il valore del territorio
Il pane che non si perde per strada: filiera corta, territorio e solidarietà nel progetto QuiVicino
Il progetto di filiera corta è promosso da Aspan, Associazione Panificatori Bergamaschi, in collaborazione con Minetti 1980 e Molino Magri, con il contributo della Camera di Commercio di Bergamo e il sostegno di Confcommercio Bergamo
Quando il grano cresce a pochi chilometri dal molino, che dista poco dai forni, il valore non si disperde lungo una catena infinita di intermediari, ma resta qui, vicino. Ogni passaggio restituisce qualcosa al territorio invece di sottrarglielo. È questo il principio fondante di “QuiVicino, Il pane di Bergamo”, progetto di filiera corta promosso da Aspan, Associazione Panificatori Bergamaschi, in collaborazione con Minetti 1980 e Molino Magri, con il contributo della Camera di Commercio di Bergamo e il sostegno di Confcommercio Bergamo. La scelta della prossimità non è un compromesso né uno slogan, ma è una strategia produttiva precisa. Le farine “QuiVicino” nascono esclusivamente da grani coltivati in Lombardia, moliti da Molino Magri e distribuiti ai forni che aderiscono al progetto attraverso Minetti 1980. Ogni fase è tracciabile, ogni chilometro percorso corrisponde a una relazione concreta tra persone che si conoscono e si scelgono ogni giorno. La logistica ravvicinata abbatte le emissioni, riduce i costi di trasporto, accelera le consegne e soprattutto preserva la qualità che una filiera lunga inevitabilmente disperde. Fare pane sostenibile, in questo progetto, non significa aggiungere un’etichetta verde, ma cambiare in modo virtuoso e circolare la geometria della filiera stessa.
“QuiVicino nasce per mettere in luce il valore del lavoro e delle competenze del nostro territorio- sottolinea Massimo Ferrandi, presidente Aspan-. I panificatori hanno a disposizione una farina che permette loro di offrire un pane riconoscibile, ricco di significato e legato alla nostra identità locale. Il consumatore può contare su un esempio di filiera territoriale che lo invita a riflettere sulla provenienza di ciò che mangia ogni giorno. Cambiare si può e lo si può fare partendo da noi stessi, senza aspettare che ci sia necessariamente qualcun altro che lo faccia per noi”.

Il progetto prosegue nel solco di un progetto che aveva portato a inaugurare la prima semina nel 2012 del grano di Bergamo: “Una sensibilità e attenzione alla filiera corta che parte da lontano, ben prima di Milano Expo, e che passo dopo passo, di anno in anno ha costruito un percorso virtuoso che oggi coinvolge nuovi importanti partner e tutta la filiera” aggiunge Roberto Alvaro segretario Aspan Bergamo.
Aderire al progetto non significa stravolgere la propria offerta. I panificatori possono acquistare da Minetti 1980 la farina in sacchi da 10 o 25 chili e produrre anche un solo tipo di pane“QuiVicino”. Sul prodotto finito viene applicata un’ostia commestibile con impresso il marchio e l’immagine “QuiVicino” direttamente sulla crosta: un segno discreto che fa un lavoro enorme. In un bancone affollato, con clienti di fretta e poco tempo per raccontare, quell’ostia dice tutto da sola: dice da dove viene il grano, dice che quel forno ha scelto di restare vicino. A ogni aderente viene fornito un kit completo (locandine, contenuti digitali, visibilità sui canali ufficiali di Aspan) perché la narrazione sia collettiva e la voce una sola. Il progetto porta con sé una dimensione che va oltre la filiera agroalimentare. Parte del ricavato della vendita delle ostie viene devoluto all’Associazione Cure Palliative ODV–ETS, a sostegno dell’Hospice “Kika Mamoli e Arnaldo Minetti” dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. La restituzione di valore al territorio, qui, non si ferma all’economia, ma raggiunge la cura, la vicinanza, la solidarietà concreta verso chi attraversa la fase più delicata della vita. Ogni pane venduto diventa un gesto compiuto insieme, tra chi impasta, chi acquista e chi, grazie a quel gesto, riceve assistenza.
Attorno al progetto si è costruita una rete istituzionale ampia e coesa: Camera di Commercio di Bergamo, Confcommercio Bergamo, Comune di Bergamo attraverso l’Assessorato alle Politiche sociali guidato da Marcella Messina. Non un’iniziativa episodica, ma un modello di partenariato territoriale pensato per durare, in cui competenze private e responsabilità pubbliche convergono verso lo stesso obiettivo. Un pane che ogni mattina, sul bancone di un forno bergamasco, racconta da dove viene il grano, chi lo ha trasformato, e perché, ancora oggi come ieri, vale la pena scegliere chi sta vicino.

