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Terremoto in giunta, Cattelani lascia l’incarico: “Dimissioni già annunciate”. Bolandrini: “È stato cacciato”

Il sindaco revoca le deleghe con decreto: contestati metodo, spese e gestione del progetto “Capitale italiana del libro”

Caravaggio. “Altro che dimesso. Cattelani è stato cacciato”. Non usa mezzi termini il sindaco di Caravaggio, Claudio Bolandrini, nel commentare la vicenda legata all’assessore Juri Cattelani, dopo le dimissioni e la revoca delle deleghe.

“Basta leggere le motivazioni” aggiunge il primo cittadino, “è già tutto scritto nell’atto pubblico”. Il riferimento è al decreto con cui il sindaco ha disposto il ritiro delle deleghe, ricostruendo le ragioni del provvedimento e contestando le modalità con cui sarebbe stata portata avanti la candidatura della città a “Capitale italiana del libro”.

Nel provvedimento si legge che l’assessore avrebbe agito “senza alcuna condivisione e concertazione con il sindaco, gli assessori e la giunta”, disponendo una scelta definita “politico-strategica” sull’affidamento del servizio di consulenza per la candidatura, con una spesa pari a 9.760 euro complessivi. Viene inoltre sottolineato che il percorso sarebbe stato avviato “ad insaputa del sindaco” e che l’amministrazione avrebbe appreso alcuni passaggi “solo a mezzo stampa”.

Alla luce di questi elementi è stato disposto il “ritiro con effetto immediato di tutte le deleghe precedentemente conferite”.

Alla decisione del sindaco replica lo stesso Cattelani: “Come si valuta un sindaco che alla comunicazione di un assessore che vuole dimettersi, ricevuta chiaramente prima della pubblicazione sul giornale e con data di dimissioni concordata al primo maggio, corre a scrivere un atto di sfiducia infarcito di inesattezze dimostrabili? Francamente – spiega – pensavo di trovarmi tra adulti. Il sindaco legga le mie motivazioni e mi dica se ho detto una sola parola contro di lui. L’eleganza non è per tutti”.

L’atto del sindaco arriva, però, in un momento in cui le dimissioni dell’assessore – a detta dello stesso – sarebbero già state programmate e comunicate. “Come anticipato a chi di dovere il primo maggio rassegnerò le mie dimissioni da Assessore di Caravaggio – scrive Cattelani in una nota – il 2026 è e sarà un anno per me impegnativo, e serietà mi impone di non continuare l’anno sapendo di non poter dare il massimo. C’è una certa malinconia, ma non troverei giusto non potermi dedicare a tempo pieno a un incarico al quale ho sempre dedicato tutta la mia giornata”.

L’assessore rivendica anche il lavoro svolto e i progetti seguiti in questi anni. “Ho atteso in questi primi mesi di concludere alcuni progetti importanti a cui tenevo, che ora possono camminare con le loro gambe e che lascio alla Città” spiega, citando la candidatura a “Capitale del Libro” e il bando dei Distretti del commercio.

Nel bilancio dell’attività svolta nel corso del mandato sottolinea anche la crescita delle iniziative sul territorio: “In questi anni siamo passati, a Caravaggio, da circa 120 iniziative all’anno a oltre 200”.

Sulla vicenda interviene infine il circolo del Partito Democratico: “Prendiamo atto delle dimissioni dell’ennesimo assessore – si legge nella nota – sempre più evidenti le difficoltà della maggioranza di destra”.