Il trofeo, l’Europa, la fiducia: perché Atalanta-Lazio è davvero la partita più importante dell’anno (finora)
La semifinale di ritorno vale più del quarto viaggio stagionale all’Olimpico di Roma (anche se circolano voci su un possibile spostamento). E il calore dei tifosi di domenica lo fa capire
“Noi vogliamo la Coppa Italia”: i tifosi dell’Atalanta hanno espresso la propria opinione in maniera chiara. D’altronde, dopo le tre finali perse tra il 2019 e il 2024 quella chimera è rimasta lì, cancellata da Dublino solo temporalmente, fino a quando non si ripresenta l’occasione di tornarci, in una finale. Come accadrà mercoledì sera alla New Balance Arena, quando arriverà la Lazio. Si ripartirà dal 2-2 dell’andata, non saranno validi i gol in trasferta. Fondamentalmente, quindi, è come se la prima partita non ci sia mai stata. Gara secca, dentro-o-fuori senza fare calcoli.
Raffaele Palladino dopo la partita di sabato sera contro la Roma che ha sancito l’addio alla corsa Champions e complicato i piani per l’Europa (League) ha definito Atalanta-Lazio “la partita più importante dell’anno”. Finora, andrebbe aggiunto, visto che potrebbe aggiungersene un’altra il 13 maggio sempre a Roma — anche se circolano voci su un possibile spostamento, soprattutto se all’ultimo atto dovessero arrivarci Atalanta e Como. Si vedrà. Intanto, una cosa è certa: quanto evidenziato dal tecnico nerazzurro ha un evidente fondo di verità, per più di un motivo. A partire da quanto la piazza ha dimostrato di tenerci, affollando la curva Nord in una domenica tra nubi e sole e facendo sentire il suo appoggio per un allenamento aperto allo stadio, evento più unico che raro in corso di stagione (era capitato in agosto).
D’altronde quando si vince poi non si vorrebbe mai smettere. Le decine di migliaia di persone in strada dopo la vittoria dell’Europa League forse non si potrebbero rivedere se non in caso di Champions League o di Scudetto – chissà, magari un giorno… – ma c’è voglia di riportare un trofeo conquistato nel 1963 e che manca da 63 anni, con in mezzo cinque finali perse. Per mettere un altro sigillo al ciclo iniziato nel 2010 con il ritorno della famiglia Percassi. E chissà, un giorno (bis) poterlo fieramente esporre in un museo insieme a tutto il resto. Senza dimenticare che vincere la Coppa Italia dà accesso ad un altro trofeo, ovvero la final four di Supercoppa Italiana. Anche se per qualificarsi, in quel caso, per la verità, basterebbe solo arrivarci in finale.

Prima però la finale va conquistata. E non solo. Battere la Lazio infatti significherebbe fare un passo quasi decisivo verso la conquista di un posto nelle coppe europee per la prossima stagione. Perché al momento il 7° posto in classifica non vale nulla. Sulla carta, ad oggi, in Europa League ci vanno la 5ª classificata e la vincente della Coppa Italia, mentre la 6ª va in Conference League. Se poi la vincente della Coppa Italia dovesse esser già tra le prime 6, allora scalerebbe la 7ª in Conference League. E al momento tra le quattro semifinaliste l’unica ad essere fuori dalle prime 6, tradotto l’unica dietro l’Atalanta, è proprio la Lazio, che di punti ne ha 47 contro i 54 della Dea. A 48 c’è anche il Bologna, che è atteso a Bergamo alla penultima giornata.
In buona sostanza, arrivare in finale di Coppa Italia avvicinerebbe e non poco almeno alla Conference League la Dea, che di Europa ha voglia e che con la Champions ormai lontana potrebbe correre per arrivare ad una vittoria finale. Per non parlare di quanto il boost di fiducia sarebbe importante per affrontare il rush finale con partite veramente complicate: trasferta sul campo di un Cagliari in piena lotta salvezza, poi Genoa in casa (la più semplice sulla carta), Milan in trasferta, appunto Bologna in casa e gran finale sul campo della Fiorentina, in una gara sempre particolarmente sentita. Dopo la sconfitta con la Juve e il pari di Roma, l’Atalanta deve chiudere il trittico con una vittoria.
Il momento è quello giusto e la squadra ci arriva con uno stato mentale positivo, perché le prestazioni non sono mancate e soprattutto anche i piccoli allarmi che hanno riguardato le situazioni di Scalvini e Kolasinac sembrano essere rientrati, visto che lunedì entrambi si sono allenati in gruppo. E oggi alle 19 Palladino tornerà a parlare in conferenza stampa prepartita.



