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Per il 25 Aprile in città la vicepresidente della Camera Anna Ascani. Alla manifestazione i Pro Pal contro l’Associazione Italia-Israele, poi cercano di sovrastare i discorsi istituzionali

Bergamo. Sabato 25 aprile ricorre l’81° anniversario della Liberazione. In città migliaia di persone hanno partecipato al corteo partito da piazzale Marconi pochi minuti dopo le 10 con destinazione piazza Vittorio Veneto.

La manifestazione ha attraversato viale Papa Giovanni XXIII, via Camozzi, via Pignolo (dove è stata deposta una corona d’alloro in memoria di Ferruccio dell’Orto) e via Tasso. Secondo una prima stima, al corteo hanno partecipato circa 8 mila bergamaschi.

Come lo scorso anno, alla partenza del corteo erano presenti gli attivisti Pro Pal, che hanno a più riprese chiesto “l’uscita dei sionisti del corteo” per la presenza della Brigata ebraica tra i manifestanti. Grazie al cordone di sicurezza delle forze dell’ordine non si sono registrati scontri tra le parti.

corteo 25 aprile 2026 bergamo (andrei)La testa del corteo. Foto Andrei Eduard Huiala

Per evitare ulteriori tensioni, il gruppo dell’Associazione Italia-Israele ha lasciato come previsto il corteo all’altezza del teatro Donizetti. Come avevano annunciato nelle scorse ore, i giovani di Forza Italia hanno partecipato alla manifestazione; presente, tra gli azzurri, anche Carlo Saffioti.

Dopo l’omaggio delle autorità con fiori e corone d’alloro al Monumento al Partigiano, alla Torre dei Caduti e alla targa dedicata alle Donne Partigiane, alle 11,30 sono iniziati i discorsi istituzionali in piazza Vittorio Veneto.

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“Siamo qui per onorare la Repubblica – esordisce la sindaca Carnevali -. Democrazia e pace: due parole che uniscono i valori di questa piazza e che devono restare il faro delle nostre scelte, oggi come allora. Grazie alla Resistenza è possibile il dissenso in piazza che c’è anche oggi”.

I Pro Pal, a pochi metri dal palco, hanno contestato il discorso della prima cittadina cercando di sovrastarla: tra gli slogan più usati, “Fuori il Pd dal 25 Aprile”. Tutta la piazza ha però iniziato ad applaudire Carnevali quando, nel suo discorso, ha sottolineato che “il 25 aprile non è una ricorrenza rituale, ma una giornata perennemente viva. La Resistenza è stata un movimento plurale che ha tenuto insieme cattolici e liberali, comunisti, socialisti e azionisti, monarchici e repubblicani. Una risposta collettiva al buio della dittatura”.

elena carnevali 25 aprileLa sindaca Elena Carnevali durante il discorso. Foto Andrei Eduard Huiala

“La vittoria della Resistenza antifascista è il presupposto giuridico della Costituzione italiana, il suo fondamento storico e morale – afferma ancora la sindaca -. E se la pietà per i morti appartiene alla coscienza di ciascuno, la storia della Repubblica non nasce da entrambe le parti. Non nasce da chi rimase accanto al fascismo e all’occupazione nazista, ma dalla parte di chi scelse la libertà. Confondere queste due storie non è pacificazione: è revisionismo”.

Gli attivisti hanno poi contestato anche il presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli: a dividere palco e Pro Pal il cordone degli agenti della Polizia di Stato. “Celebrare il 25 Aprile ci ricorda che la libertà non è mai acquisita una volta per tutte – osserva la guida di via Tasso -. Va custodita, difesa e rinnovata ogni giorno. In Bergamasca la memoria della resistenza si intreccia con il senso profondo della comunità: la nostra provincia conosce bene il valore del sacrificio e della solidarietà”.

“Non si può dimenticare il sacrificio di migliaia cittadini per il dono prezioso della libertà – dichiara sul palco la vicepresidente della Camera, Anna Ascani -. Il 25 Aprile è la festa di tutti gli italiani, anche di quanti ancora faticano a riconoscere nell’antifascismo il fondamento morale della Repubblica. Anche di chi si permette di dire mostruosità e paragonare i partigiani caduti e i republichini di Salò”.

Il riferimento è alle parole del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha dichiarato nei giorni scorsi che il 25 Aprile bisgonerebbe mettere sullo stesso piano i partigiani e i sostenitori della Repubblica di Salò: “Quando ero ministro della Difesa, nessuno mi obbligava, ma andavo a rendere omaggio al monumento che c’è al cimitero di Milano ai partigiani e portavo una corona, poi andavo al Campo 10 dove sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica Sociale italiana. Ci andavo in forma privata perché secondo me era un momento doveroso di una pacificazione”.

Il discorso di Ascani, che ha ricordato il sacrificio dei bergamaschi Giorgio Paglia ed Elisabetta Ambiveri e il ruolo delle donne nella guerra partigiana, si è concluso sotto gli scroscianti applausi della piazza.

Le cerimonie

In Rocca le cerimonie sono iniziate di prima mattina, alle 9 con la deposizione delle corone d’alloro alle lapidi in memoria dei Caduti per la Libertà e nei Campi di Concentramento e al monumento ai Caduti della Divisione Legnano e dell’Esercito di Liberazione Italiano 1943-45. Un mazzo di fiori è stato posto alla targa in ricordo degli Internati Militari.

Le visite guidate

Nel pomeriggio, dalle 14,30 alle 17,30, visite guidate gratuite in Comune con il progetto “Porte Aperte” a Palazzo Frizzoni. Negli stessi orari, visite aperte al pubblico e in modo gratuito gratuite anche nella sede della Provincia in via Tasso (ultimo turno alle 17) e alla Torre dei Caduti, offerte dal Museo delle Storie (alle 15, alle 16,15 e alle 17,30 fino a esaurimento posti; prenotazione obbligatoria qui).