Logo

Temi del giorno:

“Tra cielo e terra. L’organo secondo Serassi”, a Urgnano gran finale con Davide Pozzi

L’organista milanese conclude la terza edizione della rassegna giovedì 23 aprile alle 20.45 alla chiesa parrocchiale dei Ss. Nazario e Celso. In programma, una selezione di brani del Barocco tedesco, da Buxtehude alla famiglia Bach

Terzo e conclusivo appuntamento della terza edizione di “Tra cielo e terra. L’organo secondo Serassi”, la rassegna di concerti promossa dalla Parrocchia di Urgnano e affidata alla direzione artistica di Alessandro Bottelli, nata due anni fa per valorizzare il grandioso strumento a due tastiere costruito da Giuseppe II Serassi nel 1798. Il compito di intrattenere il pubblico con la persuasiva arte dell’interpretazione è stato affidato stavolta a Davide Pozzi, milanese, che giovedì 23 aprile (con inizio alle 20.45) nella Chiesa parrocchiale dei Ss. Nazario e Celso si cimenterà in un programma vario e accattivante, dal titolo “Escursione nel Barocco tedesco”, in cui si alterneranno brani di area germanica costruiti secondo le dotte regole del contrappunto e dell’imitazione canonica con altri dalla forma più libera ed estroversa.

Scrive Pozzi nelle Note introduttive al programma: “Lo strumento di Urgnano presenta una tavolozza di colori assai raffinata e cameristica, tipica degli organi settecenteschi, per cui sono stati scelti componimenti che offrono possibilità di grandi varietà timbriche al loro interno. Il concerto si apre con il Preludio in sol minore BuxWV163 di Dietrich Buxtehude (1637-1707), un classico esempio dello stile ‘fantastico’, ovvero improvvisativo, dell’epoca. Oltre alle sezioni libere, nel brano sono contenute ben tre fughe. Tutte saranno realizzate con registri differenti al fine di valorizzarne il carattere. A seguire, la breve Fuga in Do maggiore BuxWV 174 dello stesso autore, con un soggetto lungo ma sereno e in andamento danzante. Nella Toccata Septima Georg Muffat (1653-1704) esprime tutta la sua abilità perfezionata grazie agli studi in Italia, a Roma da Bernardo Pasquini e Arcangelo Corelli. Ascolteremo una costruzione complessa suddivisa in varie sezioni. Le ultime, in particolare, sono delle vere cattedrali contrappuntistiche con temi che si intrecciano e si sovrappongono. La Ciacona di Johann Bernhard Bach (1676-1749) è un brano costruito su una successione armonica molto semplice, in Sol maggiore. Qui la fantasia dell’autore si esprime con varie soluzioni che impongono cambi di colore repentini e giochi di eco. L’Ouverture e Passacaglia di Georg Friedrich Händel (1685-1759) sono tratte da una delle Suites per clavicembalo, la settima e ultima (in sol minore, HWV 432) della raccolta pubblicata a Londra nel 1720. Da grande operista qual era, il Sassone fa precedere la Suite da una grande Ouverture in stile francese. I ritmi doppi puntati, una abbondante quantità e varietà di abbellimenti e tirate virtuose caratterizzano la parte lenta. Quella centrale, come di consueto, è un fugato con tema anche qui tutto puntato e molto energico. Lo strumento a tastiera è utilizzato come compendio di una intera orchestra. La Passacaglia, una danza su basso ostinato, è stata resa celebre dalle trascrizioni per arpa utilizzate anche per il famoso ‘Intervallo’ televisivo negli anni Settanta/Ottanta del Novecento. Di Carl Philipp Emanuel Bach (1714-1788) ascolteremo invece una delle sue Sei Sonate originali per organo (la n. 3, in Fa maggiore, Wq 70). Queste brillanti composizioni si adattano perfettamente allo strumento perché richiedono due tastiere ma non la pedaliera estesa. Il primo tempo può sembrare un concerto grosso con scambi dinamici continui. Al dolce movimento lento, quasi un trio per fiati, segue un ritmo di danza. Il sapiente uso degli abbellimenti rende il brano un capolavoro del periodo pre-classico e in particolare dello ‘stile sensibile’. Di Johann Sebastian Bach (1685-1750) potremo gustare il Preludio e Fuga in la minore BWV 865 tratto dal primo libro del Clavicembalo ben temperato. Pur essendo ovviamente il cembalo lo strumento destinatario della raccolta, alcuni preludi e fughe sembrano pensati per l’organo. Tutto il volume ha una estensione limitata alle tastiere organistiche e la grande fuga a quattro voci termina con un pedale armonico ineseguibile se non con la pedaliera. Il programma si conclude con una trascrizione (BWV 973) di un Concerto in Sol maggiore di Antonio Vivaldi. In queste rielaborazioni Bach non manca di aggiungere sapientemente dei contrappunti che colmano le pause scritte dal Prete Rosso per la massa orchestrale”.

Davide Pozzi si è diplomato in clavicembalo e organo (lode e menzione) presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Dedicatosi principalmente allo studio della prassi del repertorio antico, ha proseguito e completo la sua formazione diplomandosi presso la Scuola Civica di Milano con Lorenzo Ghielmi e alla Schola Cantorum di Basilea con Jean C. Zehnder e Andrea Marcon. Ha suonato in tutta Europa, Stati Uniti, Russia, Israele, Messico, Giappone con alcuni tra i gruppi e i musicisti più importanti a livello internazionale. Come solista si è esibito in sale prestigiose: Philarmonie Berlino, Philarmonie Essen, Kurhaus Wiesbaden, Kurhaus Baden Baden, NikolaiSaal e Schloss-theater Potsdam, Teatro Regio di Parma, Lac e Auditorium RSI Lugano, Auditorium di Milano, Palazzo della cultura di Messina. Di particolare rilievo il recital al grande organo della Filarmonica Tchaikovsky di Mosca. Oltre a decine di registrazioni in ensemble ha inciso CD solistici sia al cembalo che all’organo. Il suo CD solistico, edito dalla casa tedesca Pan Classics e dedicato alle Variazioni Goldberg di J. S. Bach, è stato magnificamente recensito dalla rivista specializzata ‘Early Music Review’. Il suo ultimo lavoro discografico è l’integrale del primo libro del Clavicembalo ben temperato di J. S. Bach. L’hanno definito “Uno dei clavicembalisti ed organisti italiani più apprezzati della sua generazione” (Corriere della sera); “Interprete maturo e particolarmente esperto del repertorio tedesco settecentesco affronta la partitura con autorevolezza dando un’impressione di confidenza con la scrittura che raramente avevamo ascoltato in precedenza” (Classic Voice). È docente di Clavicembalo e Tastiere Storiche presso il Conservatorio «N. Piccinni» di Bari e di Basso continuo presso l’Istituto di Musica Antica della Civica Scuola di Musica «C. Abbado di Milano.

La rassegna, promossa dalla Parrocchia, si avvale del patrocinio e del contributo anche del Comune di Urgnano e ha la media partner di Avvenire, Prima Bergamo, BergamoNews, araberara e Seilatv.

Ingresso libero e gratuito. Per informazioni: 388 58 63 106.