Neonato trovato nella Culla per la vita della Croce Rossa, accanto una lettera: “Ti amo tantissimo, meriti gioia e serenità”
In buone condizioni, il piccolo è stato portato all’ospedale Papa Giovanni. È il secondo caso in tre anni
Bergamo. Questa volta l’allarme non è suonato per errore. Dentro la Culla per la vita, avvolto in una copertina, c’era davvero un neonato.
È successo domenica mattina, 19 aprile, accanto alla sede della Croce Rossa Italiana, nel quartiere Loreto. Erano circa le 9.30 quando il sistema di sicurezza della culla – dotata di sensori e collegata a un monitoraggio attivo 24 ore su 24 – ha segnalato un’apertura. Di solito si tratta di falsi allarmi, causati da curiosi che aprono o urtano lo sportello. Questa volta no.
L’operatore collegato da remoto ha verificato immediatamente le immagini: dentro c’era un bambino. Piccolo, solo, ma vivo. Da lì è scattato il protocollo: l’allerta al 112, l’attivazione della procedura condivisa con Areu e l’invio dell’équipe di soccorso. Quando i sanitari sono arrivati, il neonato era cosciente e respirava. Le sue condizioni sono apparse buone. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Questura.
Nella culla è stato lasciato un bigliettino, presumibilmente scritto dalla madre. Il senso è che il bimbo è stato sempre amato, ma chi lo ha lasciato alla Croce Rossa non è in grado di offrirgli la gioia, la felicità e la serenità che merita. Una lettera amorevole accanto al corpicino del piccolo, affidato a mani sconosciute ma sicure. Ora si trova all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, dove ha già iniziato a bere e mangiare. Gli operatori lo hanno chiamato Pietro.
Si tratta del secondo episodio da quando la struttura è in funzione. Il primo risale al maggio 2023: allora fu trovata una neonata, Noemi, anche lei lasciata con accanto un messaggio in cui si chiedeva a medici e infermieri di prendersi cura di lei.
La Culla per la vita è stata voluta dall’Associazione Donne Medico come risposta estrema a situazioni di grande difficoltà, offrendo una possibilità di accoglienza e protezione a chi non può tenere con sé il proprio figlio. Il sistema garantisce anonimato totale: non ci sono telecamere e non è possibile risalire all’identità di chi lascia il neonato. Che, ripetono gli operatori, è in buone condizioni. Tra i tanti interrogativi, la certezza più importante.
In una nota, l’ospedale rivolge un pensiero alla mamma, “nella piena consapevolezza della delicatezza del momento – si legge -. Qualora ne sentisse il bisogno, potrà rivolgersi alla struttura in qualsiasi momento. Le saranno assicurate accoglienza, ascolto e ogni supporto sanitario e umano, nel massimo rispetto della sua tutela. L’Asst Papa Giovanni XXIII continuerà a prendersi cura del bambino con dedizione e professionalità, garantendo al contempo la massima discrezione nei confronti di tutte le persone coinvolte”.








