Atalanta-Lazio, Palladino: “La partita più importante, finora. Bergamo vuole questa finale”
Il tecnico verso la semifinale di ritorno di Coppa Italia fa il punto: Hien unico indisponibile. “Speriamo di chiuderla prima dei supplementari, i rigori li abbiam provati ma non vogliamo arrivarci. I veterani? In passato han subito torti, vogliono giocarsela. Il risultato non influenza il percorso”
Bergamo. La partita più importante dell’anno. Raffaele Palladino ha parlato chiaro dopo la partita contro la Roma, riferendosi al ritorno della semifinale di Coppa Italia contro la Lazio. Concetto che reitera anche nella conferenza stampa pre-partita, in cui fa il punto sullo stato fisico della squadra, sulle ultime prestazioni comunque positive oltre i risultati e sull’attenzione da tenere alta contro un avversario che ha ritrovato smalto nell’ultimo periodo.
Atalanta-Lazio, le parole di Raffaele Palladino in conferenza stampa
L’importanza del match – “Questa è la partita. Molto importante, a un mese da fine campionato. A volte diamo il percorso per scontato, ma dobbiamo essere orgogliosi di quanto abbiamo fatto, ci giochiamo una semifinale importante. Sappiamo che il risultato sposta i giudizi, ma non ci cambia nulla. Siamo carichi e determinati. Probabilmente è la partita più importante della mia carriera”.
Fattore campo – “Può essere determinante, giochiamo in casa davanti alla nostra gente, lo abbiamo visto domenica allo stadio che tutta Bergamo vuole questa finale. Siamo motivati, i miei ragazzi hanno già vissuto queste situazioni. Serve la giusta mentalità”.
La Lazio – “Ha valori, vien dalla miglior partita dell’anno, ha recuperato tanti giocatori importanti, noi anche. Abbiamo un sistema di gioco simile al Napoli, ma quelli sono numeri. Le precedenti sfide? Curiamo i dettagli e i particolari, abbiamo cercato di modificare delle cose, si curano i dettagli. Ma i ragazzi hanno sufficiente intelligenza per capire le situazioni”.
Ritorno 50 giorni dopo – “Quasi come se fossero due competizioni diverse, ma non dev’essere una scusa”.
Lo stato fisico della squadra – “Non conta la stanchezza, ma la mentalità, la voglia di determinare. Abbiamo avuto la possibilità di lavorare in queste tre settimane, da quando c’è stata la pausa. Abbiamo messo in condizione i giocatori che avevano visto meno il campo. La squadra sta bene e si è visto contro la Roma, dove siamo andati in crescendo”.
Hien e gli infortunati – “A Roma abbiamo avuto alcuni acciacchi, De Ketelaere sta benissimo, gli altri li devo valutare domani, si sono allenati tutti, ma dovrò capire nella seduta di mercoledì. Isak è l’unico assente”.
Oltre il 90’ – “Pensiamo come se fosse una gara secca, partiamo dal 2-2, poi ci possono essere supplementari e rigori. Mettiamo in campo la stessa mentalità”.
L’ambiente – “Qui ho trovato una famiglia, una società sana e seria che ti fa lavorare al meglio, per questo ringrazio i Percassi. La società e D’Amico seguono gli allenamenti, sento al massimo il loro sostegno. Spero di ripagare la loro fiducia regalando loro un’altra finale. Sapevo di dover dare il massimo e io ho cercato di farlo dal primo giorno, sento l’apprezzamento dei tifosi che mi danno tanto, ma so che anche io devo dare a loro.
La rincorsa europea – “Ho sensazioni positive, proveremo ad arrivare in Europa anche attraverso il campionato. Poi vedremo, l’importante sarà non avere rimpianti”.
I rigori – “Abbiamo provato una sequenza, perché dev’essere un gesto ripetitivo quindi è importante farli, soprattutto per chi non li tira mai. Sperando di non arrivarci nemmeno”.
Il gruppo storico – “Ho percepito che i nostri veterani vogliono tornare in finale, hanno quella fame che serve, negli anni scorsi si sono visti ricevere qualche torto e ora la devono sentire dentro, andremo in campo con motivazione. Questi ragazzi quando perdono stanno male, cercano sempre una reazione, dopo le sconfitte si sono rialzati. È il loro dna”.
Scamacca e Krstovic – “Hanno assommato più di 20 gol in due, si “tirano” a vicenda. Insieme? Non lo escludo, ma deciderò domattina”.


