Duplice omicidio di Covo, l’autopsia rivela: 7 colpi per uccidere Gurmit Singh, 6 per Rajinder
Gli accertamenti medico-legali confermano la violenza dell’agguato davanti al tempio Sikh. Il presunto responsabile è ancora ricercato
Covo. Rivelati gli esiti dell’autopsia sul duplice omicidio avvenuto la sera di venerdì 17 aprile davanti al tempio Sikh Gurdwara Mata Sahib Kaur Ji di via Campo Rampino.
Singh Rajinder, 47 anni ed ex presidente del centro, è stato raggiunto da sei colpi d’arma da fuoco: due risultati mortali alla testa, gli altri hanno interessato collo, la zona tra spalla e collo e gli arti inferiori. Singh Gurmit, 48 anni, è stato invece colpito da sette proiettili, quattro dei quali alla testa e risultati fatali.
Gli esiti degli accertamenti medico-legali sono stati affidati al dottor Luca Tajana dell’Istituto di Medicina Legale di Pavia, che ha eseguito l’autopsia.
Sul fronte informatico, il pubblico ministero Fabio Magnolo ha invece conferito l’incarico al dottor Matteo Ghigo come consulente tecnico d’ufficio per l’analisi dei supporti informatici e dei telefoni sequestrati.
Gli accertamenti medico-legali restituiscono un quadro di estrema violenza nell’azione armata avvenuta davanti al luogo di culto, nel corso dei preparativi per le celebrazioni del Vaisakhi.
Entro i prossimi trenta giorni il professor Tajana depositerà una dettagliata relazione peritale, fondamentale ai fini della ricostruzione tecnico-scientifica della dinamica omicidiaria.
Le salme potrebbero tornare a disposizione delle famiglie entro la fine della prossima settimana, affinché si possano celebrare i funerali secondo i principi spirituali del rito Sikh, che, in caso di morte violenta, pone una particolare enfasi sulla preghiera, sull’accettazione della volontà divina e sul sostegno della comunità.
Il rito prevede, nel dettaglio, la preparazione e la purificazione del corpo, seguite dalla cremazione, secondo i principi sacri della tradizione religiosa Sikh. Intanto, il presunto autore dell’agguato risulta tutt’ora in fuga.




