Logo

Temi del giorno:

Anas blocca la Paladina-Sedrina per “Rischi ambientali”. La Val Brembana: “Umiliati, ora protestiamo”
Il tracciato della Paladina-Sedrina a Botta

Anas contesta la discarica in un’ex cava nel Parco dei Colli e chiede di cambiare il tracciato della Paladina-Sedrina. La Provincia di Bergamo pronta a dare battaglia, la Regione – assicura Lobati – farà la sua parte, mentre San Pellegrino promette proteste

Un duello che promette sorprese. E battaglie. L’Anas, con una nota alla Provincia di Bergamo e alla Comunità montana della Val Brembana, in seguito ad alcune valutazioni tecniche, ha bloccato il progetto della Paladina-Sedrina, terzo tratto della Tangenziale Sud, per via di alcune criticità di natura ambientale. Tra queste l’ex discarica Monte Bianco di Sorisole, dove dovrebbe passare in trincea la Paladina-Sedrina. Secondo Anas mancherebbero le indagini ambientali aggiornate che non permetterebbero di escludere il rinvenimento di sostanze tossiche o materiali pericolosi durante gli scavi. Inoltre, la presenza di una falda acquifera superficiale nel corpo della discarica e una modellazione geotecnica giudicata non coerente mettono a rischio la stabilità stessa dell’opera e la sicurezza ambientale del cantiere.

Gianfranco Gafforelli, presidente della Provincia di Bergamo, è chiaro: “Stiamo predisponendo la risposta a questa nota e sono pronto ad incontrare i vertici di Anas a Roma per spiegare le nostre ragioni”. Il dirigente del settore Viabilità, Massimiliano Rizzi puntualizza: “Avevamo già chiarito ad Anas gli aspetti della discarica sostenendo che i dati storici in nostro possesso consentono di caratterizzare i rifiuti contenuti e gli spessori della discarica stessa. Evidenziamo che l’intero progetto è stato verificato da una società certificata e ad Anas sono state inviate le considerazioni tecniche/controdeduzioni elaborate dai progettisti di Proitet alle loro osservazioni. Non si può arrivare a questo punto sostenendo che va rivisto il tracciato quando il progetto ricalca il progetto sviluppato da Anas alla fine degli anni Novanta. In questi anni il tracciato è stato inserito in tutti i Pgt dei comuni interessati e nel ptcp provinciale e abbiamo condiviso con tutti i soggetti del territorio le istanze per arrivare a definire il progetto così com’è”. Anas contesta i possibili costi di una eventuale bonifica dell’ex cava. “Su un’opera di oltre 400 milioni i costi per quella bonifica, se mai eccedessero i costi già stimati, sono una piccola parte e compresi già negli importi degli imprevisti all’interno del quadro economico, inoltre vi è un ulteriore fase progettuale da sviluppare, ovvero la progettazione esecutiva che dovrà affinare il progetto definitivo fin qui sviluppato e all’interno di questa fase Anas potrà fare tutti gli approfondimenti che riterrà opportuni”.

Paladina sedrina

Se da via Tasso si stanno affilando le parole per replicare all’Anas, dalla Val Brembana arriva la rabbia di San Pellegrino. “La nota di Anas resa nota oggi certifica ciò che denunciamo da tempo: per oltre vent’anni ai cittadini della Valle Brembana è stato venduto soltanto fumo. Oggi è tutto chiaro: il completamento della tangenziale sud di Bergamo affonda e naufraga nei rifiuti della discarica di Sorisole. Anas e Provincia di Bergamo devono rispondere di questo fallimento clamoroso e di uno spreco inaccettabile di denaro pubblico: oltre 6 milioni di euro, di cui 1,8 milioni messi a disposizione dai Comuni della Valle. Non ci sono più scuse. Adesso basta. La Valle Brembana non resterà a guardare mentre il proprio futuro viene sacrificato sull’altare di una incapacità gestionale evidente. Se le Istituzioni non sono in grado di garantire un diritto fondamentale come la mobilita, dovranno essere i cittadini a farsi sentire. Una protesta dura, determinata, visibile. Senza più pazienza e senza più sconti per nessuno. La Valle Brembana non resterà in silenzio”.

