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Sfortuna, poca lucidità e un errore clamoroso sul gol annullato a Ederson: l’Atalanta si lascia scappare il vero obiettivo stagionale

In quella che doveva essere la partita più importante dell’anno ci si aspettava una grinta differente e maggiore incisività: ora la società si interroghi su cosa vuole fare

Si ferma in semifinale il sogno della Coppa Italia della Dea, la Lazio passa a Bergamo alla lotteria dei rigori. Obiettivamente non è stata per nulla una bella partita, molto ingessata, molto tattica. In una New Balance Arena piena, i tifosi nerazzurri accolgono i propri beniamini con una grande coreografia in entrambe le curve.

Nel primo quarto d’ora la palla è costantemente tra i piedi dei nostri, ma la velocità di manovra è molto limitata. La Lazio si limita a qualche incursione, ma senza mai dare fastidio alla nostra difesa. Il possesso palla nerazzurro prosegue ma è sostanzialmente sterile, neppure un tiro nella porta avversaria. Cdk, l’unico vero potenziale pericolo per i laziali viene cercato poco.

La ripresa è più equilibrata, con i giocatori biancazzurri che si fanno più pericolosi pur senza mai impensierire realmente Carnesecchi. A metà della ripresa la Dea trova il gol che però viene annullato dall’arbitro dopo essere stato richiamato dal Var: a mio avviso un errore clamoroso, perché Krstovic anticipa il portiere avversario prima che prenda il pallone. La Dea non si perde d’animo e continua a cercare il gol ma senza riuscirci. Girandola di cambi da una parte e dall’altra, entrano Raspadori, Bellanova e Pasalic.

Quando i supplementari sembrano essere cosa fatta, la Lazio passa in vantaggio con un’incursione su calcio d’angolo di Romagnoli.

È finita: no, neppure per sogno, passano due minuti e Super Mario la mette dentro per il pareggio. Lo stadio esplode, ora si va davvero ai supplementari, non prima però che Scamacca spedisca un colpo di testa sui legni della porta avversaria.

Finalmente la gara si vivacizza un po’. La Dea spinge e trova la rete con Raspadori ma l’arbitro annulla di nuovo per un fuorigioco di Zappacosta, abbiamo anche poca fortuna. Azioni da una parte e dall’altra, entrambe le squadre vogliono vincere ma la stanchezza è tanta. I supplementari finiscono, si va ai rigori.

Sotto la Morosini la Dea sbaglia 4 rigori su 5 e la Lazio approda in finale.

C’è rammarico per come è finita, proprio perché il vero dichiarato obiettivo della stagione non è stato centrato. Indipendentemente da come è andata, la prestazione della squadra non mi è piaciuta, nella gara dell’anno mi aspettavo ben altra garra e incisività, in campo un solo vero campione, ossia Cdk. Pazienza è andata così, ma ora la società deve farsi qualche domanda e capire cosa vuole da adesso in avanti, perché il risultato della stagione non è certo esaltante.