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La Culla per la vita accoglie Pietro: “Per le mamme in difficoltà totale sicurezza e anonimato”

Dispositivo di accoglienza attivo 24 ore su 24 permette l’intervento immediato dei soccorsi e la presa in carico del neonato garantendo riservatezza e protezione totale. In Italia le strutture sono circa 50, diffuse come rete di emergenza per intercettare situazioni di estrema fragilità

Bergamo. Questa non è la storia di un abbandono, ma di un atto d’amore portato all’estremo sacrificio.

Domenica 19 aprile, intorno alle 9.30, il sistema della Culla per la vita accanto alla sede della Croce Rossa di Bergamo, nel quartiere Loreto, ha segnalato un’apertura. Succede spesso, quasi sempre falsi allarmi per via dei curiosi che sbirciano all’interno. Questa volta no. Dalla sala radio, collegata 24 ore su 24, l’operatore ha verificato le immagini e capito subito: sul lettino c’era un neonato, avvolto in una coperta. E accanto a lui una breve, straziante lettera: “Ti auguro una vita piena di gioia e serenità, che in questo momento non ti possiamo dare. Ma sei stato tanto amato. Ti amo tanto”.

La procedura si è attivata immediatamente: la chiamata al 112, il coordinamento con Areu, l’invio dell’équipe sanitaria. Quando i soccorritori sono arrivati, il bambino era cosciente, respirava. Insomma, le condizioni erano buone.

La Culla per la vita è uno strumento pensato per situazioni come queste. Una struttura accessibile con un lettino protetto e climatizzato, senza telecamere esterne e con un sistema di monitoraggio continuo collegato alla centrale operativa. “Qui chi lascia il proprio bambino ha una situazione sicura e anonima”, spiega Gianluca Sforza, presidente della Croce Rossa di Bergamo.

Il funzionamento è semplice: si preme un pulsante, si apre la finestrella, si adagia il neonato e si attende la chiusura. Da lì parte tutto. “All’interno della culla c’è un sistema che permette alla sala radio di far scattare più allarmi. Il centralinista riesce a verificare come sta il bambino tramite una telecamera interna, sa in ogni momento la temperatura e la climatizzazione della stanza, monitorate 24 ore su 24. Se i valori cambiano, scattano automaticamente gli allarmi”. Si tratta di una tecnologia pensata per ridurre al minimo il rischio e intervenire nel minor tempo possibile.

Accanto alla struttura, un messaggio diretto, tradotto in più lingue: “Non abbandonare tuo figlio. Lascialo in questa culla senza che nessuno sappia di te”. Italiano, inglese, spagnolo, portoghese, russo, arabo e cinese. “Questo per fare sì che una donna di qualsiasi nazionalità possa capire che esiste una situazione protetta”, aggiunge Sforza. È qui che si concentra il senso della culla: offrire una possibilità concreta senza esporre chi compie quella scelta, evitando che una situazione di fragilità si trasformi in pericolo.

La legge italiana consente anche il parto in anonimato in ospedale, con la possibilità di non riconoscere il bambino. La culla si affianca a questa opzione, intercettando chi non conosce la normativa o non riesce ad accedervi. Dopo il ritrovamento, il neonato viene affidato ai sanitari per le prime cure e avviato al percorso che può portare all’adozione, mentre chi lo ha lasciato ha comunque 10 giorni di tempo per ripensarci e richiederlo.

Quello di domenica è il secondo episodio registrato a Bergamo da quando la struttura è attiva. Il piccolo è stato chiamato dagli operatori Pietro. Il primo caso risale al maggio 2023, quando la piccola Noemi fu lasciata con accanto un messaggio amorevole che chiedeva a medici e infermieri di prendersi cura di lei.

In Italia le Culle per la vita attive sono poco meno di cinquanta, nove delle quali in Lombardia. Tutte rappresentano una rete concreta di protezione, spesso nata da iniziative locali come quella dell’Associazione Donne Medico, che ha promosso quella bergamasca come risposta a situazioni di grande difficoltà.

Il valore della Culla per la vita non si misura nella frequenza con cui viene utilizzata, ma nella possibilità che garantisce quando serve davvero. Un’alternativa concreta all’abbandono, una risposta immediata quando il tempo è minimo e le opzioni sembrano esaurite. E, soprattutto, una certezza: anche nelle condizioni più difficili, esiste un luogo in cui una scelta può diventare protezione. Può diventare futuro.