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Mario Tozzi a Bergamo presenta “Caro Sapiens. La storia della Terra e le scelte dell’umanità”
Mario Tozzi e il figlio Mattia Giordani Tozzi

Nell’Aula Magna Sant’Agostino, in dialogo con il figlio Mattia, il geologo ha presentato il suo nuovo libro

Bergamo. “Voi Sapiens siete animati da una pulsione che tutto il resto della natura non ha mai conosciuto: quella verso l’accumulo e il profitto […].  L’accumulo di beni è contrario alla conservazione degli ecosistemi. Lo spirito di impresa ha accelerato i vostri processi produttivi ma vi ha chiuso gli occhi sul limite delle risorse e ho idea che quando vi renderete conto che è troppo tardi il mondo come lo conoscevate sarà finito”. A parlare è la Terra, in una delle lettere destinata agli umani, e fatta recapitare loro attraverso il libro “Caro Sapiens. La storia della Terra e le scelte dell’umanità”, scritto da Mario Tozzi – geologo, conduttore televisivo e giornalista – edito da Mondadori.

Il libro si compone di dieci lettere che il nostro pianeta (ma non solo), amorevole genitore, indirizza ai suoi figli prediletti: gli esseri umani. In più di trecento pagine ripercorre la propria storia, lunga più di 4,5 miliardi di anni, dall’origine del cosmo a oggi, illustrando i meccanismi che la governano, la geodinamica che sposta i continenti, i cicli del clima che si alternano, l’evoluzione della vita che ha plasmato ogni creatura. E svela una verità scomoda: l’attuale crisi ambientale non è un incidente, ma il frutto delle scelte umane, che hanno ignorato le sue leggi fondamentali.

Nel corso del testo sono due le domande che ci si pone: I sapiens sono davvero così speciali e diversi dalle altre specie? In cosa consiste questa unicità?

La realtà che emerge è decisamente distante da quelle che sono le credenze comuni. “Pensiamo di essere superiori agli altri viventi – spiega Tozzi – perché proviamo emozioni, possiamo essere creativi e siamo in grado di comunicare. Ma non siamo mica gli unici a farlo. I capodogli, ad esempio, si raccontano storie lungo i loro viaggi, proprio come facevano gli aedi. Siamo noi a non conoscere il loro linguaggio”.  E continua: “La differenza principale tra i sapiens e gli altri figli della Terra, è che noi non accettiamo i nostri limiti, vogliamo sempre superarli, non importa a discapito di cosa”.

Con ironia e precisione, Mario Tozzi ribalta il pensiero tipico dell’antropocene, per cui l’essere umano è al centro e al di sopra del mondo intero. Riporta invece l’uomo sullo stesso piano degli altri organismi viventi, dagli animali alle piante, dai funghi ai batteri. fino ad arrivare ai virus.

Varcando la soglia dell’Aula Magna dell’Università di Bergamo, con la sua architettura e i suoi affreschi, si percepisce che il tema che si andrà a trattare nel corso dell’incontro, sarà di una grande importanza, altezza e rilevanza. Le parole di Tozzi, insieme agli interventi del figlio Mattia, aiutano ad abbassarlo, senza banalizzarlo o snaturarlo, ma rendendolo accessibile al grande pubblico. I rimandi alla cultura pop: da Ratatouille a Cappuccetto Rosso, le battute sul traffico di Roma, la lettura di estratti dal saggio, contribuiscono a mantenere alta l’attenzione e a comprendere bene anche un tema così delicato.

“Ci tenevamo particolarmente ad avere come ospite Mario Tozzi – spiega Daniele Rocchetti direttore artistico della Fiera dei Librai, anche per la sua grande capacità comunicativa. È poco retorico, si basa sull’uso dei dati, cerca di rendere comprensibili questioni complesse senza però snaturarle. Il libro offre una riflessione tra specie umana e pianeta. Aiuta a guardare con lucidità le conseguenze delle nostre scelte collettive”.

L’incontro, che ha è stato aperto da un intervento di Elisabetta Bani dell’Università di Bergamo, si inserisce all’interno di una collaborazione tra Bergamo Next Level e la Fiera dei Librai, arrivata ormai alla 67esima edizione.