi con minime variazioni del volto e della voce. Non me ne vogliano le sue ottime colleghe, ma se devo spendere la standing ovation, la spendo per lui.
Perché seguire Margo’s Got Money Troubles: nei primi tre episodi è già interessante, e la trama più importante non è nemmeno partita.
Perché mollare Margo’s Got Money Troubles: tratterà un argomento delicatissimo e ancora poco battuto dalle serie tv, dovranno essere mooooolto bravi.

Diego Castelli nasce a Milano nel 1982 e non ha memorie d’infanzia che non siano legate a film, serie tv, romanzi, videogiochi. Da oltre quindici anni costruisce palinsesti a Mediaset in qualità di Channel Manager. Nel 2010 fonda serialminds.com, sito di riferimento per gli appassionati di serie tv. Per Bergamonews cura una rubrica di recensioni sui nuovi prodotti dell’industria.


