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Per far ripartire il cantiere Gamec Palazzo Frizzoni vende 345 mila euro delle redditizie azioni di A2A

Fanno parte del pacchetto da oltre 5 milioni autorizzato all’alienazione: altri 385 mila euro di titoli per coprire l’Iva del contratto di permuta dei terreni di Porta Sud dove sorgerà la nuova stazione del Tpl. Gandi: “Decisione necessaria, saranno le uniche che venderemo nel 2026”

Bergamo. La necessità di sbloccare cantieri considerati prioritari per la città costringe Palazzo Frizzoni a rimettere mano ai conti, ma il prezzo rischia di pesare sul futuro. Con una variazione urgente al Bilancio di previsione 2026-2028 approvata il 15 aprile, la Giunta Carnevali interviene su entrate e spese per garantire la ripartenza di opere chiave. Tra le leve utilizzate torna la vendita di azioni A2A: una scelta che consente liquidità immediata, ma che apre interrogativi sulla sostenibilità dei bilanci negli anni a venire.

Il capitolo più consistente riguarda il cantiere della nuova Gamec all’ex palazzetto dello sport. Dopo la risoluzione del contratto con l’impresa Manelli per inadempienza, il Comune ha affidato i lavori al consorzio modenese Cme, secondo classificato nella gara pubblica di appalto. Individuata come impresa esecutrice, la Edilco di Martinengo è entrata ieri (lunedì 20 aprile) nel cantiere di via Pitentino, mentre Palafrizzoni ha chiesto alla Manelli oltre 5 milioni di euro di danni.

Per completare l’opera sono stati stanziati circa 2,6 milioni di euro in più. Il Comune ha recuperato 2,1 milioni dall’incasso della polizza fideiussoria legata al contratto con la Manelli, ovvero la garanzia assicurativa che l’impresa pugliese aveva depositato a favore della stazione appaltante in caso di inadempienze.

A queste risorse, insieme agli interessi maturati (circa 150 mila euro), si aggiungono 345 mila euro provenienti dalla vendita di azioni A2A. La delibera indica l’importo complessivo, ma non il numero di titoli che verranno effettivamente ceduti, dato che dipenderà dalle condizioni di mercato. Si tratta comunque di una quota del pacchetto da circa 5,5 milioni di euro la cui alienazione è stata autorizzata dal Consiglio lo scorso dicembre per il 2026.

Erodere il tesoretto azionario per esigenze di bilancio rischia sempre di lasciare strascichi nel tempo. Dopo aver già monetizzato oltre 7 milioni di euro dal 2019, all’inizio del 2026 Palafrizzoni deteneva 22.553.139 azioni A2A (lo 0,72% del capitale). Dopo lo stacco dei dividendi 2025, il Comune di Brescia ha incassato 81 milioni di euro: Bergamo, invece, si è dovuto accontentare di ‘soli’ 2,3 milioni.

Il pacchetto azionario viene ridotto anche per finanziare un’altra variazione, legata al progetto della nuova stazione del trasporto pubblico locale a Porta Sud. Lo scorso anno il Comune aveva stipulato con Fs Sistemi Urbani Spa, società del gruppo Ferrovie dello Stato, un contratto di permuta. “In vista dell’avvio dei lavori – si legge nella delibera – è emersa la necessità per l’ente di disporre della piena proprietà dell’aree prima dell’apertura dei cantieri”.

Modificando una clausola del precedente accordo, che fissava la stipula del contratto definitivo entro il 14 settembre 2028, la scadenza è stata anticipata al 2026. Nel bilancio è stata così riportata sull’annualità in corso una movimentazione di oltre 2,1 milioni di euro, tra entrate e spese. Tra le entrate figurano anche 388 mila euro derivanti dalla vendita di ulteriori azioni A2A, destinati a coprire l’Iva generata dal contratto di permuta.

“È la prima volta che concretizziamo una vendita di azioni negli ultimi 16 mesi – osserva Sergio Gandi, vicesindaco e assessore al Bilancio -. Non avendo entrate in conto capitale e non potendo ancora utilizzare l’avanzo in attesa del bilancio consuntivo, era l’unico modo per finanziare le spese. A mio avviso, si tratta di una quota modesta e di una decisione necessaria per far ripartire il cantiere della futura sede del museo: una scelta giusta e razionale”.

Di diverso avviso l’avvocato Andrea Pezzotta, esponente della minoranza: “La vendita delle azioni non è mai una bella cosa. Si tratta di titoli remunerativi sotto il profilo dei dividendi: cederli per far quadrare i conti desta qualche preoccupazione sulla tenuta del bilancio”.

L’autorizzazione alla vendita di azioni per un valore complessivo di 5 milioni di euro, spiega Gandi, risponde a esigenze tecniche, per evitare di dover approvare nuove delibere in caso di necessità. “Comunque – conclude – queste sono probabilmente le uniche che venderemo nel 2026”.

Tra gli aggiustamenti della variazione di bilancio figura infine un incremento di 225 mila euro destinato alle modifiche progettuali del collegamento ferroviario tra la stazione e l’aeroporto di Orio al Serio in corrispondenza della Fiera di Bergamo.

Come previsto dalla normativa, entro 60 giorni il provvedimento dovrà essere ratificato dal Consiglio comunale, ma consente intanto all’amministrazione di intervenire con immediatezza sui dossier prioritari. La manovra rimette in moto i cantieri e mantiene nel breve periodo l’equilibrio dei conti. Ma il nodo resta: la cessione di asset finanziari redditizi garantisce risorse oggi, al prezzo però di ridurre la capacità del Comune di generare entrate future attraverso i dividendi.