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Alla scuola Don Bosco i murales di Tracce Urbane: “Una forma d’arte che arriva a tutti”
Un ragazzo del progetto Tracce Urbane lavora alla facciata della scuola primaria Don Bosco

Il progetto delle politiche giovanili del comune quest’anno si dedica alle facciate della scuola in malpensata

Bergamo. “Quando ero piccolo mi sarebbe piaciuto vedere i grigi muri della mia scuola decorati con disegni come questi”. A parlare è Nicholas, uno dei giovani che ha risposto alla call lanciata dalle politiche giovanili di Bergamo per partecipare al progetto “Tracce Urbane”. Da lunedì 13 aprile, insieme ad altre ragazze e ragazzi under 30, per una settimana ha dedicato i suoi pomeriggi nella creazione di murales sulle facciate esterne della Scuola Primaria “don Bosco” in Via Alessandro Furietti, 16.

Si lavora seriamente, con metodo e organizzazione. Qualche scambio di battute giusto per confrontarsi o chiedersi consigli. Il rumore delle scale e delle bombolette di vernice. Un po’ ci vuole concentrazione, un po’ non bisogna disturbare i bimbi che stanno nelle aule a fare lezione.

Ma tanto i bimbi si distraggono lo stesso, guardano curiosi quello che succede fuori dalle loro finestre: per loro è un evento magico, nuovissimo, salutano con la mano. Ogni tanto qualche anziano passa lungo la strada e sbircia attraverso la bassa cancellata. “Siete proprio bravi!”, dice. “I graffiti sono una forma d’arte che arriva a tutti: dai giovani agli anziani – dice Nicholas -. È sui muri, fruibile alla comunità”. Poi continua: “Rispetto gli ultimi dieci o vent’anni credo che lo stereotipo verso gli street artists si sia affievolito. Ma c’è ancora tanto da fare. Bisognerebbe aumentare il numero di muri legali su cui anche gli artisti alle prime armi possono fare esperienza in sicurezza e condividere la cultura dei graffiti: raccontare alle persone perché dopo millenni abbiamo ancora l’esigenza di disegnare sui muri, la storia di questa disciplina. Le persone pensano che non ci sia differenza tra chi fa le scritte sui muri e chi fa i graffiti. I primi deturpano gli spazi urbani, gli altri li arricchiscono”.

Fare graffiti non è un lavoro immediato. Si parte da bozzetti, poi disegni preparatori, e infine ci si sposta sui muri. Ci vuole tempo, riflessione, confronto. Si lavora in gruppo. Tra i partecipanti chi lo fa da anni, chi con la street art è alle prime armi ma ha tanta voglia di imparare, chi ha studiato arte e chi no.

“Il mio stile, di solito, è molto diverso da questo – afferma Tommaso, un altro dei ragazzi del progetto – Io, Nicholas e Tommaso ci occupiamo di questa iniziativa da anni”. Tracce Urbane, infatti, è un progetto storico di Bergamo per i Giovani che, attraverso una call per artisti o aspiranti, permette di realizzare interventi artistici di street art nella città di Bergamo promuovendo azioni di muralismo legale e rigenerando spazi della città. Si tratta di un progetto che da quasi vent’anni permette di selezionare muri cittadini da valorizzare e realizziamo interventi artistici collettivi con giovani del territorio e con il supporto di street artists. Negli anni, i muri protagonisti sono stati tanti: dal viadotto di Boccaleone allo Spazio Polaresco, da via Gavazzeni ai i campi da calcio del quartiere Loreto. Negli ultimi anni, però, si è deciso di lavorare sui muri degli istituti scolastici della città.

“Quest’anno – racconta Arianna Lenzi, referente del progetto – abbiamo riproposto di collaborare con un altro istituto scolastico: la scuola primaria don Bosco di Malpensata parte dell’Istituto Comprensivo Mazzi grazie alla collaborazione con il dirigente Andrea Pioselli e la referente di plesso Patrizia Dolazza”.

Tracce Urbane è un progetto di lunga data delle politiche giovanili di Bergamo che ha la sua forza nell’ingaggiare giovani che vogliono dedicare il loro tempo e la propria capacità artistica al bene comune, decorando muri della città che si trovano in cattivo stato – afferma Marzia Marchesi, assessora ai servizi per l’infanzia, educativi e scolastici, politiche giovanili, tempi e orari, pari opportunità, educazione alla legalità, intercultura, pace – Quest’anno abbiamo deciso di abbellire i muri della scuola Primaria Don Bosco, con l’obiettivo di valorizzare la multiculturalità della scuola e del quartiere. Per questo motivo sono stati raffigurati animali ed elementi naturali, come frutta e verdura, provenienti da diverse parti del mondo. Tengo molto a questo progetto proprio perché permette a giovani bergamaschi di esprimersi e contemporaneamente donare il loro tempo al bene comune della città. È un esempio di cittadinanza attiva”.

“Venerdì 17 aprile – continua– ho avuto modo di vedere con i miei occhi la realizzazione di questi murales. Nel cortile c’erano anche le bambine e i bambini della scuola primaria don Bosco davvero entusiasti di vedere i muri della loro scuola così decorati. Mi hanno confidato che anche a loro piacerebbe partecipare a un progetto simile, quando saranno grandi”.