il lavoro di rete
“L’aquilone si alza con il vento contro”: in Val di Scalve un servizio che porta spesa, farmaci e relazioni a domicilio
Il progetto, promosso dalla cooperativa sociale L’Aquilone, punta ad essere esteso a tutta la Val di Scalve
La montagna è caratterizzata oggi da spopolamento, invecchiamento della popolazione, mobilità complessa e servizi – compresi bar e negozi – che negli anni si sono diradati. A Vilminore di Scalve e nelle sue numerose frazioni abitare significa spesso convivere con un isolamento quotidiano che pesa soprattutto sulle persone più anziane. È da questa consapevolezza concreta che nasce il progetto “L’aquilone si alza con il vento contro”, promosso dalla cooperativa sociale L’Aquilone e sostenuto da Fondazione della Comunità Bergamasca.
La cooperativa gestisce un negozio di alimentari in paese, e già garantiva un servizio di consegna di pasti pronti a domicilio: una presenza capillare, costruita nel tempo, che ha permesso di conoscere da vicino bisogni, abitudini e fragilità della comunità locale. “Abitare in Val di Scalve può voler dire essere lontani da ciò che serve ogni giorno – spiega il presidente Alberico Albrici – Non è solo una questione di distanza geografica: mancano i servizi, i collegamenti sono limitati e molte persone anziane non guidano più. In questi contesti, le cose arrivano solo se qualcuno le porta. Spesso abbiamo constatato che a farlo sono amici, parenti, vicini di casa, insomma una reteinformale che svolge un lavoro preziosissimo e al quale non vogliamo in alcun modo sostituirci. Semmai, la collaborazione con loro può portare ad un sostegno reciproco e ad una possibilità ancora maggiore di aiutare le persone più fragili”.

A partire da questa esperienza diretta è nata la scelta di rafforzare e ampliare un servizio già esistente, trasformandolo in un intervento più strutturato e integrato con la consegna a domicilio, a partire da questo inverno, non solo dei pasti pronti ma anche della spesa e dei farmaci. Oltre all’offerta di un sempre più necessario supporto digitale per la gestione delle ricette e nella prenotazione di visite ed esami. Un’attività che è sostenuta da una dimensione altrettanto importante: quella relazionale. “Gli operatori percorrono le strade della valle, raggiungendo case spesso isolate – spiega Albrici – Ogni consegna diventa così un’occasione per incontrare le persone e verificare se hanno bisogno di qualcosa”. Per questo il progetto assume anche una funzione di presidio sociale: gli operatori della cooperativa, in stretto raccordo con la Comunità Montana, i servizi sociali, i medici di base e le farmacie, possono intercettare situazioni di fragilità e orientare le persone verso ulteriori forme di supporto.
Un lavoro di rete, insomma, che rafforza la capacità del territorio di rispondere a bisogni sempre più ampi. Il servizio di consegna spesa e famarci è attualmente attivo nei comuni di Vilminore e Azzone, ma l’obiettivo è quello di estenderlo progressivamente a tutta la Val di Scalve, dunque anche ai comuni di Colere e Schilpario. “È particolarmente importante sostenere realtà del territorio che, grazie alla loro presenza quotidiana e alla conoscenza diretta delle comunità, riescono a intercettare bisogni reali e a offrire risposte concrete ai loro abitanti – sottolinea Osvaldo Ranica, presidente di Fondazione della Comunità Bergamasca – In contesti come la Val di Scalve, e più in generale nei territori montani, progetti di prossimità come questo contribuiscono in modo significativo al benessere delle persone e alla tenuta sociale delle comunità”.

