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Gasperini: “Le lacrime in conferenza stampa? Mi commuovo, sto invecchiando…”
Foto Getty

Il tecnico giallorosso: “Il modello Atalanta è stato copiato in tutto il mondo, ma la cosa straordinaria è stato unire i risultati agli utili”. E poi lo scambio di saluti con Caldara: “In quella stagione prima si tremava un po’ nel tunnel, poi dopo si entrava in campo e si stava 1-0 dopo 20 minuti”

Un pareggio che rischia di allontanare dalla zona Champions League, ovvero quello che era l’obiettivo. Gian Piero Gasperini non riesce a battere la sua Atalanta nemmeno al ritorno, dopo la sconfitta di Bergamo di tre mesi e mezzo fa: all’Olimpico la partita termina con un 1-1 che potrebbe valere il -6 dalla Juventus quarta, qualora i bianconeri dovessero battere il Bologna. Per il tecnico di Grugliasco è stata una serata di emozioni forti, fortissime, nuovamente di fronte ai colori nerazzurri (e in un perioco non certo semplice a livello ambientale). Le ha raccontate nel post partita a Dazn, a Sky e in conferenza stampa.

Roma-Atalanta, le parole di Gasperini

L’avversario – “Speravamo di vincere, ma abbiamo trovato una squadra forte, che ha fatto la Champions League e vien da un terzo posto. Non dobbiamo essere delusi, l’abbiamo tenuta distante in classifica. Corsa all’Europa? Le partite sono difficili, è tutto aperto”.

La partita – “Abbiamo avuto una buona produzione offensiva, Carnesecchi è stato molto bravo in più occasioni, anche Svilar ha fatto il suo. Abbiamo cercato di vincerla sicuramente più di loro, il primo tempo è stato bello, nel secondo c’è stata stanchezza, ma abbiamo sempre cercato il risultato pieno fino alla fine”.

Il momento emotivo – “Le lacrime a fine conferenza? Vuol dire che sto invecchiando, mi commuovo… (ride, ndr). I ragazzi sono stati fantastici, questa settimana e questa sera. La presenza allo stadio di oltre 60mila persone è straordinaria, ha tutto il diritto di non essere contento di questo teatrino, è una cosa poco gratificante per tutti”.

La situazione a Roma – “Non sono io che ho alimentato questa cosa, continuerò a non rispondere. Io sono stato tirato dentro questa cosa e da una settimana non si parla d’altro, non darò risposte perché non mi sembra piacevole per tanta gente, abbiamo ancora cinque partite dove lottiamo per dei traguardi, questa squadra ha fatto molto bene se siamo a +4 sulla’Atalanta che l’anno scorso era terza e in Champions League. Siamo vicino alla Juve, vedo tante squadre che fanno fatica. Io sono concentrato su questa situazione, poi dopo vedremo di chiudere. Sono arrivato con tanto scetticismo, c’era rivalità, ma ho trovato una squadra che mi ha seguito fortemente e ci sono gratificazioni importante concesse dal pubblico. Vedremo tra un mese cosa sarà, ne parleremo a fine campionato”.

Il modello Atalanta – “È stato copiato in tutto il mondo, non solo per i risultati. Altre squadre hanno vinto di più facendo percorsi straordinari. Il modello è stato fare tutto questo facendo paccate di utili dove altri perdevano centinaia di milioni. Andava a giocare in Italia e in Europa in stadi difficili, non era una cosa facilissima e non eravamo molto amati… Ma c’era la capacità di essere competitivi facendo utili per 9 anni di fila, anzi, 10”.

Lo scambio di saluti con Caldara, in studio a Dazn – “Me lo ricordo bene il primo anno all’Atalanta. Ne avevo diversi come Mattia, c’erano Kessié, Spinazzola, Conti, Gagliardini, Petagna, poi è arrivato anche Cristante, Mancini… Erano tanti ragazzi giovani,  nel sottopasso dello stadio prima di iniziare la partita sentivi i tacchetti che tremavano. Poi nei primi 20 minuti vincevamo 1-0. E Mattia di gol ne faceva tanti. Hai una carriera davanti, proverai a fare l’allenatore? Auguri!”