Maltrattamenti in famiglia, due uomini arrestati: vittime genitori anziani e una donna con il figlio
Due interventi dei Carabinieri nel bergamasco: a Stezzano un 47enne avrebbe sottoposto madre e padre, entrambi 77enni, a richieste di denaro e minacce, mentre un 57enne, residente ad Adrara San Martino, è accusato di aggressioni e abusi ripetuti in ambito domestico. Disposto il carcere per entrambi
Due interventi distinti, ma legati dallo stesso filo: la violenza tra le mura domestiche. Negli ultimi giorni i Carabinieri della Compagnia di Bergamo sono intervenuti in due casi gravi, che hanno portato all’arresto di un uomo accusato di maltrattamenti nei confronti dei genitori e di un altro ritenuto responsabile di violenze sulla moglie e sul figlio.
Il primo episodio è avvenuto a Stezzano, dove i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 47enne, residente ad Azzano San Paolo. L’uomo, già con precedenti, è accusato di aver sottoposto i genitori, entrambi 77enni e residenti a Gorle, a continue pressioni per ottenere denaro (tra i 2500 e i 4000 euro mensili). Secondo quanto ricostruito dalle indagini, iniziate nei mesi scorsi, le richieste andavano avanti da tempo e si accompagnavano a insulti, intimidazioni e minacce di morte. In alcuni casi, l’uomo avrebbe anche danneggiato beni di famiglia, arrivando a colpire un’auto con calci e pugni e, in un episodio particolarmente grave, a mostrare un coltello durante una lite. Le somme richieste sarebbero state ingenti, fino a diverse migliaia di euro al mese.
Il secondo intervento riguarda invece la zona di Sarnico. Qui i Carabinieri hanno arrestato un 57enne residente ad Adrara San Martino, anche lui con precedenti, accusato di maltrattamenti in famiglia. A denunciare la situazione è stata la moglie, una donna di 34 anni di origine brasiliana. Le violenze, secondo quanto emerso, andavano avanti da mesi e si sarebbero svolte spesso davanti al figlio di 9 anni. Minacce, insulti e aggressioni fisiche, in alcuni casi tali da richiedere l’intervento dei medici: in una delle ultime occasioni la donna è finita al pronto soccorso con lesioni guaribili in sette giorni. La situazione, aggravata anche dall’abuso di alcol, sarebbe peggiorata nel tempo, fino a rendere necessario un intervento immediato. La donna e il bambino sono stati messi in sicurezza in una struttura protetta, con il supporto dei servizi territoriali.
In entrambi i casi, l’autorità giudiziaria ha disposto il carcere per gli indagati, ritenendo necessario interrompere le condotte violente e prevenire ulteriori rischi per le vittime.