lobati

Il consigliere regionale e Presidente della V Commissione Territorio, infrastrutture e mobilità Jonathan Lobati (Forza Italia): “Non senza stupore, ho appreso del contenuto della nota di Anas in merito al completamento della Paladina Sedrina, che di fatto sembra annunciare uno stop, motivato da risibili questioni ambientali, al progetto definitivo, redatto dalla Provincia di Bergamo e finanziato in accordo con Anas anche dalla Comunità Montana, con i soldi stanziati dal Bim dedicati ai comuni della valle. La notizia, se non smentita, sarebbe clamorosa e sconfesserebbe 40 anni di scelte, fatte in primis da Anas e poi confermate in tutti gli strumenti di programmazione, dai Pgt, al Ptcp di Bergamo e inserita già nel 2007 nella programmazione regionale in attesa di riconferma a maggio nel Prmt di Regione Lombardia, che rischia di ammazzare una parte significativa della nostra provincia che coinvolge ben due valli ( Brembana e Imagna) , diversi altri comuni e 100mila bergamaschi. Posizione, resa ancor più grave dal fatto che la presenza di una discarica all’interno del Parco dei Colli, è nota da tempo, in quanto la stessa è stata regolarmente autorizzata, i rifiuti contenuti sono conosciuti e la sua bonifica è stata presa in considerazione nel progetto, quindi non si capisce a 40 anni di distanza e dopo qualche milione di euro spesi, perché si cambia idea. Ma scherziamo? Per questo motivo domani mattina depositerò un’interrogazione all’assessore regionale competente, per avere chiarimenti e per pretendere che gli strumenti di programmazione regionale come il PTR e PRMT, approvati dal Consiglio Regionale vengano rispettati e che Anas dia corso senza indugio, alla fase autorizzativa del progetto senza ulteriori ritardi. Se così non sarà, pretenderò che si faccia chiarezza sui milioni di euro pubblici spesi per finanziare il progetto definitivo e che i quasi 2 milioni di euro stanziati dai Comuni della Valle Brembana, vengano restituiti e sarò al fianco di tutti coloro, vivendo questo dramma ogni giorno, decideranno di scendere in piazza a manifestare”.

“A me sembra tutta una farsa – commenta Nicola Cremaschi, già presidente di Legambiente Bergamo -. Non so da quale parte rigirarla per leggere questa vicenda. Provando a partire dalla coda: il Comune di San Pellegrino si indigna perché per oltre vent’anni ai cittadini della Valle Brembana è stato venduto soltanto fumo. E hanno ragione ad indignarsi. Però si dimenticano di dire che in questi anni hanno sostenuto questo progetto senza approfondire se ci fossero delle alternative. Colpa di Provincia e di ANAS responsabili di “uno spreco inaccettabile di denaro pubblico: oltre 6 milioni di euro, di cui 1,8 milioni messi a disposizione dai Comuni della Valle”. Quindi i comuni della Valle (tra cui quello di San Pellegrino) hanno tirato fuori 1,8 milioni sulla base di quali aspettative? E questa è solo la parte finale della vicenda.
Tornando indietro nella costruzione della vicenda i dubbi aumentano. Quando gli ambientalisti hanno provato a dire che c’era motivo di avere qualche perplessità i sindaci (e la Provincia) hanno risposto che loro sapevano tutto e che non c’erano altre soluzioni. Bisognava necessariamente spendere 500 milioni per realizzare una strada di 6 km in galleria ad una corsia sola. A me sorge il dubbio che la responsabilità di questo pasticcio sia abbastanza diffusa coinvolgendo un po’ tutti dalla base della piramide che deve prendere decisioni per governare il territorio fin su in cima. E che sarebbe bella una sana ammissione di superficialità da parte di tutti e tutte quelli che hanno spinto questo progetto”.