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Il presidente della Provincia di Bergamo a poco più di un mese dall’elezione: “Nelle società partecipate serve competenza. Centrodestra: per rimanere uniti dobbiamo essere responsabili”

Bergamo. Un ritorno che sa di prova di maturità politica. A cinque anni dall’ultima volta, Gianfranco Gafforelli torna al timone della Provincia in una fase complessa, tra equilibri politici ancora da consolidare e dossier aperti che pesano sul futuro del territorio. Il messaggio che lancia dal suo ufficio in via Tasso è chiaro: concretezza e responsabilità.

“Queste prime settimane di lavoro sono state impegnative – confida a Bergamonews -. Ho incontrato tutti gli uffici per capire dove fossero le principali criticità”. Un lavoro preliminare che mira a rendere la macchina amministrativa “più snella”, mentre sulla sua scrivania si accumulano documenti e iniziano a emergere le prime questioni da affrontare con i consiglieri che, meno di un mese fa, hanno ricevuto le deleghe.

Sul piano politico, la sfida è mantenere compatta una coalizione di centrodestra (Lega-FI-FdI) che in Bergamasca è tornata unita dopo anni. La ricetta del presidente è netta: “La chiave è la responsabilità. Se siamo tutti responsabili, non avremo difficoltà a restare uniti”. Le differenze, ammette, non mancano, ma “con buon senso sono state appianate verso un unico obiettivo: lavorare per il bene del territorio”.

Tra i temi più delicati, le nomine nelle società partecipate. Gafforelli esclude scossoni immediati: “Sono per portarle quantomeno all’approvazione dei bilanci. Poi saranno i singoli Cda a decidere il da farsi”. Ma l’indicazione ai partiti è chiara: “I curriculum degli eventuali candidati devono essere all’altezza del ruolo”.

Al centro dell’azione amministrativa resta il rapporto con i sindaci, definiti “sentinelle del territorio”. L’idea, già annunciata in campagna elettorale, è l’istituzione di un tavolo permanente, anche se le modalità sono ancora da definire. “Tra pochi giorni inizierò a incontrare gli amministratori, dalle valli ai laghi passando per la pianura. Vorrei capire come siano proprio i sindaci a immaginare questo strumento: è importante che le decisioni vengano dal basso”.

Sul progetto dell’inceneritore di Montello, il presidente si schiera apertamente con i territori: “Di fronte a un’opposizione di 50 sindaci, la Provincia deve prendere la loro parte”. Prima di una decisione, chiarisce, vanno risolte le criticità ambientali: “Finchè non leggerò un parere tecnico completo, non rilasceremo autorizzazioni”.

Più complesso il dossier dell’autostrada Bergamo-Treviglio, ormai in fase avanzata. “Se il piano economico-finanziario dimostrerà la sua sostenibilità, sarà difficile tornare indietro”, sentenzia il presidente, che rilancia anche sul tema dell’interporto o scalo merci a Cortenuova: “Bergamo non può perdere questa opportunità”.

L’intervista completa a Gianfranco Gafforelli, presidente della Provincia di Bergamo, nel video in apertura di articolo.